Il collettivo Uscita di Sicurezza dice NO alla BRE-BE-MI !!!
Di seguito presentiamo diversi documenti atti a spiegare il perchè dell'opposizione del collettivo
non solo alla realizzazione del progetto BRE-BE-MI, ma anche a quello della TAV.
COMUNICATI 2009:
PER IL LOMBARDO, IL TRENO ARRIVA IN RITARDO!
TRENI FATISCENTI - AUMENTO DEL PREZZO DEI BIGLIETTI - RITARDI
La realtà che i pendolari vivono, e che vedono peggiorare sempre di più, mentre 7 MILIARDI di EURO sono spesi per - dicono loro - risolvere i problemi della Viabilità. Come? Le risposte dei governi e delle amministrazioni locali sono la costruzione di:
- TAV: che ferma ogni 100 km, con abbonamenti che superano i salari medi
- BREBEMI: che parte da Travagliato e non arriva a Milano ma a Melzo (lunga 62 km)
Anzichè spostare sui treni i 14 milioni di automobilisti pendolari inquinanti come tutta l’Europa oramai fa… In Italia si va controsenso!
Il VERO motivo è che con questi 7 MILIARDI DI EURO avremo: ulteriori CENTRI COMMERCIALI lungo l'autostrada, CAVE di prestito nei terreni trivellati destinati a trasformarsi in future discariche…rimandiamo il problema???
Mentre la CRISI economica avanza e toglie posti di lavoro sicuri,e le nostre vite si fanno sempre più precarie, banche e imprese inventano autostrade su cui speculare.
La palese inefficienza del progetto è dimostrata da accordi non coordinati, scadenze non rispettate e termini prolungati; questi fattori causano un aumento TRIPLICATO della SPESA PUBBLICA, per una Opera superata, che riteniamo sia uno disastro ambientale, uno schiaffo economico e un danno politico!
Non ti interessano i soldi pubblici? Le speculazioni edilizie? La percentuale di tumori altissima? Gli espropri? La natura minacciata da cave di prestito? Gli inutili centri commerciali? I favori politici di casta? Il trasporto pubblico inadeguato? L'inquinamento e pedaggi? Il traffico e i parcheggi? L'arretratezza rispetto all'Europa? La figuraccia che faremo con l'EXPO? Cosa risolverà AI PENDOLARI?
Le alternative a BRE.BE.MI e TAV esistono, questo modello NON è SOSTENIBILE !!!
A Luglio vorrebbero far partire i lavori per L'autostrada e per L’alta velocità affossando definitivamente il trasporto pubblico di massa.
Bisogna opporsi con ogni mezzo alla costruzione della BREBEMI e della TAV !!!
A Lecco, la protesta di non mostrare il biglietto contro i disservizi è partita...
La VIABILITà deve essere garantita con investimenti adeguati per il RILANCIO del trasporto pubblico per i lavoratori/lavoratrici, per le studentesse/studenti e
SEMPLICI VIAGGIATORI DELLA BASSA VELOCITà.
PER I PENDOLARI QUALCOSA DEVE CAMBIARE
Meno treni e sempre più affollati. Aumento del prezzo dei biglietti e ritardi all'ordine del giorno.
Questa è la realtà che i pendolari vivono, e che di anno in anno vedono peggiorare sempre di più.
Nel frattempo i diversi governi, con la complicità delle amministrazioni locali, spendono SETTE MILIARDI di Euro per - dicono loro - risolvere i problemi della viabilità.
Risultati ad oggi: treni ad alta velocità (vedi Freccia Rossa) che fermano ogni 100 km con abbonamenti che superano i salari medi dei lavoratori; autostrade a pagamento, come la BREBEMI che ci obbligheranno alla dipendenza dall'auto con quello che ne consegue in termini di traffico nelle città, salati pedaggi, maggior inquinamento…
Qualcosa deve cambiare, e qualcosa sta cambiando. Perché SETTE MILIARDI di euro, pur spesi male che siano, qualcosa muovono.
E infatti muovono o meglio gonfiano, le tasche degli imprenditori di turno che costruiscono centri commerciali lungo l'autostrada, trivellano il terreno per creare cave di prestito, già pronti alla gestione delle future discariche e per completare l'opera: sono tra i "PRIVATI” che finanziano l'autostrada che dovrà portare clienti nei loro Centri Commerciali. Vedi nuovo centro commerciale BREBEMI.
