MERCOLEDÌ 2 GIUGNO Kick racism! 3° torneo antirazzista!

GIOVEDÌ 13 MAGGIO OMOFOBIA ieri e oggi in occasione del Treviglio Pride 2010. Per vedere la locandina clicca qui

DOMENICA 25 APRILE Festa della Liberazione!!!. Come ogni anno dal 2008, i collettivi della bassa si impegnano a organizzare il concerto del 25 Aprile a Treviglio, quest'hanno abbiamo fatto in modo che la giornata fosse un insieme di iniziative... Maggiori informazioni nella sezione Iniziative

SABATO 17 APRILE Festa ANTIRAZZISTA. Musica, arte, banchetti informativi, dibattiti.. Organizzata dall'associazione MOAI con il patrocinio del Comune di Zanica. Presso il centro sportivo di Zanica (Bg).

SABATO 27 MARZO Festa dell'Apostata. Sei sbattezzato? Vuoi mollare la Chiesa Cattolica e non sai come si fa? Vieni alla Festa dell'Apostata, la festa degli sbattezzati, degli scomunicati e di quelli che non ne possono più di essere pecorelle di Papa Ratzi! A Bergamo, presso il Caffè Letterario in via S Bernardino. Ore 17:45. Clicca qui per maggiori informazioni!

DOMENICA 28 FEBBRAIO Presidio a Zingonia (Bg). Ritrovo presso la "fontana missile", Zingonia. Ore 15:00. Clicca qui per maggiori informazioni!

SABATO 16 GENNAIO Manifestazione nazionale contro gli OMICIDI DI STATO. Ritrovo in Piazza della Repubblica, LIVORNO. Ore 10:00. Clicca qui per maggiori informazioni!

SABATO 12 DICEMBRE DUE IMPORTANTI INIZIATIVE:
12/12/69 - 12/12/09 Piazza Fontana Manifestazione; ritrovo in piazza Missori, Milano ore 15:00.
L'ACQUA È UN DIRITTO, NON UNA MERCE! Presidio organizzato dal Forum Bergamasco dei Movimenti per l'acqua. Ore 15:30, davanti alla sede della provincia di Bergamo in via Tasso. Perchè si scrive "acqua" ma si legge "DEMOCRAZIA"

VENERDÌ 11 DICEMBRE ISOLIAMO CASA POUND! Mobilitazione antifascista per la chiusura della sede di Casa Pound a Brescia. Ritrovo c/o Via Monte Suello, ore 19.00. Scarica la locandina!

GIOVEDÌ 10 DICEMBRE Manifestazione nazionale contro le morti sul lavoro In occasione del processo Eternit. Scarica il volantino!

SABATO 5 DICEMBRE No Berlusconi Day corteo per chiedere le dimissioni del premier Berlusconi. Ritrovo a ROMA, Piazza della Repubblica, ore 14:00. Maggiori informazioni su www.noberlusconiday.org.

SABATO 28 NOVEMBRE Manifestazione ANTI-White Christmas corteo antirazzista contro l'operazione di "pulizia" messa in atto dal sindaco di Coccaglio (Bs). Ore 14:30, Coccaglio (Bs) - piazzale FS

VENERDÌ 30 OTTOBRE Ritrovo a BERGAMO in P.za Vittorio Veneto, ore 19:30 contro la conferenza indetta da CASA POUND. Maggiori informazioni nella sezione Iniziative!

VENERDÌ 26 GIUGNO Assemblea pubblica. Dibattito sulla crisi del capitalismo e sulle esperienze di lotta della classe operaia in Italia. Sala Rocca Viscontea di Romano di Lombardia (BG). Ore 21. Maggiori informazioni nella sezione Iniziative!

MARTEDÌ 2 GIUGNO DUE IMPORTANTI INIZIATIVE
Dai un calcio al razzismo!torneo di calcetto 3-3 @ Romano di Lombardia, sponda romanese del fiume Serio. Dalle ore 14. Scarica qui la locandina!
>manifestazione nazionale NO-F35 @ Novara Stazione FS, piazza Garibaldi. Ore 15.


DOMENICA 26 APRILE presidio contro il nucleare @ Milano, piazza Mercanti (zona Duomo). Dalle ore 15 alle 18.

SABATO 18 APRILE manifestazione nazionale per la sicurezza nei luoghi di lavoro, contro la salute negata e la precarietà, sarà portata forte la battaglia per il diritto di cittadinanza per gli immigtrati. Pullman dalla Thyessenkrupp di Torino all' Ilva di Taranto. Per info: bastamortesullavoro @domeus.org Clicca qui per scaricare un opuscolo informativo.

VENERDÌ 10 APRILE presidio di protesta @ Bergamo, per la sicurezza sul lavoro; con materiale di controinformazione riguardo al "decreto correttivo" del D.Lgs.81/08. Davanti alla sede di Confindustria, via Camozzi 70. Dalle ore 10 alle 12.

DOMENICA 5 APRILE Presidio contro il pacchetto sicurezza @ Romano di L.dia piazza Roma, sotto il Palazzo Muratori (Mostro). Ore 15.

SABATO 28 MARZO Manifestazione contro il pacchetto sicurezza @ Bergamo ritrovo in piazzale FFSS. Ore 15. Scarica il volantino!

SABATO 28 FEBBRAIO Mobilitazione antifascista @ Bergamo via Quarenghi ore 14, contro l'apertura della sede di Forza Nuova nella città. Sarà presente anche il segretario del partito Roberto Fiore.

GIOVEDÌ 19 FEBBRAIO Iniziativa pro-Palestina @ Bergamo via S Bernardino h21. Scarica il volantino!

SABATO 7 FEBBRAIO presidio Antifa @ Bergamo contro l'apertura della sede di Forza Nuova nella città Ore 14:30 concentramento sul fondo di via Quarenghi. ¡No pasaràn!

MERCOLEDÌ 28 GENNAIO DUE IMPORTANTI INIZIATIVE
Manifestazione contro la distruzione della giustizia indetta dall'Associazione dei familiari delle vittime di mafia @ ROMA, Piazza Farnese. Ore 9.
Manifestazione regionale no inceneritori @ Milano, Piazza Duca d'Aosta (Pirellone). Ore 9-17.

SABATO 24 GENNAIO assemblea nazionale della rete nazionale per la sicurezza sul lavoro @ ROMA, sala Pettinelli dopo lavoro ferroviario della stazione Termini, ore 10.

Iniziative imminenti PRO-Palestina:
DOMENICA 11 GENNAIO presidio proPalestina h14:30 @ Piazza Vittorio Veneto, Bergamo.
VENERDÌ 16 GENNAIO videoproiezione e dibattito. Ore 21 presso Libreria Terzo Mondo, via Italia, 73 Seriate (Bg). Scarica il volantino!
SABATO 17 GENNAIO:
Manifestazione NAZIONALE h15:30 @ Piazza Vittorio, ROMA
Presidio @ Romano di Lombardia (Bg) h15 Piazza Roma, organizzato dal collettivo Uscita di Sicurezza. Scarica il volantino: ITALIANO, FRANÇAISE&ENGLISH.
Presidio @ Bergamo h15-18 Piazza Matteotti. Scarica i volantini: 1 e 2.
Corteo @ Crema h15:30 concentramento in Piazza Duomo.

21/11/08 - Pubblichiamo il manifesto della manifestazione nazionale contro le stragi e le morti sul lavoro del 6 dicembre + il volantino informativo sui pullman per chi volesse partecipare ad entrambe le manifestazioni di quel giorno (vedi sotto).

15/11/08 - Pubblicato il programma di Novembre dello Spazio popolare LaForgia: scaricalo qui!

SABATO 6 DICEMBRE DUE IMPORTANTI INIZIATIVE
Corteo NO TAV @ Susa (To), Piazzale FS h14:30. More info: scarica il volantino oppure visita www.notav.eu
Manifestazione nazionale contro le stragi e le morti sul lavoro con concentramento di fronte allo stabilimento ThyssenKrupp, Torino, Corso Regina Margherita 400, h9:30. More info nella sezione Iniziative del sito!

LUNEDÌ 24 NOVEMBRE Manifestazione nazionale contro la violenza sulle donne @ ROMA, Piazza della Repubblica h14. Scarica il volantino!

SABATO 22 NOVEMBRE Giornata di presenza - informazione - cultura @ Bergamo, Piazza Matteotti (davanti al Comune) organizzata dalle scuole autoconvocate della provincia e dalla rete degli studenti medi, contro lo smantellamento della scuola pubblica. More info.

VENERDÌ 14 NOVEMBRE Sciopero generale dei comparti Università, Ricerca e Alta Formazione Artistica e Musicale @ ROMA, Piazza Bocca della Verità h9:30.

DOMENICA 9 NOVEMBRE h9:30 Presidio organizzato dal Comitato VIA LE ATOMICHE di Ghedi (Bs) @ Ghedi, piazza Roma.

VENERDÌ 7 NOVEMBRE h20:30 Assemblea pubblica - Contro il razzismo! @ Crema, sala Alessandrini. Scarica il volantino.

GIOVEDÌ 6 NOVEMBRE h20:45 Assemblea pubblica - Riforma Gelmini & scuola pubblica @ Romano di Lombardia (bg), Palazzo dei Muratori. More info nella sezione Iniziative del sito!

SABATO 1° NOVEMBRE h14 DUE IMPORTANTI INIZIATIVE
Giornata NO F35 @ Novara: disoccupiamo le fabbriche di morte!!! Info: www.nof35.org. Guarda il programma nella sezione Iniziative del sito!
Manifestazione ANTIFASCISTA @ Bollate (mi). Guarda il programma nella sezione Iniziative del sito!

GIOVEDI 30 OTTOBRE - SCIOPERO GENERALE DELLA SCUOLA:
★ BERGAMO: ritrovo 9:30 piazzale FS; ore 10 in Piazza V. Veneto presidio insegnanti e genitori
★ MILANO: ritrovo 9:30 largo Cairoli

SABATO 25 OTTOBRE DUE IMPORTANTI INZIATIVE
★ PRESIDIO ANTIRAZZISTA @ Crema, Piazza Duomo ore 15 more info.
★ GIORNATA DELLO SBATTEZZO: more info on UAAR.it

Sabato 27 settembre h20 LA FABBRICA DELLA PAURA! more info: www.retebassa.org

Non dimenticate l'appuntamento a Caravaggio (bg) VENERDI 25 APRILE! Sfilate di carri armati, sfoggio di divise..il giorno della Liberazione? NO, GRAZIE!

29/3/08 - aggiornamento del sito internet del collettivo.

