Una città in bilico

Vicenza si è mobilitata, molte manifestazioni e presidi hanno confermato la determinazione dei cittadini a non voler essere estromessi da decisioni di vitale importanza circa l'utilizzo del proprio territorio.
È fondamentale esprimere piena solidarietà alla popolazione vicentina da mesi in lotta per impedire l'ennesimo scempio ambientale, economico e sociale.
Uno scempio vede protagonista la costruzione di un'ulteriore base militare Dal Molin da affiancare alla già esistente Ederle.

Nel 2007 , in uno dei paesi più sviluppati del mondo, è ancora possibile assistere a situazioni sconcertanti e vergognose come questa.

È bastata una disponibilità informale, in una trattativa segreta con il governo USA, data dall'allora presidente del consiglio Berlusconi, per la militarizzazione della città;
in particolare per la costruzione di una seconda zona militare di 600.000 mq, che oltre ai problemi enormi alla comunità, consumerà tanta acqua, e altre risorse, quanto quelle di cui hanno bisogno 30.000 cittadini;
costerà ai contribuenti milioni di euro (il 41% delle spese di mantenimento delle basi militari USA nel nostro territorio è coperto dallo stato italiano), inoltre sarà l'avamposto per le future guerre rendendo la cittadina veneta possibile bersaglio di azioni terroristiche.

La VIOLAZIONE dell'Ambiente, della Costituzione: l'Italia ripudia la guerra, dei valori della Pace e della Giustizia, del Patrimonio urbanistico e sociale;
La quasi apparente follia della questione va al di là di considerazioni strettamente politico/ideologiche,tutta la vicenda è contrassegnata dalla sopraffazione con la quale il governo, nazionale e locale, ha snobbato la popolazione vicentina: prima tenendo nascosto il progetto e dopo un consiglio comunale blindato, ha infine negato la possibilità di usufruire del referendum.

Evidentemente avere l'appoggio del governo USA, per chi governa, è più gratificante o forse più vantaggioso che avere l'appoggio dei propri cittadini.

Ma siete davvero consapevoli delle responsabilità che comporterà una base militare americana?
la base militare più grande al di fuori dei confini statunitensi. Avete pensato al futuro o solamente al presente?

Vicenza chiama tutti a mobilitarsi contro la militarizzazione di una città, contro la costruzione di una base che sorgerà a meno di due chilometri dal centro.

Dopo quella del 2 dicembre è importante essere in molti, donne e uomini, studenti e anziani, operai e professionisti, associazioni cattoliche e centri sociali per un reale protagonismo delle comunità locali e dei cittadini.

TUTTI A VICENZA
PER UNA TERRA
SENZA BASI DI GUERRA


(comunicato del coll. Uscita di Sicurezza)





Sempre a proposito di questo "grande" avvenimento, abbiamo deciso di pubblicare sul nostro sito la lettera della sig.ra Thea Valentina Gardellin, una dei 113000 abitanti di Vicenza contraria alla costruzione della base:



Gentile Sindaco Hullweck,

Gentile Vice Sindaco,

Gentili Signori e Signore del Consiglio Comunale che avete votato a favore 
della base,

Vi scrivo con la viva speranza che questa lettera aperta possa fare leva 
sulla vostre coscienze visto che nessuno intervento, dal più silente e 
timido al più rumoroso di ieri sera, v'abbia influenzato a sufficienza per 
farvi cambiare idea in merito alla base militare Dal Molin.

Non che ritenga questa lettera più importante di molte altre che
sicuramente avrete ricevuto e che ancora avete da ricevere...
sarà una lettera come infinite altre e ad essa darete il peso che riterrete 
"giusto" dare...però ve la debbo scrivere con la speranza che essa possa 
almeno insinuarsi laddove i tamburi, le pentole e i cucchiai della 
manifestazione rumorosa di ieri sera non sono riusciti a penetrare.
La vostra sordità mi ha lasciata sconcertata, e sconcertata è parola piccola 
rispetto a come mi sento nell'intimo.

Avete tutta la mia disapprovazione, ogni singola cellula del mio corpo 
disapprova la vostra decisione.
Se fosse ancora vivo Gandhi, ahimè per voi, avrebbe sicuramente preso carta 
e penna alla mano e v'avrebbe indirizzato una lettera non tanto dissimile 
dalla mia.

Le genti acquistano bandiere per la pace, magari l'avete fatto anche voi 
appendendo una bandiera multicolore alle finestre del Municipio, per 
dissentire.
Eppure ieri, dietro a vetri illuminati da gran galà, riflettendo rettangoli 
di luce sulla bellissima piazza delle vostre signorie, osservandoci come 
s'osservano le bestie rinchiuse allo zoo, magari con qualche sorriso di 
scherno, avete aggiunto altri favori alle guerre in corso, avete approvato, 
alimentato, nutrito e cullato le future guerre che ancora vivono sommerse 
tra i pensieri dei potenti.