Mentre più di 7 MILIARDI di Euro compiono questo interessante girotondo nelle tasche dei Padrùn Lombardi con l'appoggio trasversale di tutti i partiti, ai pendolari non resteranno molte scelte: una è sperare che dopo questi investimenti restino delle briciole anche per loro.
Oppure si possono preparare all'idea che ogni mattina prenderanno la loro auto, pagheranno il pedaggio e andranno ad infilarsi nell'imbuto milanese. Avranno però dalla loro due opzioni: BreBeMi o A4.
La prima li porterà a Melzo in un baleno e poi… cazzi tuoi. L'opzione A4… auguri e buon viaggio.
Terza scelta sarà l'alta velocità Milano-Verona: si potrebbe cercare di prendere al volo i vari Freccia Rossa.
E a chi ha ancora il coraggio di parlare di "project financing”, riferendosi alle banche che finanzieranno queste "grandi” opere, è sufficiente far loro un paio di domande: di chi sono i soldi che le banche investiranno?. E ancora: come si può parlare di "soldi delle banche” in un momento in cui tutti gli stati corrono alla loro nazionalizzazione?
Siamo proprio nella merda ma nonostante ciò, qualcuno riesce a sguazzarci dentro niente male.
Visto che i soldi investiti sono pubblici e i guadagni andranno a finire ai privati, resta da pensare che il pendolare debba pagare caro il biglietto, andare a produrre (in ritardo e su treni fatiscenti) e stare zitto mentre alle sue spalle qualcuno si arricchisce con speculazioni edilizie, appalti gonfiati e centri commerciali.
A giugno vorrebbero far partire i lavori per l'autostrada e l'alta velocità, affossando definitivamente il trasporto pubblico di massa. Da quel momento non sarà più possibile tornare indietro e gli spostamenti di massa su ferro, per i lavoratori, saranno sostituiti da spostamenti su strada.
Bisogna opporsi con ogni mezzo possibile alla costruzione dell'autostrada BREBEMI e della TAV perché mobilità per noi è la garanzia di investimenti adeguati per il rilancio del trasporto pubblico di massa per lavoratori/lavoratrici, studentesse/studenti e semplici viaggiatori a Bassa Velocità.
Un'uscita di Sicurezza dalla Brebemi
di Mattia Avigo (portavoce del Collettivo Giovanile Uscita di Sicurezza)
Uscita di Sicurezza è un collettivo, un gruppo di giovani che non vuole essere soffocato dalla cappa di disinteresse, individualismo e rassegnazione presente nella nostra società. Noi del Collettivo crediamo sia giusto lottare affinchè tutti possano vivere in una società che sia attivamente costruita e migliorata da tutti coloro che ne fanno parte. Il Collettivo vorrebbe diventare uno strumento (aperto a tutti), con cui mettere in discussione il sistema in cui viviamo: un sistema basato su una rappresentanza fine a se stessa. Noi, invece, crediamo che la politica debba essere il mezzo attraverso cui il popolo possa esprimere la sua sovranità. Questa, per sfortuna, non è la stessa idea presente nelle forze politiche del nostro territorio. Esse, in virtù dei voti conquistati alle elezioni, si ritengono autorizzate a decidere su ogni aspetto della vita dei cittadini, senza nemmeno scomodarsi a informarli circa le conseguenze che saranno causate dalle loro scelte. Per noi Informazione è Potere. Possedere un'informazione corretta significa poter capire, poter scegliere, senza essere costretti a subire passivamente le menzogne e le mezze verità che ci vengono proposte. Questo ci sembra vero in generale, ma ci sembra ancor più vero quando i temi sono di interesse popolare. Quando i temi sono l'ambiente e le infrastrutture che su di esso dovranno vedere la luce. Quando ad essere coinvolte sono le risorse di tutti. Quando in discussione è la nostra salute, le nostre risorse economiche e la nostra mobilità sul territorio. È dunque doveroso potere disporre di un'informazione chiara, il più possibile oggettiva e lontana dalla propaganda: troppo spesso guidata dagli interessi economici di pochi. Purtroppo, niente di tutto ciò si sta verificando per alcune infrastrutture viabilistiche, tra le quali la BREBEMI. Viene presentata come necessaria, prioritaria e irrinunciabile; come la