COLLETTIVO
USCITA DI SICUREZZA

Romano di Lombardia (bg)
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Qui di seguito sono riportati degli articoli di rilievo inerenti e non alle iniziative portate avanti dal collettivo

Riflessioni sul 1° MAGGIO ::: La mobilitazione dell'estrema destra a Milano e in Italia contro il 25 Aprile ::: Altre perle dal sindaco di Coccaglio (Bs) :::: Inquietanti analogie :::: GLI INQUILINI DI ZINGONIA HANNO SETE DI GIUSTIZIA :::: Presidio a Zingonia! :::: Quando eravamo gli Africani d'America :::: SABATO 16 GENNAIO 2010 - Manifestazione contro gli omicidi di Stato :::: SOLIDARIETÀ AGLI OPERAI DELLA Fiege DI BREMBIO (Lodi) :::: No sole delle alpi, NO LEGA NORD! :::: Difesa Servizi SPA :::: Il comitato Amici della Piazza, Cividate al Piano (Bg) :::: La vera storia della MARIJUANA :::: Internet e un movimento anti-vaccino H1N1 :::: FUORI I FASCISTI DALLE CITTÀ: l'esempio di Novara :::: Diario del saccheggio :::: Paura delle ombre :::: Ho visto L'Aquila :::: Mariastella Gelmini a Romano di Lombardia (Bg) :::: Febbre suina? :::: 1° MAGGIO :::: 25 APRILE: OCCHIO NON VEDE, CUORE NON DUOLE :::: Per la guerra i soldi non mancano mai :::: Gazeta Romaneasca :::: ACQUA IN BOCCA! :::: La sottile linea verde :::: Sabato 28 Febbraio 2009, Bergamo: una riflessione dovuta :::: Forza Nuova e leggi fasciste: meno libertà e sicurezza per tutti :::: CONTRO RAZZISTI E FASCISTI: RIPRENDIAMOCI LA CITTÀ! :::: 1/2/2009 Muore Giuseppe Gatì :::: IO SO. :::: 22/1/09 Sgombero CSO COX 18 (Milano): illegale? :::: Altre perle... :::: La protesta dei pendolari di Treviglio (Bg) :::: Qualche perla dal Grillo... :::: Evita un suicidio e viene criticata :::: Barak Obama, il presidente dell'imperialismo USA in crisi :::: Comunicato sulla sentenza del processo Diaz :::: VENERDÌ 14 NOVEMBRE: TUTTI A ROMA PER DIRE NO ALLA RIFORMA GELMINI!!! :::: 4 Novembre, lutto nazionale :::: Intervista di Cossiga per il quotidiano Il Giorno :::: La condanna di Marco Travaglio :::: Bergamo - di razzismo e securitarismo non se ne può più! :::: Maxi blitz a Zingonia (Bg) :::: Per non dimenticare... :::: Nuove news dal fronte "spazi sociali" :::: Alcool - Giovani - Prevenzione :::: Via i fascisti da Ghedi! :::: Bolzaneto, giustizia negata: nessuna tortura nella caserma :::: Comunicato sulla festa del 1° giugno per la liberazione e la costruzione di spazi sociali :::: Calci e pugni - l'omicidio di Nicola :::: Immagina... - di Mattia Avigo, portavoce del collettivo :::: Il diritto alla sicurezza :::: Contro la crisi della politica, rilanciare la partecipazione dei territori e delle comunità locali :::: Il patto di mutuo soccorso

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Riflessioni sul 1° MAGGIO

Il primo Maggio alcuni collettivi e singoli della Bassa Bergamasca hanno compiuto un'azione dimostrativa al Centro Commerciale Le Acciaierie di Cortenuova (BG). Dapprima davanti all'entrata ed in seguito all'interno del Centro, sono stati esposti due striscioni che recitavano "Solo col fascismo, lavoravamo il primo maggio" e "Primo maggio, festa del precariato?". Con questi striscioni e comunicando con le persone si provava a ricordare l' importanza della festa dei lavoratori nel luogo in cui oggi questa festa viene utilizzata per produrre e per consumare. Durante il presidio esterno, l'azione si è svolta senza problemi riscuotendo l'interesse dei passanti. Dal presidio è partito poi un corteo spontaneo all'interno del Centro Commerciale che è stato da subito aggredito dalle guardie con violenza gratuita, nonostante l'atteggiamento pacifico dei dimostranti. Il gruppo è stato spintonato all'esterno dove è proseguita la colluttazione durante la quale le guardie hanno infierito anche sulle telecamere che stavano documentando l'abuso di potere distruggendone una e picchiando la ragazza che la teneva in mano. La risposta all'azione dei dimostranti non fa altro che confermare la violenza di luoghi alienanti come i centri commerciali, dove le relazioni tra le persone vengono unicamente concepite attraverso logiche di competizione economica e dove il dissenso a questo modello di "sviluppo" rappresenta un pericolo da eliminare.



Il mito del LAVORO

di come e quanto ci piaccia essere trattati da servi..

L'azione di sabato primo Maggio al centro commerciale "Le acciaierie" ha dimostrato per l'ennesima volta quanto sia difficile combattere alcune logiche ormai radicate da anni nella mentalità comune. Senza passare in rassegna rimandi storici (Pasolini ha dedicato numerosi articoli al problema della cosiddetta "società dei consumi", andrebbero ripresi per comprendere l'insediarsi di queste nuove dinamiche a partire dal primo dopoguerra), prendiamo in considerazione un punto focale: la mitizzazione, la glorificazione del lavoro. Il lavoro in sè, il lavoro come unica forma di soddisfazione personale, ma non solo, il lavoro come attività purificatrice. Lavorare è ormai un criterio più che sufficiente per sentirsi nel giusto, al di là di qualsiasi morale o di qualsiasi comportamento quotidiano. Ogni atteggiamento, persino quello più esageratamente becero, passa in secondo piano se l'individuo in questione esalta le numerose ore passate a lavorare. Questo atteggiamento è oltremodo pericoloso, per alcuni motivi. Prima di tutto ci si auto-inserisce in logiche economiche che prevedono sfruttamenti di massa. L'operaio fanatico che trascorre tutta la giornata in cantiere non si rende conto che la sua manodopera, che gli costa braccia e schiena rotte, non verrà mai ripagata per quanto realmente vale, senza considerare tutti i rischi annessi a lavorare 8-10-12 ore al giorno. Ma è un discorso che vale per ogni settore, e comprende tanto l'impiegato quanto il magazziniere, il commesso o il cameriere. Siamo di fronte ad una serie di pericoli e svantaggi: orari di lavoro eccessivi, situazioni insoddisfacenti, stipendi da fame, precariato, pensioni minime e spesso irraggiungibili, stress emotivo, morti bianche. In secondo luogo il mito del lavoro ha creato una mentalità volta a disprezzare tutte quelle attività estranee alle logiche di profitto. Ogni tipo di creazione artistica o di attività intellettiva, soprattutto se finalizzate a sconvolgere l'ordine delle cose ed a far riflettere sulle condizioni di vita alienanti in cui siamo costretti a vivere, comportano reazioni negative che oscillano tra disprezzo e derisione, a volte anche rabbia. è inutile dire quanto sia avvilente vivere in una società che glorifica produzione e consumo (e con questo si assicura l'accondiscendenza di una massa di schiavi), negando e spesso disprezzando qualsiasi altra attività creativa, in quanto non volta ad ingrassare i porci sfruttatori. Il centro commerciale è una dimostrazione quanto mai nauseante di ciò che si è detto. La persona che trascorre il proprio tempo libero a spendere, a consumare, glorifica sè stessa e la propria esistenza esaurendo ciò che accumula lavorando. è un cerchio senza fine, un continuo tirare la cinghia senza nemmeno rendersi conto di quanto la propria vita orbiti attorno ad un vuoto che sia ha l'illusione di colmare con la spesa di fine settimana. Costruiscono parchi giochi all'interno del centro, organizzano serate musicali, creano delle sale giochi per dare l'illusione di uno spazio volto a socializzare, adatto alle famiglie ed alle serate tra amici. Non c'è niente di tutto questo, c'è solo una vasta colata di cemento, asettica e controllata, creata ad hoc per assicurare un flusso costante di consumatori.

"Nella morte non c'è niente di triste, non più di quanto ce ne sia nello sbocciare di un fiore. La cosa terribile non è la morte, ma le vite che la gente vive o non vive fino alla morte. Non fanno onore alla propria vita, la pisciano via. La cagano fuori. Muti idioti. Troppo presi a scopare, film, soldi, famiglia, scopare. Hanno la testa piena di ovatta . Mandano giù Dio senza pensare, mandano giù la patria senza pensare. Dopo un po' dimenticano anche come si fa a pensare, lasciano che siano gli altri a pensare per loro. Hanno il cervello imbottito di ovatta. Sono brutti, parlano male, camminano male. Gli suoni la grande musica dei secoli ma loro non sentono. Per molti la morte è una formalità. C'è rimasto ben poco che possa morire." (C. Bukowski - Muti idioti)

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La mobilitazione dell'estrema destra a Milano e in Italia contro il 25 Aprile

Poche decine, soprattutto anziani, con i labari dell'Uncrsi (Unione nazionale dei combattenti della repubblica sociale italiana) e dell'Anai (Associazione nazionale arditi d'Italia), hanno sfilato in fila per cinque, la mattina di domenica scorsa, 18 aprile, per i vialetti del cimitero maggiore di Milano, fino al campo X, dove sono raccolte le spoglie di alcune centinaia di repubblichini caduti tra il 1943 e il 1945. A rimpolpare la compagnia anche qualche reduce della Legione Muti. Altri, in divisa delle Brigate nere, quasi si confondevano con il drappello dei carabinieri chiamati a sorvegliare la cerimonia. Alla fine, officiante "padre" Giulio Maria Tam, un prete lefebvriano vicino a Forza nuova, è stata celebrata una messa in onore di Benito Mussolini, presente un pronipote del duce. L'iniziativa, ripresa da qualche giornale locale, rientrava in un fitto calendario di appuntamenti programmati dall'estrema destra milanese. Solo la settimana precedente, infatti, quasi in incognito, organizzato trasversalmente da esponenti sia del neofascismo milanese sia della Lega, era stato invece pubblicizzato il proposito di comporre con fiaccole in piazza Duomo una croce di dodici metri "proprio dove due anni fa i musulmani hanno pregato provocatoriamente". L'intervento della questura aveva evitato che la manifestazione avesse luogo. Ma ancor prima, il 23 marzo, in occasione del 91° anniversario della fondazione dei Fasci di combattimento, al cimitero Monumentale si era svolta un'altra commemorazione presso una sorta di mausoleo fatto erigere nel 1925 dal regime fascista per gli squadristi milanesi caduti nel corso dei loro assalti alle camere del lavoro e alle sedi dei partiti di sinistra. Sempre identico il nucleo promotore: ancora l'Anai e Roberto Jonghi Lavarini, fondatore di Cuore nero ora nel Popolo della libertà. L'ultima notizia, in ordine di tempo, ha infine riguardato lo spostamento, dopo le proteste dei partiti e dei movimento antifascisti, di un concerto nazi-rock organizzato da "I camerati" (una specie di coordinamento di tutte le realtà dell'estrema destra milanese, da Forza nuova a Hammerskin) dal 24 aprile, giorno in cui sarebbe stato presente a Milano per celebrare la Resistenza il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, a domenica 2 maggio. Il tutto con il patrocinio e il sostegno economico del consiglio di zona, a maggioranza guidato da Pdl e Lega. Alle spalle, come madrina dell'evento, la consigliera provinciale del Pdl Roberta Capotosti, con un passato tra Forza nuova e Alleanza nazionale. Il clou di questa vera e propria campagna di mobilitazione dovrebbe essere rappresentato dalla fiaccolata di giovedì 29 aprile per le vie del quartiere di Città studi "in ricordo di Sergio Ramelli, Enrico Pedenovi e Carlo Borsani, caduti per mano dell'odio comunista". Vale solo la pena di ricordare che Carlo Borsani, un importante gerarca fascista, firmatario del "Manifesto della razza", fu attivo fino all'ultimo, a fianco dei tedeschi, nel reclutare giovani per la Rsi. è necessario, a questo punto, domandarsi cosa stia accadendo. Questa ripresa dell'estrema destra segna un indubbio salto di qualità. Riguarda Milano, ma non solo. Il taglio delle iniziative promosse dalle diverse sigle a scadenza ravvicinata, ha via via assunto un profilo sempre più aggressivo, che esalta il fascismo repubblichino come lo squadrismo degli anni Venti, puntando a condurre un attacco aperto e frontale al 25 aprile. In questi termini non era mai accaduto. Ma soprattutto mai così esplicite erano state le coperture politiche da parte dei partiti della destra istituzionale, una delle conseguenze dell'apertura del Pdl milanese come della Lega, al reclutamento di consistenti spezzoni organizzati del neofascismo. Un fenomeno in corso, assai sottovalutato. Prima l'ingresso nel Pdl del gruppo di Destra per Milano, poi di Area identitaria (una scheggia fuoriuscita da Cuore nero) infine di Comunità in movimento. Ma a collocarsi sotto lo stesso ombrello, sponda Comunione e liberazione, ci avevano già pensato anche i principali gruppi della destra integralista, da Alleanza cattolica al Circolo La Rocca di Benedetto Tusa. In orbita Lega, invece, si sono ultimamente posti, dopo la chiusura della sede, i rimasugli di Cuore nero, ora Casa Pound Milano, rifugiandosi in uno dei locali a disposizione di Mario Borghezio, presso il Centro identitario padano. Nel giro di un paio d'anni si è dunque realizzata una confluenza sostanziale. A rimanerne fuori solo quelli di Forza nuova, la setta neonazista degli Hammer e poco più. Un laboratorio che sta facendo scuola anche a livello nazionale, complice il bipolarismo. Già la Fiamma tricolore, non a caso, sta valutando di approdare nel suo insieme al Pdl. La crescita delle aggressioni di matrice fascista sul territorio nazionale non è a sua volta estranea a questi fenomeni di interazione e sovrapposizione fra destra istituzionale ed estrema. In Italia tra il 2005 e il 2008 (così come monitorato dal sito www.ecn.org/antifa, sulla base della semplice consultazione dei media nazionali e locali), si sono contati almeno 329 episodi di violenza, tra cui cinque tentati omicidi e un omicidio vero e proprio, quello del compagno Renato Biagetti di 26 anni a Focene, presso Roma, accoltellato il 27 agosto 2006. Le vittime di queste azioni sono stati soprattutto i militanti di sinistra e i giovani dei centri sociali, ma anche diversi immigrati, omosessuali e rom. Nell'ultimo anno e mezzo, le cose non sono andate meglio. Nel 2009 si è passati dagli assalti di fine novembre a Napoli con "mazze tricolori" da parte di Casa Pound, all'accoltellamento di fine dicembre di tre studenti di sinistra a Teramo. Nei primi quattro mesi del 2010 abbiamo già avuto un accoltellamento a Modena, l'aggressione a un ragazzo marocchino a Riva del Garda, qualche pestaggio tra Firenze e Napoli, gli episodi di qualche giorno fa di Roma con l'assalto di un gruppo di naziskin a un bar gestito da una famiglia di origini ebraiche e di Alghero, dove in sei hanno aggredito due fratelli congolesi al grido di "Sporchi negri tornate a casa vostra". Ma l'offensiva, quasi militare, sembra avere come epicentro ancora una volta Roma, con tanto di spedizioni squadriste alla Garbatella e all'Università di Tor Vergata da parte di Casa Pound e del Blocco studentesco. A Milano, in gennaio Forza nuova ha proposto "classi separate per i bambini immigrati", a febbraio ha pure tentato un blitz in viale Padova dopo l'uccisione di un immigrato in una rissa tra stranieri, in marzo un rabbino è stato insultato su un bus al grido "Via gli ebrei, vi ammazziamo tutti!". Tutto ciò mentre il vicesindaco Riccardo De Corato esultava per il duecentesimo sgombero di un campo rom e un clochard, a febbraio, inspiegabilmente veniva sprangato quasi a morte al quartiere Ticinese, nella cabina telefonica divenuta il suo rifugio. L'escalation di queste violenze, minacciate o praticate, organizzate o spontanee, sembra sempre più accompagnare la crescita della destre. Da qui un nuovo spazio per i fascisti.