Vi ricordate qualche anno fa?
Qualche anno fa quando passavano i convogli USA sulle rotaie delle nostre 
ferrovie?
Ricordate i giovani No-global, i disobbedienti che si sdraiavano su di esse 
in attesa dell'arrivo dei treni carichi di missili a testata nucleare che 
dovevano attraversare il territorio vicentino?
Avete ricordato questo ai Vicentini?


Avete preso atto di tutti i soprusi a cui siamo soggetti, giorno dopo
giorno, ascoltando le notizie ammorbidite dei telegiornali, ammorbidite
altrimenti non potremo nemmeno portare un tozzo di pane alla bocca dalla
vergogna per quanto avviene intorno a noi.
Siete veramente consapevoli delle quantità di morti che le guerre portano 
con se?

Siete veramente consapevoli della responsabilità che comporterà una base 
militare americana, la base militare americana più grande d'Europa?
Sapete cosa vorrà dire questo?

Avete cavalcato la moneta, l'euro.

Avete voluto che le genti credessero alla storia di una miglioria economica 
nel vicentino che questi militari porteranno con se...ma dove, chiedo dove?

Già adesso acquistano quasi tutto internamente alla base.
Tutto quanto serve loro arriva direttamente dagli USA eccetto qualche
particolare.

E di sera?

Li vediamo forse nelle nostre pizzerie o nei nostri ristoranti a condividere 
pasti conviviali con noi?
Li vediamo nei nostri cinema, nelle nostre biblioteche, nelle nostre scuole, 
nei nostri supermercati?

Li vediamo condividere la loro base con noi se non per il 4 Luglio quando 
tengono sveglia la città a suon di fuochi d'artificio?

Ah, si, ecco dove li vediamo...qualche volta alla sera, ubriachi fradici
nei bar, a spaccare vetrine ed a provocare incidenti dove la polizia 
Italiana
NON può intervenire ed essi, i giovani soldati statunitensi, vengono
immediatamente portati via....nuovamente all'interno della base.

Certo, questi saranno i problemi che aumenteranno con un numero doppio di 
soldati in circolazione...e noi...anzi no....e voi...anzichè alimentare la 
pace mondiale e, se vogliamo essere più egoisti, la pace vicentina...avete 
votato
SI!

Avete pensato al futuro oppure avete riflettuto solamente sul presente, sul 
luogo in cui vi trovate ora, il ruolo che ricoprite in questo momento?

E l'aumento del traffico con le auto di 5000 soldati che scorazzano per la 
nostre vie in circa di nuove ebbrezze?
Ed i parcheggi per queste auto visto che, come avete sostenuto nei
confronti dei vicentini, loro, gli americani, porteranno una florida 
economia,
dove parcheggeranno le loro 5000 autovetture mentre faranno i loro 
abbondanti acquisti in centro a Vicenza?
Ed i servizi ospedalieri?

Ed i soldi dei cittadini, le tasse sui rifiuti, l'ICI e quant'altro versiamo 
per contribuire a migliorare i servizi...questi dove saranno investiti?
Per i cittadini di Vicenza oppure per la costruzione della base militare?

Ed i comuni limitrofi a Vicenza?
I comuni maggiormente interessati, investiti dalla costruzione della base, 
come mai i loro sindaci non sono stati invitati al Consiglio Comunale di 
ieri sera?

Personalmente ritengo avessero tutto il diritto di difendere il proprio
territorio.


Bush e le sue "grandi" guerre.

È vero quando si dice che è l'economia della guerra a fare girare il mondo, 
a determinare i tempi ed i luoghi in cui ammazzare le genti.

È vero che l'economia americana si basa sopratutto sull'economia della 
guerra...ma non come avete voluto far intendere voi nel
sottolineare quanto l'economia vicentina ne potrebbe trarre vantaggio da una 
base militare di tali dimensioni.

Non stiamo parlando di ristorazione, di ceramiche, monili in oro oppure 
mobili d'antiquariato, stiamo parlando di bombe, di missili, di mine 
anti-uomo, di tanks, di navi da guerra, di anfibi, di paracaduti, di
cinturoni, di pallottole, di bambini che camminano ignari e che esplodono su
mine costruite in qualche industria bresciana..e loro..i bimbi Afghani, 
Iracheni, i bambini del Darfour, della Somalia, del Libano...resteranno senza 
arti, senza occhi, senza labbra, senza occhi con cui poter guardare in volto 
i colpevoli.....ed in parte, con la vostra decisione di ieri sera, avete 
nutrito
queste guerre.


Un giorno, forse, se mi sarà data l'opportunità, potrò recarmi in una zona 
di guerra....così come avreste dovuto fare voi prima di ieri sera.
Io ci vorrei andare per la pace, vorrei abbracciare coloro che hanno
perduto tutto, vorrei farli ancora sentire importanti per qualcuno, per
me, sebbene io in realtà sia un semplice nessuno che voi avete tradito con
il vostro voto!


Cordialmente,


Thea Valentina Gardellin

No BREBEMI, No TAV La questione palestinese