risolutrice di tutti i problemi esistenti legati alla viabilità. Ma su di essa non viene spesa una parola di più. Nessuno ci parla del suo impatto ambientale. Nessuno ci parla dell'effetto che avrà sulla nostra salute. Nessuno ci dice dove si prenderanno i soldi e come verranno spesi. Nessuno ci parla di come si è arrivati a pensare proprio all'autostrada e non ad altre soluzioni. Forse è il momento di smetterla di aspettare che sia qualcun altro a darci l'informazione che cerchiamo. Forse è giunto il momento di cominciare ad informarci e ad informare. Vogliamo informazione che abbia come unico scopo quello di mettere tutti i cittadini nella condizione di capire davvero che cosa è l'autostrada Brebemi. Un'informazione che porti la gente a prendere una posizione non condizionata da interessi di parte, troppo lontani dalla serietà e dalla complessità dell'argomento. Ci rivolgiamo a tutti voi per la creazione di un Comitato Popolare d'informazione Brebemi. Un Comitato che sappia unire le forze in campo per riuscire a dare più visibilità a questa lotta per l'informazione. Insieme potremmo organizzare iniziative su tutto il territorio allo scopo di creare interesse e partecipazione. Dobbiamo riuscire a coinvolgere la popolazione, combattere la disinformazione e far pressione sulle istituzioni affinchè la BRE-BE-MI venga trattata con la serietà che merita. Per tutti questi motivi - ma anche per ritrovarsi, confrontarsi e divertirsi - abbiamo organizzato una festa con musica, cibo e bevande nei giorni di sabato 9 e domenica 10 settembre 2006 nella località di Fara Olivana (a 2 km da Romano di Lombardia).
Est-esterna o Est estranea?
Estranea a chi e a cosa? Estranea ai veri interessi della provincia milanese e quella lodigiana e ad una conveniente mobilità veicolare; estranea ad una politica (sempre più serva dell'economia) che voglia veramente risolvere il problema della rottura di carico in entrata e in uscita dalla metropoli milanese. La Tangenziale Est esterna (Agrate-Melegnano: autostrada a pagamento di 35 km) ha di nuovo ricevuto un impulso dalla Giunta provinciale di Milano. Dopo le parole del Ministro Di Pietro, la Giunta Penati ha voluto mandare un segnale "forte" al territorio e ai co-azionisti della Tem Spa: la tangenziale est esterna milanese deve essere fatta. Ma rispondendo agli interessi di chi? Oltre alla Provincia di Milano, nella Tem Spa (realizzatrice della tangenziale) figurano, tra altre società, la mitica Serravalle, Autostrade Spa, un gigante del credito come Intesa BCI Spa e - nessuno si sorprenda - la Brebemi Spa. Infatti, la Tangenziale est è il collettore che perpendicolarmente, in prossimità di Melzo, incontrerà la sorella Brebemi. Le logiche che sottendono a questa infrastruttura sono identiche a quelle della direttissima Milano-Brescia. Ne riportiamo solo due in omaggio alla brevità. La prima è la Project financing come sistema di "auto-finanziamento" di soggetti privati, i quali hanno poi l'autorizzazione a programmare, realizzare e gestire l'infrastruttura di "pubblica" utilità. Sappiamo bene, invece, che l'unica utilità che comporterà un'opera del genere è ad esclusivo vantaggio dei banchieri e dei gestori di autostrade che si divideranno gli incassi dei costosi ticket d'ingresso che pagheranno gli utenti della tangenziale. Così come sappiamo che, con il giochetto delle scatole cinesi, il carattere privatistico delle risorse finanziarie della Tem Spa è semplicemente una vergognosa falsità. La seconda è la presentazione della tangenziale come risolutrice dei problemi di traffico nell'hinterland milanese, quando studi specialistici affermano che l'80% dello spostamento di mezzi motorizzati nell'area è di carattere locale e che dunque necessiterebbe di altro tipo di risposte che non quella di una nuova autostrada (Polinomia docet). Come anticipato in un articolo nel numero uno di questa piccola rivista ("Bravo Penati, però"; n°1 - Febbraio 2005), non nascondevamo le perplessità di fronte al nuovo presidente di giunta. Egli non è affatto contrario alle infrastrutture