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Altre perle dal sindaco di Coccaglio (Bs)

A Coccaglio, il comune bresciano che a Natale sguinzagliò i vigili urbani a cercare gli extracomunitari casa per casa, il primo cittadino ha promosso una pagina piena di insulti. Con tanto di inviti a "silurare le barche degli immigrati" e commenti entusiasti dai giovani che lo sostengono L'invito a "imbarcare gli immigrati o in alternativa silurate le barche". Gli extracomunitari definiti "quelle putride persone". Accade così che dopo White Christmas, l'operazione con cui l'amministrazione comunale di Coccaglio ha sguinzagliato a fine 2009 la polizia municipale per controllare casa per casa gli extracomunitari, il piccolo comune bresciano lancia una nuova caccia all'immigrato. Questa volta su Internet.
Da due settimane c'è su Facebook il gruppo Lega Nord Coccaglio, dove il primo messaggio pubblicato è stato l'appello a "silurare le barche d'immigrati". Del gruppo è amministratore e responsabile - com'è facilmente verificare sul social network - il sindaco leghista Franco Claretti, che compare anche in un paio di foto: una lo ritrae con Pierluigi Toscani, consigliere leghista di Rovato e ora candidato per le regionali a Brescia. Il sindaco di Coccaglio, poco meno di settemila abitanti, di cui 1.500 stranieri, aveva difeso a fine ottobre l'operazione di controllo in nome del Natale - perché i blitz scadevano proprio il 25 dicembre - con la necessità di "fare un po' di pulizia in città". Anche se, aveva puntualizzato Claretti, "da noi non c'è criminalità". Ora è promotore di questa nuova iniziativa anti immigrati. Proprio sotto il logo della Lega Nord, insieme col primo cittadino, compare anche una consigliere comunale leghista, Barbara Bellomi, 27 anni, responsabile della pagina. Poi, tra le info istituzionali del gruppo, l'altro invito: "Cerchiamo di mandare fuori dai coglioni quelle putride persone". Segue nella pagina l'elenco dei 39 aderenti al gruppo. Tra questi, di nuovo il sindaco con cappellino da baseball e felpa, il gruppo della Lega Nord di Rovato, la consigliera Bellomi, molti ragazzini. Tutti sostenitori della nuova caccia al clandestino. L'appello di un giovanissimo militante leghista, "dateci soddisfazione, imbarcate gli extracomunitari o in alternativa silurate le barche", è seguito dal mi piace di tre persone e da altri commenti entusiasti. "Bravo - scrive uno - ti voterei come sindaco"

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Inquietanti analogie

"Il capo del Governo si macchiò ripetutamente durante la sua carriera di delitti che, al cospetto di un popolo onesto, gli avrebbero meritato la condanna, la vergogna e la privazione di ogni autorità di governo. Perché il popolo tollerò e addirittura applaudì questi crimini? Una parte per insensibilità morale, una parte per astuzia, una parte per interesse e tornaconto personale. La maggioranza si rendeva naturalmente conto delle sue attività criminali, ma preferiva dare il suo voto al forte piuttosto che al giusto. Purtroppo il popolo italiano, se deve scegliere tra il dovere e il tornaconto, pur conoscendo quale sarebbe il suo dovere, sceglie sempre il tornaconto. Così un uomo mediocre, grossolano, di eloquenza volgare ma di facile effetto, è un perfetto esemplare dei suoi contemporanei. Presso un popolo onesto, sarebbe stato tutt'al più il leader di un partito di modesto seguito, un personaggio un po' ridicolo per le sue maniere, i suoi atteggiamenti, le sue manie di grandezza, offensivo per il buon senso della gente e causa del suo stile enfatico e impudico. In Italia è diventato il capo del governo. Ed è difficile trovare un più completo esempio italiano. Ammiratore della forza, venale, corruttibile e corrotto, cattolico senza credere in Dio, presuntuoso, vanitoso, fintamente bonario, buon padre di famiglia ma con numerose amanti, si serve di coloro che disprezza, si circonda di disonesti, di bugiardi, di inetti, di profittatori; mimo abile, e tale da fare effetto su un pubblico volgare, ma, come ogni mimo, senza un proprio carattere, si immagina sempre di essere il personaggio che vuole rappresentare."

Elsa Morante su Benito Mussolini, data: 1945.

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GLI INQUILINI DI ZINGONIA HANNO SETE DI GIUSTIZIA

I palazzi Anna e Athena a Zingonia sono il simbolo di una società bergamasca in crisi che fa pagare i costi della dell'incapacità politica e della recessione economica al microcosmo di persone non certo abbienti e privilegiate che vivono nei palazzi di Zingonia.

La situazione attuale è la seguente:

Di fronte a una situazione così complessa, bisogna anzitutto porre delle domande:

  1. Come mai, facendo un semplice calcolo a partire dalle bollette dell'acqua, risulta per quei palazzi un consumo medio di acqua per persona attorno ai 1000 litri al giorno? È solo un problema di tubature?
  2. Come mai le agenzie immobiliari che hanno venduto quegli appartamenti hanno sempre nascosto l'esistenza di debiti pregressi?
  3. Come mai gli amministratori dei palazzi non esistono più? Dove sono spariti? Cosa hanno fatto?
  4. Cosa sta pensando e facendo la Provincia di Bergamo? Nulla? Oppure il Presidente leghista Pirovano pensa di speculare su questa problematica facendone una questione di mero ordine pubblico, magari per ingrossare le tasche di qualcuno pronto ad investire in quell'area? In entrambi i casi, è una vergogna.

Il problema va affrontato anzitutto politicamente, ed eventualmente in tutte le altre sedi opportune.

Per intanto gli unici che stanno affrontando la questione (e soffrendo della stessa) sono gli inquilini di Zìngonia, i quali hanno organizzato per:

VENERDÌ 12 MARZO alle ore 10 un PRESIDIO

davanti alla BAS (via Suardi). Chiedono a tutti i cittadini che abbiano un po' di sete di giustizia di parteciparvi.

Comunicato stampa di Pietro Vertova, consigliere comunale a Bergamo, indipendente nei Verdi

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PRESIDIO A ZINGONIA!

Le istituzioni la stanno distruggendo per soddisfare la fame degli avvoltoi e degli affaristi, già pronti ad infilare la forchetta nell'appetitoso progetto di riqualificazione. Si sono già accordati per toglierci l'acqua, e ridarcela solo con un ricatto criminale, per cacciarci via. Ci addebitano consumi 10 volte a quelli normali. Vogliono Zingonia vuota per i loro sporchi giochi, quando parlano di Zingonia, fanno i trattati, gli incontri, parlano come se nessuno ci abitasse.


S V E G L I A!

È ora di rispondere alle dichiarazioni dei nostri amministratori, che pubblicamente all' Eco di Bergamo e in tv, dichiarano di essere vicini ai cittadini...ma scortano con i militari, i tecnici della bas per chiuderci l'acqua.

Ci siamo ed esistiamo... spiacenti per loro. Dobbiamo riprendere Zingonia, la nostra vita, il nostro futuro. Gli abitanti chiedono di essere cittadini normali, non le vittime sacrificali di errori e indifferenza abnorme.

Il "comitato per Zingonia" che si ` formato per esprimere la volontà di rinascita degli abitanti, e la determinazione a non esser sopraffati indìce un


PRESIDIO
DOMENICA 28 FEBBRAIO
ore 15

presso la "fontana missile" di Zingonia


per manifestare la nostra decisione a non essere schiacciati dalle angherie dei politici, e vivere come uomini, persone, come le altre, senza spaccio, senza sporcizia, con l'acqua per tutti!

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Noi veneti, lombardi, meridionali. Noi sporchi, infidi, violenti. Quando eravamo gli Africani d'America

Questa la relazione dell'Ispettorato per l'Immigrazione del Congresso americano sugli immigrati italiani negli Stati Uniti, Ottobre 1912. Ma gli onorevoli Lega Nord lo sanno?

di Mario Neri - membro del Cicolo Bolivariano Antonio Gramsci di Caracas

"Generalmente sono di piccola statura e di pelle scura. Non amano l'acqua, molti di loro puzzano perchè tengono lo stesso vestito per molte settimane. Si costruiscono baracche di legno ed alluminio nelle periferie delle città dove vivono, vicini gli uni agli altri. Quando riescono ad avvicinarsi al centro affittano a caro prezzo appartamenti fatiscenti. Si presentano di solito in due e cercano una stanza con uso di cucina. Dopo pochi giorni diventano quattro, sei, dieci. Tra loro parlano lingue a noi incomprensibili, probabilmente antichi dialetti. Molti bambini vengono utilizzati per chiedere l'elemosina ma sovente davanti alle chiese donne vestite di scuro e uomini quasi sempre anziani invocano pietà, con toni lamentosi e petulanti. Fanno molti figli che faticano a mantenere e sono assai uniti tra di loro. Dicono che siano dediti al furto e, se ostacolati, violenti. Le nostre donne li evitano non solo perchè poco attraenti e selvatici ma perchè si è diffusa la voce di alcuni stupri consumati dopo agguati in strade periferiche quando le donne tornano dal lavoro. I nostri governanti hanno aperto troppo gli ingressi alle frontiere ma, soprattutto, non hanno saputo selezionare tra coloro che entrano nel nostro paese per lavorare e quelli che pensano di vivere di espedienti o, addirittura, attività criminali". "Propongo che si privilegino i veneti e i lombardi, tardi di comprendonio e ignoranti ma disposti più di altri a lavorare. Si adattano ad abitazioni che gli americani rifiutano purchè le famiglie rimangano unite e non contestano il salario. Gli altri, quelli ai quali è riferita gran parte di questa prima relazione, provengono dal sud dell'Italia. Vi invito a controllare i documenti di provenienza e a rimpatriare i più. La nostra sicurezza deve essere la prima preoccupazione".

Non ci andava meglio in Svizzera, negli anni '70 con i leader che scrivevano: "Le mogli e i bambini degli immigrati? Sono braccia morte che pesano sulle nostre spalle. Che minacciano nello spettro d'una congiuntura lo stesso benessere dei cittadini. Dobbiamo liberarci del fardello". "Dobbiamo respingere dalla nostra comunità quegli immigrati che abbiamo chiamato per i lavori più umili e che nel giro di pochi anni, o di una generazione, dopo il primo smarrimento, si guardano attorno e migliorano la loro posizione sociale. Scalano i posti più comodi, studiano, s'ingegnano: mettono addirittura in crisi la tranquillità dell'operaio svizzero medio, che resta inchiodato al suo sgabello con davanti, magari in poltrona, l'ex guitto italiano".

In quegli anni - ieri rispetto alla Storia - in Svizzera c'erano circa 30.000 bambini italiani clandestini, portati di nascosto dai genitori siciliani e veneti, calabresi e lombardi, a dispetto delle rigorose leggi elvetiche contro i ricongiungimenti familiari, genitori terrorizzati dalle denunce dei vicini che raccomandavano perciò ai loro bambini: non fare rumore, non ridere, non giocare, non piangere.

Prima degli anni '50 gli italiani andavano a Bucarest per lavorare nelle fabbriche e nelle miniere e alla scadenza del permesso di soggiorno restavano in Romania, clandestini. Nel 1942 il Ministro dell'Interno fu costretto ad inviare a tutti i Questori una circolare con la quale li si invitava a non far espatriare gli italiani in Romania.

In India, nel 1893, il console italiano scriveva a Roma per dire che in quella città tutti quelli che sfruttavano la prostituzione venivano chiamati "italiani".

Tra la prima e la seconda guerra mondiale molti italiani andavano in America con passaporti falsi o biglietti inviati da pseudo parenti italo americani. In realtà una volta sbarcati li attendevano turni di lavoro massacranti perchè ripagassero, senza stipendio, il costo di quel viaggio della speranza.

Non sono aneddoti. E' storia, tratta dalla Mostra "Tracce dell'emigrazione parmense e italiana fra il XVI e XX secolo" (Parma, 15 aprile 2009).

Gian Antonio Stella, nel suo bellissimo libro "Quando gli albanesi eravamo noi", ci ricorda che " Quando si parla d'immigrazione italiana si pensa solo agli 'zii d'America', arricchiti e vincenti, ma nessuno vuole sapere che la percentuale di analfabeti tra gli italiani immigrati nel 1910 negli USA era del 71% o che gli italiani costituivano la maggioranza degli stranieri arrestati per omicidio" o ancora che il primo attentato nella storia con un'auto imbottita di esplosivo è stato fatto a New York, non da terroristi ma da criminali italiani contro una banda avversaria.

Forse ci ricordano che la nostra Terra gira, gira velocemente nello spazio e nel tempo creando nuovi ricchi ed ammassando nuovi poveri. I ruoli si invertono ma i clandestini restano anche se hanno un colore diverso. Fuggono da Paesi in cui l'unica prospettiva è morire per fame o morire per guerre volute da altri. Ed allora questa gente può solo correre, correre, correre impazzita verso il nord, verso il mediterraneo, verso quelli che credono essere orizzonti migliori.

tratto dalla rubrica "Domani" di Arcoiris.tv

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MORTI DI STATO ovvero ASSASSINATI dallo STATO nelle GALERE ITALIANE e nelle STRADE

NELLE CARCERI ITALIANE SI MUORE?

Appello da Milano
Venerdì 18 dicembre il giovane Uzoma Emeka, 32 anni nigeriano, muore in circostanze misteriose nel carcere di Castrogno (Teramo); tre mesi prima aveva assistito al pestaggio da parte delle guardie di un altro detenuto. Come accade sempre in questi casi le "autorità" spiegano gli omicidi con la solita frase "decesso per cause naturali" ma è sufficiente vedere le foto del corpo di Marcello Lonzi per capire che non c'è assolutamente niente di naturale - eppure dopo più di sei anni, un'archiviazione, una riapertura del caso e un iter di esami e perizie costosissime - per Marcello Lonzi si attende a breve una risposta proprio dalla Procura di Livorno. Purtroppo la lista dei morti nelle carceri italiane è lunga e non ha mai fine (nel 2009 sono stati 175 i morti, il numero più alto registrato dal 2000 ad oggi per un totale di 1564 persone in neanche 10 anni), è un bollettino di guerra, quella stessa guerra che lo Stato Italiano conduce contro i proletari anche mediante le galere. Recentemente la morte di Stefano Cucchi che stranamente ha interessato parecchio stampa e tv, gli stessi che non si sono per nulla occupati della recente archiviazione per la morte di Aldo Bianzino, avvenuta nel carcere di Perugia. Federico Aldrovandi pestato a morte una notte mentre tornava a casa da solo e non dimentichiamo neanche Carlo Giuliani ucciso dal potere che veniva duramente contestato nelle giornate del G8 di Genova nel 2001. E quante sono le morti che nessuno rivendica, quelle facilmente occultabili, quelle di tanti e tante immigrate che non avendo il permesso di soggiorno scompaiono come se non fossero mai esistiti? E nei CIE (Centri di Identificazione ed Espulsione), cioè galere speciali per soli immigrati/e, sono botte e suicidi, quindi omicidi da parte dello Stato, messi a tacere e considerati effetti collaterali della guerra contro l'immigrazione.

Noi non dimentichiamo nè perdoniamo gli assassini in divisa.

NELLE CARCERI ITALIANE SI MUORE PERCHÈ SI VIENE UCCISI.

SABATO 16 GENNAIO 2010 - Manifestazione nazionale contro gli omicidi di Stato

Concentramento ore 10.00 in Piazza della Repubblica a Livorno

Apriranno il corteo alcune mamme dei giovani assassinati e sottolineano che non sono gradite bandiere di partito nè passerelle per personaggi politici.


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SOLIDARIETÀ AGLI OPERAI DELLA Fiege DI BREMBIO (Lodi)

GIOVEDÌ 31 DICEMBRE - a Brembio (Lodi) la polizia ha caricato pesantemente un picchetto operaio che si è conformato alla notizia ufficiale (incontro in prefettura coi sindacati) che il 50% di loro perderà il lavoro a fine anno (cioè domani) Gli scontri sono ancora in corso e le notizie piuttosto confuse parlano di poliziotti in antisommossa che impediscono agli operai di muoversi, un compagno dello SLAI di Crema fermato assieme ad un lavoratore, e due operai in ospedale malconci. In seguito, il presidio da Brembio si è spostato sotto la questura di Lodi per ottenere il rilascio dei sompagni fermati. Nel frattempo il fermo è stato trasformato in arresto ed i compagni sono stati condotti nel carcere di Lodi con l'accusa di resistenza e lesioni. Una trentina di operai e solidali sono ora sotto la questura.

!!!FULVIO E MIRI LIBERI SUBITO!!!





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NO AL SOLE DELLE ALPI, NO ALLA LEGA NORD!


Non sono servite a nulla le firme raccolte contro il progetto del sindaco leghista di Cividate ed è stato inutile sperare nel buon senso e nel senso di responsabilità che dovrebbe essere alla base di chi amministra un comune. Più forte è stata la volontà di imposizione e la necessità di "segnare" il territorio ed imporre alla popolazione di Cividate al Piano il simbolo della Lega Nord nella piazza del comune. Il sindaco Vescovi e la sua giunta leghista, in un'unica azione sono riusciti a dimostrare la loro voglia di imporre il proprio simbolo, l'ignoranza e l'indifferenza nei confronti delle leggi democratiche. Per questi politicanti la vittoria delle elezioni non significa rappresentare tutta la popolazione, ma c'è una gran voglia di andare oltre. Si percepisce l'arroganza e il menefreghismo di chi usa le cariche istituzionali e il potere popolare, per portare avanti i progetti di un partito politico. Ma politica e partiti politici non sono la stessa cosa! E in Italia ce lo si ricorda bene perchè poco più di 60 anni fa cadeva un regime-partito che aveva tentato per più di vent'anni di imporre i propri simboli e la propria cultura ad un'intera nazione. Ma è soprattutto quello che questo simbolo oggi rappresenta che fa più paura. Il sole delle Alpi simboleggia oggi la paura e l'intolleranza nel diverso, lo straniero, il musulmano. è un partito alla continua ricerca di capri espiatori su cui costruire campagne elettorali, sfruttando il senso di paura della gente e l'incapacità di rispondere ai problemi complessi della società di oggi. è un partito che crea divisioni e fomenta le tensioni distogliendo spesso lo sguardo dai problemi seri che dovremmo affrontare. Hai un problema? La Lega ha già la soluzione: addosso all'ultimo arrivato, allo straniero, al debole, a quello senza diritti. Ma cosa rappresenta il simbolo della Lega per Cividate al Piano? Per il Sindaco rappresenta le origini rurali e artigiane, la religione, le tradizioni... ma rappresenta anche dell'altro purtroppo. Infatti erano proprio di Cividate tre dei quattro indagati per il pestaggio avvenuto a Settembre di quest'anno alla festa dei popoli padani di Venezia e uno dei tre ricopriva nel partito la carica di Coordinatore del "movimento Giovani Padani Ogliensi - Cividate al Piano". Non solo ma rappresenta anche la svendita e la cementificazione del territorio con la cancellazione delle "origini rurali" di cui tanto parlano. Ce lo dimostrano i PGT dei comuni dove amministra la Lega, sempre attenta agli interessi degli speculatori che stanno trasformando la campagna in un'infinita distesa di cemento e catrame. Non bisogna rassegnarsi alle subdole spiegazioni di chi trucca le intenzioni politiche dietro ad una maschera di tradizioni culturali, solo per tenersi la poltrona. Diffida dalla Lega Nord, un serio pericolo per la sicurezza e la convivenza di tutti!


BOSSI COME GESÙ: PAROLA DELLA LEGA NORD!

Proprio così! Infatti, se quanto sopra non bastasse, sembrerà impossibile ma i paladini delle tradizioni cristiano-padane sono arrivati anche oltre. Il fondatore di un partito che fa della propoganda all'odio razzista e all'intolleranza verso i "diversi" la propria principale bandiera, sta lì, nella capanna. Attendiamo a breve la rievocazione delle 10 tavole padane dove, Bossi in persona sul monte Sinai, riceve le ordinanze comunali anti-immigrati alla "White Christmas" di Coccaglio oppure l'ordine di istituire ronde o lasciare morire in mare profughi di guerra.

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Tutta la gestione della Difesa passa in mano a una società per azioni. Che spenderà oltre 3 miliardi l'anno agli ordini di La Russa. Così un ministero smette di essere pubblico.