ridicole e disastrose in progetto. Diversamente dalla signora Gaber (che non riconosceva ai singoli Comuni dignità alcuna), egli vuole giungere allo scopo attraverso un galateo politico che prevede il (finto) coinvolgimento degli Enti locali nel momento dell'esecuzione dei progetti. A far da sponda al suo tatticismo collaborazionista ci pensa un apparato mediatico che, nel luglio 2006, ha quasi all'unanimità propagandato la distorta notizia secondo la quale l'Associazione dei sindaci per la mobilità sostenibile (da sempre contraria alla tangenziale est esterna) abbia approvato un documento della giunta provinciale milanese in cui sarebbe stato "concertato" (con essa) un tracciato della tangenziale est esterna. "In realtà - ha risposto Paolo Sabbioni con un comunicato stampa a nome dell'Associazione dei sindaci per la mobilità sostenibile - l'Associazione ha esclusivamente approvato un documento di risposta alla proposta dell'assessore provinciale Matteucci, la quale è stata giudicata positivamente perchè pone come prioritari (in ordine di tempo e di importanza per la soluzione dei problemi di mobilità nell'est milanese) gli interventi di riqualificazione sulla viabilità ordinaria e di rafforzamento del trasporto pubblico(?) L'Associazione Comuni - prosegue Sabbioni - apprezza il metodo di confronto aperto con la Provincia di Milano ma resta dell'idea che è più urgente riqualificare la viabilità esistente e potenziare il trasporto pubblico, e chiede anch'essa la sospensione della delibera CIPE.
"Non la tangenziale est esterna, ma interventi mirati nei punti critici di strade statali già esistenti quali la Cerca, la Paullese, la Rivoltana e la Cassanese. Oltre che a decongestionare i centri abitati dei Comuni dell'hinterland milanese attraverso un reale intervento per potenziare lo snodo di Melegnano e una politica che favorisca una più efficace intermodalità tra trasporto di gomma e quello di ferro, in particolare a Gorgonzola, Melzo e Paullo."
articoli tratti da L'ANTI BREBEMI
Settembre 2006 - Numero cinque - Ciclostilato in proprio - Coordinamento Interprovinciale Mobilità Sostenibile
sede: Via Crivelli, 9 cap 24047, Treviglio (Bg)
BRE-BE-MI ED INFORMAZIONE
Informazione è potere. Possedere un'informazione corretta significa poter capire, poter scegliere, senza essere costretti a subire passivamente le menzogne e le mezze verità che ci vengono proposte.
Questo ci sembra vero in generale e ci sembra ancora più vero
Quando i temi sono di interesse popolare.
Quando i temi sono l'ambiente e le infrastrutture.
Quando ad essere coinvolte sono le vite di tutti.
Quando in discussione è la nostra salute, le nostre risorse economiche e la nostra mobilità sul territorio.
È dunque doveroso poter disporre di un'informazione chiara, oggettiva e lontana da una propaganda guidata dagli interessi economici di pochi.
Purtroppo, niente di tutto ciò si sta verificando per alcune infrastrutture viabilistiche come la BRE-BE-MI e la TAV.
Vengono presentate come necessarie, prioritarie e irrinunciabili. Vengono presentate come risolutrici di tutti i problemi esistenti legati alla viabilità ma su di esse non viene spesa una parola di più. Nessuno ci parla del loro impatto ambientale. Nessuno ci parla delle conseguenze che avranno sulle nostre vite. Nessuno ci spiega dove si prenderanno i soldi e come verranno spesi. Nessuno ci spiega di come si è arrivati a pensare proprio all'autostrada e non ad altre soluzioni.
Ma esiste anche di meglio: esistono enti, associazioni, giornali, televisioni ed amministrazioni comunali che (più o meno) consapevolmente, impediscono che l'informazione (quella completa) arrivi ai cittadini. Obbediscono talvolta a ordini di partito o più semplicemente se ne fregano, diventando però di fatto complici della disinformazione, voluta da chi spera che tutto proceda senza la partecipazione della popolazione.
Forse è il momento di smetterla di aspettare che sia qualcun altro a darci l'informazione che cerchiamo. Forse è arrivato il momento di cominciare ad informarci e ad informare.