Le forze armate italiane smettono di essere gestite dallo Stato e diventano una società per azioni. Uno scherzo? Un golpe? No: è una legge, che diventerà esecutiva nel giro di poche settimane. La rivoluzione è nascosta tra i cavilli della Finanziaria, che marcia veloce a colpi di fiducia soffocando qualunque dibattito parlamentare. Così, in un assordante silenzio, tutte le spese della Difesa diventeranno un affare privato, nelle mani di un consiglio d'amministrazione e di dirigenti scelti soltanto dal ministro in carica, senza controllo del Parlamento, senza trasparenza. La privatizzazione di un intero ministero passa inosservata mentre introduce un principio senza precedenti. Che pochi parlamentari dell'opposizione leggono chiaramente come la prova generale di un disegno molto più ampio: lo smantellamento dello Stato. "Ora si comincia dalla Difesa, poi si potranno applicare le stesse regole alla Sanità, all'Istruzione, alla Giustizia: non saranno più amministrazione pubblica, ma società d'affari", chiosa il senatore pd Gianpiero Scanu. Stiamo parlando di Difesa Servizi Spa, una creatura fortissimamente voluta da Ignazio La Russa e dal sottosegretario Guido Crosetto: una società per azioni, con le quote interamente in mano al ministero e otto consiglieri d'amministrazione scelti dal ministro, che avrà anche l'ultima parola sulla nomina dei dirigenti. Questa holding potrà spendere ogni anno tra i 3 e i 5 miliardi di euro senza rispondere al Parlamento o ad organismi neutrali. In più si metterà nel portafogli un patrimonio di immobili 'da valorizzare' pari a 4 miliardi. Sono cifre imponenti, un fatturato da multinazionale che passa di colpo dalle regole della pubblica amministrazione a quelle del mondo privato. Ma questa Spa avrà altre prerogative abbastanza singolari. Ed elettrizzanti. Potrà costruire centrali energetiche d'ogni tipo sfuggendo alle autorizzazioni degli enti locali: dal nucleare ai termovalorizzatori, nelle basi e nelle caserme privatizzate sarà possibile piazzare di tutto. Bruciare spazzatura o installare reattori atomici? Signorsì! Segreto militare e interesse economico si sposeranno, cancellando ogni parere delle comunità e ogni ruolo degli enti locali. Comuni, province e regioni resteranno fuori dai reticolati con la scritta 'zona militare', utilizzati in futuro per difendere ricchi business. Infine, la Spa si occuperà di 'sponsorizzazioni'. Altro termine vago. Si useranno caccia, incrociatori e carri armati per fare pubblicità? Qualunque ditta è pronta a investire per comparire sulle ali delle Frecce Tricolori, che finora hanno solo propagandato l'immagine della Nazione. Ma ci saranno consigli per gli acquisti sulle fiancate della nuova portaerei Cavour o sugli stendardi dei reparti che sfilano il 2 giugno in diretta tv? Lo scippo. Quali saranno i reali poteri della Spa non è chiaro: le regole verranno stabilite da un decreto di La Russa. Perchè dopo oltre un anno di dibattiti, il parto è avvenuto con un raid notturno che ha inserito cinque articoletti nella Finanziaria. "In diciotto mesi la maggioranza non ha mai voluto confrontarsi. Noi abbiamo tentato il dialogo fino all'ultimo, loro hanno fatto un blitz per imporre la riforma", spiega Rosa Villecco Calipari, capogruppo Pd in commissione Difesa: "I tagli alla Difesa sono un dato oggettivo, dovevano essere la premessa per cercare punti di convergenza. La tutela dello Stato non può avere differenze politiche, invece la destra ha tenuto una posizione di scontro fino a questo scippo inserito nella Finanziaria". Non si capisce nemmeno quanti soldi verranno manovrati dalla holding. Difesa Servizi gestirà tutte le forniture tranne gli armamenti, che rimarranno nelle competenze degli Stati maggiori. Ma cosa si intende per armamenti? Di sicuro cannoni, missili, caccia e incrociatori. E gli elicotteri? E i camion? E i radar e i sistemi elettronici? Quest'ultima voce ormai rappresenta la fetta più consistente dei bilanci, perchè anche il singolo paracadutista si porta addosso una serie di congegni costosissimi. La definizione di questo confine permetterà anche di capire se questa privatizzazione può configurare un futuro ancora più inquietante: una sorta di duopolio bellico. Finmeccanica, holding a controllo statale che ingaggia legioni di ex generali, oggi vende circa il 60 per cento dei sistemi delle forze armate. E a comprarli sarà un'altra spa: due entità alimentate con soldi pubblici che fanno affari privati. Con burattinai politici che ne scelgono gli amministratori. All'orizzonte sembra incarnarsi un mostro a due teste che resuscita gli slogan degli anni Settanta. Ricordate? 'L'imperialismo del complesso industriale-militare'. Un fantasma che improvvisamente si materializza nell'opera del governo Berlusconi.

di Gianluca Di Feo
Tratto da L'Espresso

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Il comitato Amici della Piazza, Cividate al Piano (Bg)


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La vera storia della MARIJUANA



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Internet e un movimento anti-vaccino H1N1

Lettera aperta di Claudia Rainville*

Tratto da www.thelivingspirits.net - 2 novembre 2009

"Caro amico e cara amica, In passato ho supposto che i vaccini potessero essere pericolosi. Oggi ne sono più che convinta. Recentemente ho effettuato una ricerca sulla sindrome di Miofascite Macrofagica. Che sorpresa nello scoprire la similitudine con una malattia che ho incontrato spesso in persone in consulto e cioè la Fibromialgia. La Fibromialgia è una malattia molto dolorosa. Circa una decina di anni fa, mentre ero in Quèbec, avevo sentito dire che c'erano sempre più persone affette da Fibromialgia. Non ne capivo il motivo, finchè recentemente ho scoperto che la Fibromialgia era molto simile alla sindrome di Miofascite Macrofagica. La Miofascite Macrofagica è caratterizzata da dolori muscolari, articolari, un'astenia importante e molto invalidante, periodi di febbre, rallentamento delle funzioni cerebrali, delle funzioni cognitive e uno stato di debolezza importante accompagnato da tanti altri sintomi che non permettono di svolgere i normali compiti quotidiani (occuparsi della casa, guidare una macchina) nè di continuare a lavorare. Questi malati hanno pochissima energia e, nel corso della giornata, sono spesso obbligati a riposare per recuperare l'energia che manca loro per terminarla. L'evoluzione porta alla cronicità, responsabile di una debolezza muscolare associata ad una stanchezza generale della tensione muscolare. I pazienti interessati erano spesso persone molto attive prima di questa sindrome. Ricerche fatte su persone colpite da questa sindrome di Miofascite Macrofagica hanno rivelato la presenza di idrossido di alluminio nei macrofagi di queste persone. I macrofagi sono una varietà di globuli bianchi di grande dimensione che intervengono nei processi immunitari fagocitando (imprigionando e digerendo) batteri, lieviti, rifiuti cellulari o sostanze estranee. Ora, si può ritrovare l'idrossido di alluminio anche in gran parte dei vaccini. L'idrossido di alluminio è utilizzato come additivo. Un additivo è una sostanza chimica che permette di stimolare l'immunità dell'organismo al fine di aumentare la risposta immunitaria. Da Pasteur ci hanno fatto credere che i vaccini proteggessero, senza rivelare che invece era l'additivo che faceva il lavoro di far aumentare la risposta immunitaria e non il vaccino. Ma quello che ignoravamo all'epoca sui pericoli di questi additivi oggi non può più essere ignorato. Questo additivo era presente nel vaccino contro l'epatite B che è stato dato a molte persone tra cui diverse infermiere. E molte di loro hanno sviluppato la Sclerosi Multipla o Fibromialgia (probabilmente la Miofascite Macrofagica ). Recentemente chiedevo ad una di loro se era stata vaccinata contro l'Epatite B. Ecco cosa mi ha risposto : « Si, ero stata vaccinata contro l'epatite e ad un certo punto ho presentato gravi sintomi di epatite tanto che ho dovuto essere portata al pronto soccorso. Gli enzimi del mio fegato erano talmente aumentati che il medico non sapeva come ne sarei uscita. In seguito ho presentato i sintomi della Fibromialgia al punto da dover lasciare il mio lavoro». Più vado avanti nel mio nuovo libro : « Il grande dizionario della Metamedicina » che sto terminando e che deve uscire nel mese di dicembre 2009, più scopro il numero di malattie cosiddette idiopatiche o autoimmuni legate ai vaccini e la cosa più sorprendente è che la maggior parte dei medici non sembra rendersene conto. Di cosa avremo bisogno per fare in modo che si risveglino? E tu che leggi queste righe, aspetterai di aver perso la salute per renderti conto del pericolo dei vaccini ? «Moltiplicando le vaccinazioni aumentiamo il rischio di introdurre degli antigeni imparentati con molecole dell'organismo in cui sono stati iniettati creando così malattie autoimmuni la cui frequenza è in continuo aumento ». Prof. Louis-Claude Vincent Il Dr.Moulden da parte sua ha messo a punto una nuova tecnologia in immagini mediche per evidenziare i disturbi e i danni neurologici prodotti in seguito alle vaccinazioni. Il Dr.Moulden spiega che i vaccini provocano una iper-reattività del sistema immunitario nel corso del quale i leucociti si precipitano ad attaccare i prodotti estranei iniettati nel flusso sanguigno. Dato che questi ultimi sono troppo grandi per penetrare i piccoli capillari dove ci sono i prodotti estranei, i leucociti finiscono per ostruire, bloccare e deteriorare questi capillari. La strada viene quindi interrotta dai globuli rossi più piccoli che devono portare l'ossigeno ai diversi organi che si trovano vicino ai capillari ostruiti dalle sostanze estranee. Queste particelle che raggiungono il cervello, disturbano o impedendo la circolazione sanguigna, possono provocare l'autismo, la morte improvvisa dei neonati o molte altre malattie del bambino o dell'adulto. Proprio come succede con attacco cardiaco, ogni volta che i tessuti hanno carenza di ossigeno, è possibile subire un attacco cerebrale, problemi al fegato o ai reni. Si tratta qui di una grande scoperta di cui però si nega l'informazione a favore della disinformazione. Ci sono così tanti bravi medici come loro che si sono resi conto dei pericoli dei vaccini per la salute, ma non gli si dà voce, non hanno un palco per farsi ascoltare. Al contrario, questi medici vengono minacciati di perdere il loro diritto ad esercitare la professione, i ricercatori che osano rivelare questi fatti vengono privati delle loro sovvenzioni ... Per un momento mi sono scoraggiata e mi sono chiesta cosa potessi fare per le mie possibilità. Ma grazie a Jean-Jacques Crèvecoeur un brillante collega che stimo molto e che ha consacrato come me una gran parte della sua vita a risvegliare i suoi simili ho capito che insieme si poteva fare qualcosa. Potevamo dire: STOP! Non toccate più la nostra salute e la salute dei nostri bambini. Un prossimo vaccino più pericoloso di tutti quelli presentati finora è sul punto di essere iniettato a oltre la metà del pianeta. Tu puoi pensare: «Ah io non mi farò vaccinare!» molto bene. Anch'io penso la stessa cosa. Ma occorre pensare un po' più in là. Hai pensato ai milioni di persone che riceveranno questo vaccino ? Dove elimineranno questi virus e questi prodotti tossici che gli vengono iniettati ? Quello che verrà eliminato dalle vie urinarie e digestive avrà come effetto di contaminare tutto il nostro ambiente, quindi anche se non ti fai vaccinare, potrai essere toccato da questa contaminazione. Allora vedi che anche questo ti riguarda ! Non restare indifferente o distaccato dal problema perchè ti riguarda. Aiutaci a risvegliare quelli a cui si mente, a cui si raccontano storie per manipolarli meglio. Perchè solo insieme saremo sufficientemente forti per opporci al piano di vaccinazione obbligatoria. E la buona notizia è che un'opposizione seria si sta già formando. Ti invito a entrare in Internet e a cliccare su "Opposizione al vaccino dell'influenza H1N1". Anche se l'opposizione si organizza, non bisogna mollare la presa, ma invece occorre sostenerla. Perchè il nostro unico potere sta nell'unità. Coloro che vogliono prendere il controllo mondiale possiedono tutto il resto e cioè l'economia (controllo dei soldi e del loro valore) la politica ( i politici sono alla loro mercè) i media ( radio, televisioni, giornali, pubblicità occulta) a noi resta solo internet (per ora! ndr). Sai che solo negli Stati Uniti hanno appena creato una legge passata al senato del Massachusetts (USA) che mette una multa fino a 1000 dollari al giorno e fino a 3 mesi di prigione per rifiuto di obbedire alle autorità mediche (cioè rifiuto di farsi vaccinare) in caso di emergenza in materia di sanità pubblica? Sai che il segretario di stato degli USA Kathleen Sebelius ha accettato di firmare un decreto che conferisce l'immunità totale ai fabbricanti di questi vaccini contro l'influenza H1N1? Questo vuol dire che se una persona in seguito al vaccino sviluppasse la sindrome di Guillain-Barrè (e il rischio e che ce ne saranno tantissime) non potrà perseguire chi lo ha fabbricato. Ti consiglio questo video:

Sai che ancora prima del primo caso di influenza suina la più grande casa farmaceutica Baxter, aveva già depositato un brevetto per la fabbricazione del vaccino contro l'influenza H1N1? Richiedendo quello che c'è nel brevetto stesso si legge: "Additivi appropriati sono l'Idrossido di Alluminio, lisolecitina, Polioli, ecc..." Sai che da anni si cercano mezzi per ridurre la popolazione del pianeta ? Sono stati utilizzati diversi metodi che però si sono dimostrati insufficienti. La sovrappopolazione è diventata una grande preoccupazione per i sistemi della sanità pubblica che rischiano le crisi sociali peggiori mai viste. Per porre rimedio a questa situazione, l'OMS e il Nuovo Ordine Mondiale diretto da un gruppo di famiglie ( Rockfeller, Rothchild etc.) che detengono molto potere da molte generazioni, hanno concordato un piano per ridurre la popolazione della Terra da 3 a 5 miliardi di abitanti entro i prossimi dieci anni "Secondo le informazioni americane, da qui al 2015, quasi 3 miliardi di persone saranno di troppo", il nostro pianeta si aspetta dunque una sovrappopolazione. "L'attivazione" dei diversi virus che potrebbero portare ad una morte di massa è una strategia destinata a “ridurre la popolazione del pianeta", ha dichiarato M. Ivachov. Sai che una giornalista di nome Jane Burgermeister messa al corrente di questo piano ha recentemente fatto ricorso contro l'OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità), l'ONU, Barack Obama (Presidente degli Stati Uniti), David de Rothschild (banchiere), David Rockefeller (banchiere), George Soros (banchiere), Werner Faymann (Cancelliere d'Austria) ed altri, accusandoli di volere commettere un genocidio di massa? Questa accusa fa seguito ad un'altra procedura giudiziaria che la giornalista aveva intentato nell'aprile 2009 contro le società farmaceutiche Baxter e Avir Green Hills Technology, che ritiene responsabili di aver prodotto un vaccino contro l'influenza aviaria, per provocare deliberatamente una pandemia e arricchirsi allo stesso tempo. Jane Burgermeister presenta le prove di atti di bioterrorismo in cui sono implicate le persone e gli organismi precedentemente citati. Li accusa di far parte di un sindacato internazionale di imprese criminali che ha messo a punto, fabbricato e stoccato delle armi biologiche in previsione di eliminare la popolazione degli Stati Uniti e di altri paesi a scopi di profitti politici e finanziari. Usando l'influenza suina come pretesto, li accusa di aver pianificato l'assassinio di intere popolazioni tramite la vaccinazione forzata. Lei ha le prove che questi vaccini saranno volontariamente contaminati per provocare malattie mortali. Queste azioni si iscrivono in violazione diretta della Legge antiterrorista relativa all'impiego di armi biotecnologiche. E' vero che il nostro mondo si trova di fronte ad una sovrappopolazione. Ma non credi che ci siano altre soluzioni che dobbiamo cercare ? Oltre la metà di quello che la terra produce viene gettato. Come si possono spendere solo negli Stati Uniti 7 miliardi di dollari per acquistare dei vaccini quando non c'erano soldi per aiutare le persone che perdono la loro casa, i senzatetto …E' possibile che le risorse della terra e i soldi siano mal gestiti ? Non credi che sia arrivato il momento di unirci, di smettere di agire come caproni ? Abbiamo una responsabilità individuale ma anche collettiva e planetaria. Se la tua risposta è si, puoi scrivere a lidiavit@libero.it o luca@pcinfo.it e ti risponderò. Da parte tua puoi aiutarmi a trasmettere l'informazione al maggior numero di persone possibile. Ti metterò in contatto con altri tra cui Jean-Jacques Crèvecoeur, e altri ancora perchè questo movimento prenda piede. Grazie da parte mia personalmente e grazie a nome di tutti i nostri fratelli e sorelle di questa terra. La tua amica Claudia ( www.metamedicina.com )"

*Claudia Rainville, microbiologa e dodificatrice del metodo "Metamedicina", esperta psicoterapeuta e conferenziere internazionale. E' autrice dei libri: "Ogni sintomo un messaggio", "Guarire le ferite del passato", "Nati per essere felici e non per soffrire", "Liberarsi dalle paure e dai sensi di colpa"

www.disinformazione.it


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FUORI I FASCISTI DALLE CITTÀ: l'esempio di Novara

Negata la sala ai fascisti a Novara - Oggi gli antifascisti e le antifasciste novaresi ed altri compagni giunti a Novara hanno intrapreso un'azione per impedire un'iniziativa pubblica dei neonazisti di Forza Nuova. Il presidio situato nel luogo ove era stata indetta tale iniziativa ha visto una presenza nutrita e si è sviluppato con l'occupazione del ponteggio antistante la Barriera Albertina, luogo scelto dai neonazisti ed impropriamente concesso dall'Amministrazione Comunale. Dopo alcune ore di trattativa i compagni hanno ottenuto che Forza Nuova non tenesse il proprio convegno nel luogo desiderato. Salutiamo questa come una vittoria dell'anima democratica ed antifascista della città. Ancora una volta i fascisti a Novara non devono parlare, la vigilanza e la mobilitazione rimarrà per impedire ogni loro penetrazione in città.

Antifascisti/e Piemontesi



Quello di Novara dovrebbe essere un esempio da seguire anche qui a Bergamo, dove invece si lascia piena libertà di movimento a tutta questa feccia nera, concedendogli ad esempio sale per conferenze, spazi di aggregazione, libertà di manifestare in pieno centro città...ma cosa ancora peggiore: sedi permanenti! Noi antifascisti bergamaschi non ci stancheremo di ribadire che per loro, a Bergamo e in tutta la provincia (e in tutta Italia!) non ci sarà MAI spazio! E a chi ci addita di non permettere la libertà di espressione altrui, martirizzando questa povera gioventù - che da ormai troppo tempo nasconde in maniera sfacciatamente ipocrita i propri reali intenti proponendo dialoghi, confronti o rimettendo in discussione il loro (indiscutibile) razzismo - rispondiamo semplicemente ricordando che IN ITALIA IL FASCISMO È FUORILEGGE e tale dovrà rimanere.

Norme di attuazione della XII disposizione transitoria e finale (comma primo) della Costituzione

Art. 1 - (Riorganizzazione del disciolto partito fascista).
Ai fini della XII disposizione transitoria e finale (comma primo) della Costituzione, si ha riorganizzazione del disciolto partito fascista quando una associazione, un movimento o comunque un gruppo di persone non inferiore a cinque persegue finalità antidemocratiche proprie del partito fascista, esaltando, minacciando o usando la violenza quale metodo di lotta politica o propugnando la soppressione delle libertà garantite dalla Costituzione o denigrando la democrazia, le sue istituzioni e i valori della Resistenza, o svolgendo propaganda razzista, ovvero rivolge la sua attività alla esaltazione di esponenti, princìpi, fatti e metodi propri del predetto partito o compie manifestazioni esteriori di carattere fascista.

Art. 2 - Sanzioni penali
Chiunque promuove, organizza o dirige le associazioni, i movimenti o i gruppi indicati nell'art. 1, è punito con la reclusione da cinque a dodici anni e con la multa da due a venti milioni di lire . Chiunque partecipa a tali associazioni, movimenti o gruppi è punito con la reclusione da due a cinque anni e con la multa da 1.000.000 a 10.000.000 di lire . Se l'associazione, il movimento o il gruppo assume in tutto o in parte il carattere di organizzazione armata o paramilitare, ovvero fa uso della violenza, le pene indicate nei commi precedenti sono raddoppiate . L'organizzazione si considera armata se i promotori e i partecipanti hanno comunque la disponibilità di armi o esplosivi ovunque siano custoditi . Fermo il disposto dell'art. 29, comma primo, del Codice penale, la condanna dei promotori, degli organizzatori o dei dirigenti importa in ogni caso la privazione dei diritti e degli uffici indicati nell'art. 28, comma secondo, numeri 1 e 2, del Codice penale per un periodo di cinque anni. La condanna dei partecipanti importa per lo stesso periodo di cinque anni la privazione dei diritti previsti dall'art. 28, comma secondo, n. 1, del Codice penale.

Art. 3 - Scioglimento e confisca dei beni
Qualora con sentenza risulti accertata la riorganizzazione del disciolto partito fascista, il Ministro per l'interno, sentito il Consiglio dei Ministri, ordina lo scioglimento e la confisca dei beni dell'associazione, del movimento o del gruppo . Nei casi straordinari di necessità e di urgenza, il Governo, sempre che ricorra taluna delle ipotesi previste nell'art. 1, adotta il provvedimento di scioglimento e di confisca dei beni mediante decreto-legge ai sensi del secondo comma dell'art. 77 della Costituzione.

Art. 4 - Apologia del fascismo
Chiunque fa propaganda per la costituzione di una associazione, di un movimento o di un gruppo avente le caratteristiche e perseguente le finalità ideate nell'art. 1 è punito con la reclusione da sei mesi a due anni e con la multa da lire 400.000 a lire 1.000.000. . Alla stessa pena di cui al primo comma soggiace chi pubblicamente esalta esponenti, princìpi, fatti o metodi del fascismo, oppure le sue finalità antidemocratiche. Se il fatto riguarda idee o metodi razzisti, la pena è della reclusione da uno a tre anni e della multa da uno a due milioni . La pena è della reclusione da due a cinque anni e della multa da 1.000.000 a 4.000.000 di lire se alcuno dei fatti previsti nei commi precedenti è commesso con il mezzo della stampa. La condanna comporta la privazione dei diritti previsti nell'art. 28, comma secondo, numeri 1 e 2, del codice penale, per usi periodo di cinque anni.

Art. 5 - Manifestazioni fasciste
Chiunque, partecipando a pubbliche riunioni, compie manifestazioni usuali del disciolto partito fascista ovvero di organizzazioni naziste è punito con la pena della reclusione sino a tre anni e con la multa da 400.000 a 1.000.000 lire . Il giudice, nel pronunciare la condanna, può disporre la privazione dei diritti previsti nell'art. 28, comma secondo, numeri 1 e 2, del codice penale per un periodo di cinque anni.

Art. 5-bis
Per i reati previsti dall'art. 2 della presente legge è obbligatoria l'emissione del mandato di cattura.

Art. 6 - Aggravamento di pene
Le pene sono aumentate quando i colpevoli abbiano ricoperto una delle cariche indicate dall'art. 1 della legge 23 dicembre 1947, n. 1453, o risultino condannati per collaborazionismo ancorchè amnistiati. Le pene sono altresì aumentate per coloro che abbiano comunque finanziato, per i fatti preveduti come reati negli articoli precedenti, l'associazione, il movimento, il gruppo o la stampa .

Art. 7 - Competenza e procedimenti
La cognizione dei delitti preveduti dalla presente legge appartiene al Tribunale.

Art. 8 - (Provvedimenti cautelari in materia di stampa).
Anche prima dell'inizio dell'azione penale, l'autorità giudiziaria può disporre il sequestro dei giornali, delle pubblicazioni o degli stampati nell'ipotesi del delitto preveduto dall'art. 4 della presente legge. Nel caso previsto dal precedente comma, quando vi sia assoluta urgenza e non sia possibile il tempestivo intervento dell'autorità giudiziaria, il sequestro dei giornali e delle altre pubblicazioni periodiche può essere eseguito dagli ufficiali di polizia giudiziaria, che debbono immediatamente, e non mai oltre ventiquattro ore, farne denuncia all'autorità giudiziaria. Se questa non lo convalida nelle ventiquattro ore successive, il sequestro si intende revocato e privo di ogni effetto. Nella sentenza di condanna il giudice dispone la cessazione dell'efficacia della registrazione, stabilita dall'art. 5 della legge 8 febbraio 1948, n. 47, per un periodo da tre mesi a un anno e, in caso di recidiva, da sei mesi a tre anni.

Art. 9 - (Pubblicazioni sull'attività antidemocratica del fascismo).
La Presidenza del Consiglio bandisce concorsi per la compilazione di cronache dell'azione fascista, sui temi e secondo le norme stabilite da una Commissione di dieci membri, nominati dai Presidenti delle due Camere, presieduta dal Ministro per la pubblica istruzione, allo scopo di far conoscere in forma obbiettiva ai cittadini e particolarmente ai giovani delle scuole, per i quali dovranno compilarsi apposite pubblicazioni da adottare per l'insegnamento, l'attività antidemocratica del fascismo. La spesa per i premi dei concorsi, per la stampa e la diffusione è a carico dei capitoli degli stati di previsione della spesa per acquisto e stampa di pubblicazioni della Presidenza del Consiglio e del Ministero della pubblica istruzione.

Art. 10 - (Norme di coordinamento e finali).
Le disposizioni della presente legge si applicano senza pregiudizio delle maggiori pene previste dal Codice penale. Sono abrogate le disposizioni della legge 3 dicembre 1947, n. 1546, concernenti la repressione dell'attività fascista, in quanto incompatibili con la presente legge. La presente legge e le norme della legge 3 dicembre 1947, n. 1546, non abrogate, cesseranno di aver vigore appena che saranno state rivedute le disposizioni relative alla stessa materia del Codice penale. La presente legge, munita del sigillo dello Stato, sarà inserta nella Raccolta ufficiale delle leggi e dei decreti della Repubblica italiana. è fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla e di farla osservare come legge dello Stato.

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Diario del saccheggio








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L'Eco di Bergamo scopre Zingonia: la paura delle ombre

Dopo anni di relativo silenzio, sembra che il principale quotidiano della provincia di Bergamo abbia deciso di occuparsi estesamente di Zingonia, dedicando a questa particolare zona della Bassa bergamasca fior di titoli ed editoriali. Per una fortunata e, forse, non fortuita coincidenza, proprio in questi mesi la zona di Zingonia è al centro dell'interesse della Regione, della Provincia e di svariate società immobiliari per la realizzazione di un faraonico "contratto di quartiere" che dovrebbe cambiarne definitivamente i connotati, determinando, tra l'altro, la distruzione e la ricostruzione di svariati palazzi abitati soprattutto da migranti. Vediamo quale prospettiva di osservazione ha deciso di adottare l'Eco di Bergamo, quotidiano di proprietà della Curia di Bergamo:

"Strade deserte- si ferma solo chi cerca droga", è il titolo dell'articolo apparso domenica 11 ottobre. "E' davvero un quartiere strano Zingonia", prosegue il testo, "Alle 16 di un mercoledì pomeriggio di inizio ottobre basta lasciare corso Europa e svoltare con l'auto in via Monaco, strada nota alle cronache degli ultimi anni per i numerosi arresti di spacciatori da parte delle forze dell'ordine, per entrare in un mondo diverso anni luce dagli altri paesi della Bassa". Nota alle cronache, sostiene il giornalista. è interessante come la stampa divenga unico riferimento di se stessa nel creare una descrizione intenzionalmente tesa a creare disagio nel lettore. Zingonia, hic sunt leones. Attenzione, lettori dell'Eco di Bergamo, non sapete cosa vi aspetta.

"Qui ci sono i fantomatici palazzoni Athena: tre torri color marsala ingrigito che, se da lontano sembrano solo palazzoni con troppe antenne paraboliche sui balconi, da vicino mostrano il peggio della loro realtà di degrado e abbandono". Eccoci davanti agli Athena. Senz'altro non abitazioni signorili con annesso giardino all'inglese: sono palazzoni scrostati e privi da anni di adeguata manutenzione, certo. Ma quanto "vicino" si è spinto il giornalista, in questa situazione di "degrado e abbandono"? Di certo non abbastanza da scambiare due parole con gli abitanti, chiedere perchè vivono lì, magari intuire che gli affitti disumani e il controllo asfissiante dell'idoneità abitativa utilizzato come mezzo di allontanamento dai centri storici dei cittadini stranieri li obbligano a vivere in quel posto "color marsala ingrigito". Viene spontaneo poi chiedersi perchè la antenne paraboliche sarebbero "troppe". Rispetto a quale standard? Semplice criterio estetico, o volontà di suggerire che quelle antenne puntano verso i paesi d'origine di "troppi" stranieri? "Tutt'intorno è un dispiegamento di sacchetti dell'immondizia colorati e rifiuti. Sui balconi c'è di tutto…" A quanto pare il valente giornalista si è avvicinato abbastanza ai pericolosissimi Athena da poter osservarne i balconi, su cui c'è "di tutto". Siamo davvero curiosi. "…Mobili, elettrodomestici, fili penzoloni. Mentre una donna col velo si affaccia a una finestra del primo piano e osserva i due bambini che giocano sul balcone accanto, proprio nel prato sottostante tra ragazzi stanno giocando a palla". Dunque sui balconi ci sono mobili, donne (seppur velate) e bambini. Una visione terrorizzante. Zingonia è davvero un quartiere strano! Ma subito il giornalista prende per mano lo sprovveduto lettore e gli spiega di cosa deve avere paura:

"Fermarsi con l'auto, qui, vuol dire avere bisogno di droga. Anche alle 16 del pomeriggio. Anche se, proprio due minuti prima, di qui era passata la jeep con la pattuglia degli alpini". Ora, secondo le regole del buon giornalismo investigativo, servono le prove, che arrivano puntuali: "Fermarsi con l'auto a lato della strada in via Monaco non passa inosservato: i ragazzini che stanno giocando si interrompono bruscamente. Uno, sguardo vispo da furbetto (sic!), si avvicina alla recinzione e ci fissa: fa un cenno verso di noi, come per chiederci se ci serve qualcosa". Indicazioni stradali, per caso? Semplice curiosità? Certo che no, siamo a Zingonia, il ghetto della Bassa, in una zona "nota alle cronache". Dunque, il ragazzino è di certo uno spacciatore: "Basterebbe dire di sì per comprare probabilmente dell'haschisch". Qui il giornalista posa per un attimo la sfera di cristallo e impugna un cellulare, fingendo di telefonare: "Il ragazzo – forse anche minorenne – torna a giocare. A questo punto non è difficile notare che la strada è completamente deserta. Mentre sull'altro lato del complesso residenziale c'erano decine di stranieri fuori dai vari locali, qui dietro, a soli pochi metri, non c'è nessuno. Non fossero le quattro del pomeriggio, ci sarebbe quasi da aver paura a stare qui". Qui davvero si sfiora il ridicolo, con il terrore declinato al condizionale e senza nemmeno l'ombra di una minaccia reale che possa giustificarlo. L'articolo descrive una strada di periferia, in pieno pomeriggio, con donne affacciate ai balconi e ragazzini che giocano a calcio. Eppure, dovremmo rabbrividire leggendo questa descrizione. Perchè? "Eccola, la famigerata percezione di sicurezza che non c'è. è questa strana sensazione di non sentirsi per nulla al sicuro, di non potersi fermare al lato della strada senza essere scambiati per persone in cerca di droga. Ma basta mettere in moto, tornare su corso Europa e, in due minuti, trovarsi lontanissimo da qui. Poche centinaia di metri che sembrano un abisso".

Interpretare la realtà come un insieme di segni misteriosi e minacciosi che mettono in pericolo la nostra incolumità personale, lasciare che il proprio comportamento venga influenzato da questa interpretazione arbitraria, provare per questo angoscia, rabbia e paura di fronte a "troppe" antenne paraboliche, a donne "col velo" e ragazzini dal viso "furbetto", provare il bisogno di fuggire per rifugiarsi in una situazione più rassicurante e familiare. Tutto ciò potrebbe benissimo chiamarsi paranoia, se non fosse più la condizione di un'intera società che il problema di un singolo, sfortunato individuo. Articoli come questo alimentano, volutamente, la psicosi collettiva, la "famigerata percezione di sicurezza che non c'è". Su questa "strana sensazione" partiti politici e lobby economiche stanno costruendo la propria fortuna. In attesa del milionario giro di appalti collegato al "contratto di quartiere" che coinvolgerà Zingonia, l'Eco di Bergamo si dedica a diffondere la paura nei confronti delle ombre.
Perchè questo avvenga più agevolmente, la donna con il velo, i bambini che giocano sui balconi degli Athena, i ragazzini per strada, gli uomini fuori dai locali, i proprietari delle troppe antenne paraboliche, sono e devono rimanere semplici fantasmi senza voce e senza volto. Ombre da cui fuggire lontano, al più presto, prima che ci trascinino nell' "abisso" di ingiustizia ed insicurezza – questa sì, reale, non percepita - che sta a pochi metri da casa nostra. Due immagini di Zingonia:



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Ho visto L'Aquila

Questa lettera è stata scritta da Andrea Gattinoni, un attore che si trovava a L'Aquila per presentare un film. Le parole sono dirette a sua moglie ma rappresentano un'efficace testimonianza per tutti quelli che a L 'Aquila non ci sono ancora stati. *Andrea, per chi non se lo ricordasse era uno degli interpreti del recente film Si può fare con Claudio Bisio, su un gruppo di "pazzi".