Per fortuna, alcune realtà si stanno già movendo in questa direzione. Gruppi, associazioni e singole persone, si stanno battendo per promuovere un'informazione LIBERA. Libera da vincoli ideologici. Libera da interessi economici.
Un'informazione che ha come unico scopo, quello di fare in modo che tutti possano capire davvero che cosa è l'autostrada BRE-BE-MI. Un'informazione che porti la gente a prendere una posizione non condizionata da interessi di parte, troppo lontani dalla serietà e complessità dell'argomento.
È a tutte queste realtà che il collettivo USCITA DI SICUREZZA si rivolge.
Ci rivolgiamo a tutti voi per la creazione di un COMITATO POPOLARE D'INFORMAZIONE BRE-BE-MI.
Un comitato che sappia unire le forze in campo per riuscire a dare più visibilità a questa lotta per l'informazione. Insieme potremmo organizzare iniziative su tutto il territorio allo scopo di creare interesse e partecipazione. Dobbiamo riuscire a coinvolgere la popolazione, combattere la disinformazione e far pressione sulle istituzioni affinchè la BRE-BE-MI venga trattata con la serietà che merita.
Si potrebbe pensare ad esempio alla costruzione di assemblee, manifestazioni, feste, sito internet e tutto quanto possa servire ad informare la popolazione di ciò che sarà l'autostrada.
Mettere in comune le conoscenze, le esperienze e le forze è per noi il miglior modo di lavorare a questo obiettivo.
...rivolta a tutte le realtà che vogliono lottare per due giuste cause:
lettera del collettivo Uscita di Sicurezza al comune di Romano di Lombardia (bg) per l'organizzazione della festa anti-BREBEMI
La cause in questione si chiamano BRE-BE-MI e TAV. Brevi sigle che mettono tutti noi in grado di comprendere e smascherare scelte politiche che confessano una totale indifferenza nei confronti delle necessità reali della popolazione.
BRE-BE-MI e TAV sono i nomi con cui gli interessi economici e le volontà di pochi - imprenditori e politici - vengono imposte ad una collettività. Collettività che a questo scopo viene disinformata e ancora una volta umiliata, costringendola a pagarne le spese - anche economiche - e a subire l'arroganza di chi non pagherà, nemmeno per gli errori commessi.
La BRE-BE-MI e l'ALTA VELOCITÀ non sono scelte sbagliate da parte di una politica distratta ma progetti ben precisi che dobbiamo saper analizzare e combattere. Come combatterli: è la sfida che ci poniamo e vi poniamo. Noi crediamo che la strada sia quella di informare la popolazione di ciò che sta accadendo. Vogliamo far capire che in gioco c'è la nostra libertà. Libertà di conoscere e quindi di partecipare alle decisioni ma anche libertà di proporre e di essere ascoltati. In una parola:
democrazia.
Informare significa prima di tutto informarsi e creare momenti di socializzazione dove poter parlare alle persone e coinvolgere tutte le realtà già organizzate a fare lo stesso. Questo è reso necessario dall'impossibilità di utilizzare i mass-media in quanto già strumento nelle mani di chi cerchiamo di combattere.
Obiettivo è quello di risolvere concretamente un problema che riguarda tutti noi - la mobilità - senza compromettere le risorse economiche, la nostra salute e la nostra democrazia.
È per questo che il collettivo Uscita di Sicurezza ha deciso di:
- diffondere materiale informativo alle realtà organizzate del territorio.
- organizzare una festa in cui informare la popolazione della bassa bergamasca circa i progetti BRE-BE-MI e TAV, i loro limiti, le alternative ai progetti e il tentativo di impedirne la diffusione a tutti i livelli.
Per fare questo abbiamo bisogno di unire le forze del territorio e di farne emergere di nuove.
(Il nostro collettivo è una piccola realtà che si sta radicando sul territorio. Possediamo tenacia, buona volontà ma pochi soldi.)
Il 23 di agosto ci troveremo a Romano di Lombardia per un'assemblea che coinvolga il maggior numero possibile delle realtà presenti sul territorio. In questa data vorremmo definire le modalità con cui portare avanti la lotta contro BRE-BE-MI e TAV.
Vi chiediamo di partecipare e di aiutare anche economicamente per la festa che stiamo organizzando. Noi lavoriamo, affinchè questa festa possa essere il primo di una serie di appuntamenti che ci porti a diffondere nella gente il sentimento di opporsi a questi inutili sprechi nascosti dietro il nome "opere pubbliche".
La festa che vogliamo organizzare, si terrà nei giorni di sabato 9 e domenica 10 settembre. È un'iniziativa che vogliamo rivolgere a tutti ed in particolare a famiglie e giovani. È per questo motivo che abbiamo pensato ad una festa in cui si esibiscano gruppi musicali e vengano somministrati cibo e bevande. Non mancherà l'informazione sia da parte di tecnici, sia attraverso il volantinaggio.
Lettera Aperta sulla mobilità nella zona Pedemontana Padana del collettivo alle istituzioni:
Al Presidente del consiglio dei Ministri - Romano Prodi
Al Ministro delle Infrastrutture - Antonio Di Pietro
Al Presidente della Regione Lombardia - Roberto Formigoni
Ai Presidenti delle Province di: Bergamo, Milano e Brescia
Treviglio, 15 dicembre 2006
Oggetto: Lettera Aperta sulla mobilità nella zona Pedemontana Padana
In questa lettera aperta intendiamo sottoporre alla Vostra attenzione alcune considerazioni in merito alla viabilità nella nostra regione, con particolare riguardo ai territori delle province di Milano, Brescia e Bergamo. Riteniamo che queste valutazioni debbano essere da voi considerate con pari dignità rispetto a quelle avanzate dai sostenitori delle cosiddette Grandi Opere previste sul territorio lombardo.
Ci riferiamo in particolare a:
- Tangenziale Est esterna di Milano (TEM);
- Autostrada Direttissima Milano Brescia (BREBEMI);
- Autostrada Pedemontana;
- Linea Ferroviaria ad Alta Velocità ed Alta Capacità nel tratto Milano Verona.
Riteniamo che, in nome della correttezza sempre invocata nelle massime istanze istituzionali, il dialogo debba essere una pratica concreta e che chiunque si faccia fautore di un progetto di sviluppo della nostra regione e del nostro paese non possa escludere dal confronto le popolazioni che vivono il territorio e le loro rappresentanze istituzionali locali.
Le questioni sono le seguenti:
- Lo sviluppo economico della nostra regione in questi ultimi anni è stato caratterizzato da una marcata distribuzione territoriale del tessuto produttivo e residenziale che ha visto sempre più privilegiare l'insediamento di aziende e persone fuori dai grandi centri abitati. Il fenomeno del progressivo deflusso da Milano, storica capitale economica della Lombardia verso centri limitrofi si è andato progressivamente accentuando.
Questa nuova conformazione delle aree produttive e residenziali impone risposte innovative ai problemi della mobilità. Non è più sufficiente realizzare importanti infrastrutture viarie che consentano il rapido trasporto da e per Milano di merci e persone.
Il concetto di traffico vettoriale sin qui seguito deve essere sostituito con una logica di rete che consenta la mobilità veloce di merci e persone con forte interconnettività sul territorio. Va superata la logica del sistema viario radiale che ha sin qui visto tracciare tutti i percorsi stradali e ferroviari con una logica a raggiera da Milano verso tutte le più importanti aree metropolitane della regione: Bergamo, Brescia, Como, Mantova, Pavia e Varese; in favore di una politica che privilegi i contatti diretti tra le diverse realtà comunali e provinciali.
Le risposte nuove ai diversi bisogni di mobilità espressi dalla regione devono prevedere una forte estensione della fruibilità dal trasporto pubblico da e per i diversi capoluoghi provinciali sia per le merci che per le persone.
- La domanda di mobilità del soggetto produttivo che emerge dallo sviluppo di questo nuovo secolo è legata soprattutto ad un trasporto intercomunale ed interprovinciale che, come tale, necessita di un sistema viario efficiente e funzionale nelle strutture di distribuzione di medio raggio più che in quelle di lunga percorrenza. L'unico studio sistematico dei flussi di traffico ad oggi disponibile, realizzato dall'Associazione dei Sindaci per la Mobilità Sostenibile con l'ausilio di Polinomia srl dimostra inequivocabilmente la correttezza di questa analisi.
- Di conseguenza riteniamo che sia prioritario aprire un tavolo di confronto tra la Regione, le province ed i comuni interessati per analizzare tutti i possibili utilizzi delle risorse rese disponibili tramite la legge finanziaria di prossima approvazione.
Alla luce di queste considerazioni richiediamo che:
- i progetti relativi alla Tangenziale Est Esterna di Milano (TEM), alla BREBEMI, alla autostrada Pedemontana ed alla linea ferroviaria ad alta velocità ed alta capacità vengano stralciate dal procedimento previsto dalla legge-obiettivo,
- venga immediatamente convocata una conferenza servizi con i comuni interessati dalle varie opere al fine di analizzarne la fattibilità, l'opportunità e la compatibilità ambientale.
- Gli elementi cardine su cui dovrà basarsi il confronto costruttivo con gli enti locali e le popolazioni che essi rappresentano dovrà essere il seguente:
- La priorità degli interventi deve essere data ai lavori di riqualificazione della viabilità ordinaria, in modo da consentire risposte più celeri alle effettive esigenze di mobilità sul territorio; ugualmente prioritari, per le medesime ragioni, risultano gli interventi sul trasporto pubblico;
- La valutazione del progetto delle nuove infrastrutture, la cui necessità va verificata, oltre e dopo il potenziamento della rete viaria esistente, dovrà accompagnarsi alla rigorosa giustificazione dei tracciati in relazione alle esigenze di traffico, alle dimensioni previste alle modalità realizzative ed alle opere di inserimento ambientali-paesaggistiche in relazione alle caratteristiche del territorio interessato;
- La realizzazione delle infrastrutture viarie non dovrà essere vincolata ai soli aspetti di carattere economico finanziario, ma dovrà essere valutata rispetto ad un insieme articolato di elementi di carattere infrastrutturale, urbanistico, insediativi, ambientale, paesaggistico ed economico finanziario. In particolare, gli interventi di inserimento ambientale e paesaggistico non potranno essere condizionati dall'equilibrio economico finanziario dell'operazione di realizzazione e gestione delle infrastrutture, poichè non è accettabile che si facciano le sole opere di mitigazione ambientale che possano ripagarsi con la gestione delle infrastrutture, dovendosi invece realizzare ogni opportuna opera, anche se comportante il reperimento di risorse ulteriori;
- La valutazione di scenari attendibili di traffico per l'intero territorio interessato, valutando ipotesi alternative, anche in relazione alle realizzazioni in corso (quarta corsia autostrada A4 nel tratto Milano Bergamo), programmate e previste per quanto riguarda le infrastrutture: stradali, la rete della viabilità ciclabile ed il trasporto pubblico.
Visto quanto precede e considerando quanto dichiarato da questo Governo in sede programmatica sugli impegni rispetto alla mobilità ed alla disponibilità al confronto con le popolazioni interessate richiediamo quanto prima un'audizione e l'apertura di un tavolo negoziale.
Proposte alternative alla Brebemi

- Proposta di un nuovo raccordo stradale Brescia-Milano, su tre segmenti specifici. Il primo riguarda la nuova SS 11 che unisce Brescia a Urago d'Oglio. Il secondo segmento, ex novo di 18 km, unirebbe Urago d'Oglio e Mozzanica. Il terzo prevede il potenziamento della attuale Rivoltana (Mozzanica-Milano) con raddoppio delle corsie, realizzazione degli spazi di emergenza e riqualificazione dei nodi critici. Si manterrebbe invariato il paesaggio ambientale, non si danneggerebbe l'attuale assetto idrogeologico evitando la distruzione di molti fontanili e sarebbe rispettata l'armonia tra agricoltura e territorio, valore fondamentale nella cultura della Pianura Padana. Questa proposta non comporta il pagamento di un pedaggio.
- Proposta di rafforzamento della rete stradale ordinaria. È di capitale importanza sciogliere quei nodi critici che sono alla base di intasamenti e ingorghi che caratterizzano non solo la A4 ma anche i percorsi interprovinciali. Ricordandoci che essi sono causati da un traffico regionale di medio-breve distanza. Questa proposta si ripartisce su tre direttrici: la prima intende privilegiare un rafforzamento di tutte le principali arterie che costituiscono il traffico interurbano tra le province bresciana, bergamasca, cremasca, lodigiana e milanese. Devono essere riqualificate le già esistenti strade, quali la Cassanese, la Paullese, la Cerca e l'itinerario di collegamento tra Lodi, Treviglio e Bergamo. Il secondo aspetto riguarda la questione dei ponti sull'Adda. Così come sono strutturati essi sono una causa di rallentamento e intasamento. Si dovrebbe procedere alla loro ridefinizione in modo tale che essi fungano da circonvallazioni urbane. Queste opere riguarderebbero il ponte di Trezzo con l'area di Capriate, il ponte di Vaprio e il collegamento con Canonica e il ponte di Cassano. Il terzo punto si occupa delle migliorie che sono necessarie al traffico esterno di cittadine come Chiari e Treviglio. È auspicabile un rafforzamento delle loro circonvallazioni periferiche.
- Proposta di ammodernamento della Tangenziale Est di Milano. Due sono i punti dolenti della Tangenziale Est. Sono le connessioni con le due autostrade A1 e A4, di cui la Tangenziale Est è il "naturale" raccordo. In generale, sono gli svincoli e gli accessi ai suoi caselli che vanno rivisti e un progetto di riforma in questo senso non può non tenere conto di uno sviluppo del servizio di trasporto pubblico anche nell'hinterland. È alle porte di Milano, infatti, che deve iniziare il processo di decongestionamento del traffico che, piaccia o non piaccia, è soprattutto traffico locale.
- Proposta di potenziamento dell'Autostrada A4. La proposta verte sulla creazione di una carreggiata reversibile in aggiunta alle due (da tre corsie per senso di marcia) attualmente presenti nell'Autostrada A4 che collega Venezia con Torino. Questa terza carreggiata "a senso unico alternato" permetterebbe un migliore scorrimento da Brescia a Milano la mattina e un più rapido spostamento da Milano verso Brescia la sera. Essa sarebbe posizionata tra le due carreggiate degli opposti sensi di marcia. In più, si propone che vengano riservate corsie ai mezzi di elevato tasso di occupazione.
- Proposta di estensione della Metropolitana milanese. È necessario che la rete della Metropolitana milanese si estenda sino a Vimercate, Paullo e Pioltello. È da migliorare, in quantità e in qualità, il percorso degli autobus, anche tra il capoluogo e il suo hinterland.
- Proposta di rafforzamento del sistema ferroviario metropolitano milanese. Si propone una significativa rottura di carico del trasporto privato, a partire dall'hinterland milanese. È obbligatorio un potenziamento capillare, veloce ed esteso del trasporto pubblico verso l'esterno dell'area metropolitana. L'unica risorsa attualmente disponibile per attuare un decongestionamento della rete stradale che conduce a Milano è rappresentata dal Passante ferroviario. Occorre sviluppare, in complemento ad esso, una serie di servizi di trasporto veloci, frequenti e ramificati che permettano di accedere al capoluogo da una distanza sino ai 40 km (con treni ogni 15 minuti). In questo contesto sono da promuovere progetti che prevedano il quadruplicamento delle linee ferroviarie che collegano Milano con Treviglio, Carnate, Bergamo e Lodi.
- Proposta di incentivazione per il trasporto di merci su ferrovia. Si deve spostare una buona parte delle merci su tratte ferroviarie, attraverso politiche di costi tariffari contenuti, agevolazioni e migliorie nel sistema di carico e scarico nelle stazioni ferroviarie.
- Proposta di promozione di politiche che favoriscano la mobilità sostenibile. Non si può accettare l'idea che il traffico automobilistico in Lombardia possa aumentare annualmente del 4/5% all'infinito (è da vent'anni che mediamente si verifica un aumento del genere). Il degrado ambientale, i tassi di inquinamento - la Pianura Padana è la quarta zona più inquinata al mondo! - e la peggiore vivibilità dovrebbero, perciò, scoraggiare progetti avveniristici e disastrosi come la Brebemi.
Secondo studi e calcoli della Polinomia srl (Analisti esperti di mobilità veicolare), l'insieme di queste 8 proposte costerebbero alla collettività meno della metà delle spese necessarie alla costruzione della Brebemi e delle opere correlate ad essa!!!