Lettera a mia moglie scritta ieri notte 26/6/09

Ho visto L'Aquila. Un silenzio spettrale, una pace irreale, le case distrutte, il gelo fra le rovine. Cani randagi abbandonati al loro destino. Un militare a fare da guardia a ciascuno degli accessi alla zona rossa, quella off limits. Camionette, ruspe, case sventrate. Tendopoli. Ho mangiato nell'unico posto aperto, dove va tutta la gente, dai militari alla protezione civile. Bellissimo. Ho mangiato gli arrosticini e la mozzarella e i pomodori e gli affettati. Siamo andati mentre in una tenda duecento persone stavano guardando "Si Può Fare". Eravamo io, Pietro, Michele, Natasha, Cecilia, Anna Maria, Franco e la sua donna. Poi siamo tornati quando il film stava per finire. La gente piangeva. Avevo il microfono e mi hanno chiesto come si fa a non impazzire, cosa ho imparato da Robby e dalla follia di Robby, se non avevo paura di diventare pazzo quando recitavo. Ho parlato con i ragazzi, tutti trentenni da fitta al cuore. Chi ha perso la fidanzata, chi i genitori, chi il vicino di casa. Francesca, stanno malissimo. Sono riusciti ad ottenere solo ieri che quelli della protezione civile non potessero piombargli nelle tende all'improvviso, anche nel cuore della notte, per CONTROLLARE. Gli anziani stanno impazzendo. Hanno vietato internet nelle tendopoli perché dicono che non gli serve. Gli hanno vietato persino di distribuire volantini nei campi, con la scusa che nel testo di quello che avevano scritto c'era la parola "cazzeggio". A venti chilometri dall'Aquila il tom tom è oscurato. La città è completamente militarizzata. Sono schiacciati da tutto, nelle tendopoli ogni giorno dilagano episodi di follia e di violenza inauditi, ieri hanno accoltellato uno. Nel frattempo tutte le zone e i boschi sopra la città sono sempre più gremiti di militari, che controllano ogni albero e ogni roccia in previsione del G8. Ti rendi conto di cosa succederà a questa gente quando quei pezzi di ***** arriveranno coi loro elicotteri e le loro auto blindate? Là ???? Per entrare in ciascuna delle tendopoli bisogna subire una serie di perquisizioni umilianti, un terzo grado sconcertante, manco fossero delinquenti, anche solo per poter salutare un amico o un parente. Non hanno niente, gli serve tutto. (Hanno) rifiutato ogni aiuto internazionale e loro hanno bisogno anche solo di tute, di scarpe da ginnastica. Per far fare la messa a Ratzinger, il governo ha speso duecentomila euro per trasportare una chiesa di legno da Cinecittà a L'Aquila. Poi c 'è il tempo che non passa mai, gli anziani che impazziscono. Le tendopoli sono imbottite di droga. I militari hanno fatto entrare qualunque cosa, eroina, ecstasy, cannabis, tutto. E ' come se avessero voluto isolarli da tutto e da tutti, e preferiscano lasciarli a stordirsi di qualunque cosa, l'importante è che all'esterno non trapeli nulla. Berlusconi si è presentato, GIURO, con il banchetto della Presidenza del Consiglio. Il ragazzo che me l 'ha raccontato mi ha detto che sembrava un venditore di pentole. Qua i media dicono che là va tutto benissimo. Quel ragazzoche mi ha raccontato le cose che ti ho detto, insieme ad altri ragazzi adulti, a qualche anziano, mi ha detto che "quello che il Governo sta facendo sulla loro pelle è un gigantesco banco di prova per vedere come si fa a tenere prigioniera l 'intera popolazione di una città, senza che al di fuori possa trapelare niente". Mi ha anche spiegato che la lotta più grande per tutti là è proprio non impazzire. In tutto questo ci sono i lutti, le case che non ci sono più, il lavoro che non c 'è più, tutto perduto. Prima di mangiare in quel posto abbiamo fatto a piedi più di tre chilometri in cerca di un ristorante, ma erano tutti già chiusi perchè i proprietari devono rientrare nelle tendopoli per la sera. C 'era un silenzio terrificante, sembrava una città di zombie in un film di zombie. E poi quest'umanità all'improvviso di cuori palpitanti e di persone non dignitose, di più, che ti ringraziano piangendo per essere andato là. Ci voglio tornare. Con quella luna gigantesca che mi guardava nella notte in fondo alla strada quando siamo partiti e io pensavo a te e a quanto avrei voluto buttarmi al tuo collo per dirti che non ti lascerò mai, mai, mai. Dentro al ristoro privato (una specie di rosticceria) in cui abbiamo mangiato, mentre ci preparavano la roba e ci facevano lo scontrino e fuori c 'erano i tavoli nel vento della sera, un commesso dietro al bancone ha porto un arrosticino a Michele, dicendogli "Assaggi, assaggi". Michele gli ha detto di no, che li stavamo già comprando insieme alle altre cose, ma quello ha insistito finchè Michele non l'ha preso, e quello gli ha detto sorridendogli: "Non bisogna perdere le buone abitudini". Domani scriverò cose su internet a proposito di questo, la gente deve sapere. Anzi metto in rete questa mia lettera per te.



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Mariastella Gelmini a Romano di Lombardia (Bg)

Mariastella Gelmini è arrivata questa sera a Romano di Lombardia per presentare il candidato sindaco del PdL, che per l’emozione non è riuscito a spiccicare parola. La sala non ha risparmiato gli applausi. Ho potuto ascoltare la prima parte del suo intervento, ma avendo fatto un commento a voce bassa, ero in fondo alla sala, sono stata invitata ad uscire da uno dei partecipanti. Fuori ho incontrato un gruppo di ragazzi, insegnanti e personale della scuola che volevano entrare ed erano fermati dai carabinieri. Ho invitato le forze dell’ordine a lasciar passare i ragazzi perché siamo ancora in un paese democratico e per tutta risposta hanno chiesto i documenti e controllato le borse a tutti, me compresa. Volevamo solo porre delle domande alla Gelmini, ma non è stato possibile, perché dopo il suo piccolo comizio con attacchi deliranti alla sinistra e affermazioni false sui tagli alla scuola, che secondo lei non esistono, se n’è andata alla chetichella dalla porta di servizio. I ragazzi perquisiti volevano chiedere conto al ministro della situazione finanziaria delle scuole che determinerà la dequalificazione del servizio e la perdita del posto di lavoro per il personale precario. Un serata mediocre che illustra la situazione del nostro paese. Nel palazzo un popolo della destra che applaude le più clamorose bugie (basta leggere la finanziaria per smentirle) e non chiede nulla al suo ministro, fuori una contestazione di pochi, ragazzi dell’onda, personale della scuola, genitori impegnati a salvare la scuola pubblica, persone preoccupate per il proprio futuro o quello dei propri figli. Una politica che non si confronta anche con chi la contesta non è politica ma pura demagogia.

Rosangela Pesenti
Candidata nella Lista Rifondazione Comunisti Italiani
Elezioni Europee Circoscrizione Nord-Ovest







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Il pollo ha il raffreddore, lo zibetto la polmonite e il suino la febbre!
Storia dell'ennesima pandemia
Marcello Pamio - 27 aprile 2009

Eccoci qua a distanza di qualche anno a commentare l’ennesima pandemia.
Dodici anni sono passati da quel lontano 1997, anno dell’aviaria (H5N1, il virus non dei polli ma dei “pollastriâ€), passando per il 2001 con l’antrace e il 2002 con la “terribile†S.A.R.S. (sindrome respiratoria acuta, una specie di polmonite derivata, si dice, dallo zibetto), fino ad arrivare ai nostri giorni con la “febbre dei maialiâ€.
Il virus è ignoto e “la situazione è seria e va seguita con grande attenzione†ha dichiarato da Ginevra il Direttore dell’O.M.S. (l’Organizzazione Mondiale della Sanità ), Margaret Chan.

Si tratterebbe, secondo gli esperti,  di un cocktail sconosciuto, un virus oriundo, denominato H1N1 mai rilevato prima sia negli animali che negli esseri umani, contenente i tratti genetici di quattro virus: l’influenza suina e aviaria del Nord America, influenza umana e suina Eurasiatica.[1]
Un supervirus “che si è realizzato nel corso di una serie di passaggi e di trasformazioni genetiche…sicuramente nuovo e largamente sconosciuto al sistema immunitario umanoâ€, ha detto l’epidemiologo Pietro Crovari dell’Istituto di Medicina preventiva dell’Università di Genova.
Sarebbe interessante sapere se le  “trasformazioni genetiche†citate dal prof. Crovari, sono “normali†trasformazioni che avvengono in Natura, oppure se necessitano il supporto di qualche laboratorio militare…

A rincarare la dose e ovviamente aumentare la paura generale ci ha pensato la direttrice del C.D.C. (il più importante Centro di controllo delle malattie con sede ad Atlanta), Anne Schuchat, dicendo che la situazione è talmente pericolosa che non è possibile “contenere il contagioâ€.
Ufficialmente non sanno nulla del virus H1N1, non esistono dati epidemiologici certi, eppure sanno già per certo che non riescono a contenere il contagio!
Contagio che ha fatto ad oggi circa 152 vittime e che sembra essere partito dal Messico, dove si è registrato il primo caso lunedì 13 aprile. Venti segnalazioni in Usa e casi sospetti in Francia, Spagna (uno confermato), Scozia (due casi confermati) e Canada.

Che fine hanno fatto le altre pandemie?
Molti analisti indipendenti si aspettavano qualcosa di simile oggi.
Dopo l’aviaria, l’antrace e la S.A.R.S., era solo questione di tempo.
Molti avranno rimosso dalla memoria i titoli dei giornali e i servizi televisivi sulle altre pandemie. Qualcuno per fortuna no.
Nel 1997 l’influenza dei polli, detta aviaria, partita da Hong Kong, doveva sterminare milioni di persone nel mondo e invece non fece nulla.
Le immagini però che circolavano in tutti i media, rappresentavano un mondo in panico totale, dove le persone giravano con la mascherina bianca alla ricerca di un vaccino e/o antibiotico.

Nel 2001 le spore del carbonchio sono state fatte uscire direttamente dal laboratorio militare di Fort Detrick nel Maryland e inviate mediante posta ai rappresentati democratici. Il tutto per far passare delle leggi che violano i diritti sacrosanti dei cittadini e che non sarebbero passate altrimenti, come le Patriot Act I e II.
Nel 2002 è stata la volta della S.A.R.S. che doveva proseguire l’opera devastatrice dell’aviaria.
Dati alla mano, su 8.100 casi ci sono stati 774 morti, il che indica una mortalità molto bassa, inferiore all'influenza ordinaria. Ricordiamo che l'influenza classica colpisce da 3 a 5 milioni di persone nel mondo ogni anno e uccide circa 500.000 morti, ed è per questo la terza causa di morte per malattie infettive dopo Aids e Tbc. 
Anche in questo caso, le immagini mediatiche mostravano mascherine bianche o blu…
Ufficialmente questa “epidemia†si è spenta dopo un anno, nel luglio del 2003, ma è più corretto dire che in luglio si sono spostati gli interessi dei media spostando i riflettori nella guerra in Iraq.

E oggi, aprile 2009 è per caso arrivata la nuova pandemia?
Dagli articoli e dai servizi dei media, sembra proprio di sì

Le maschere cinematografiche
Si continuano a vedere foto a colori di persone che girano per le strade con tanto di mascherina bianca, come se una simile e ridicola protezione servisse a bloccare il contagio di un virus.
E’ bene sapere che le uniche maschere che bloccano effettivamente l’eventuale contagio per via respiratoria di un virus sono le maschere N.B.C. (nucleare-biologico-chimico), quelle che si vedono nei film usate da militari o da scienziati nei laboratori.
Tutte le altre sono maschere cinematografiche utili a far crescere e aumentare paura e tensione nella popolazione!
Vera propaganda che nessuno ha il coraggio di denunciare.

“Tranquilli: abbiamo il vaccinoâ€
“Il Ministero della salute italiano rassicura tutti: l’Italia è in regola con i piani dell’U.E. e nei suoi magazzini sono attualmente stoccati 40 milioni di dosi di antivirali utili ad affrontare una eventuale pandemia di H1N1â€.[2]
Per essere più precisi, nei nostri magazzini sono disponibili 10 milioni di dosi di Zanamivir (Relenza della britannica GlaxoSmithKline), 60 mila dosi di Oseltamivir (Tamiflu della svizzera Roche), e altre 30 milioni di dosi sempre di Tamiflu, sotto forma di polvere che potrebbero essere incapsulate dall’Istituto Militare di Firenze, oppure in estrema urgenza, rilasciate per essere prese in soluzione liquida.[3]
Quali sono questi piani europei e soprattutto come mai i nostri magazzini militari sono pieni zeppi di antivirali?
Forse qualcuno era a conoscenza che prima a poi sarebbe arrivata la pandemia e sarebbero tornate utili?
Domande prive di risposta.

Un po’ di gossip
Il presidente statunitense Barack Obama il 16 aprile scorso è andato in visita a Città del Messico ed è stato accolto dal famoso archeologo Felipe Solis, al quale ha stretto la mano.
Fin qui nulla di strano.
La cosa allarmante è avvenuta il giorno seguente: Felipe, accusando sintomi simili a quelli del virus H1N1, è morto!
Non sappiamo se è stato il virus dei maiali ad uccidere il famoso archeologo messicano o l’emozione di stringere la mano al presidente afroamericano…

Dalla “spagnola†alla “messicanaâ€
L’esercito statunitense il 18 marzo 2009 ha pubblicamente dichiarato di aver estratto il genoma dell’influenza “spagnola†da una vittima, un uomo morto nel 1918 e rimasto congelato in Alaska[4].
Forse non tutti sanno che il virus dell’influenza chiamato “spagnola†(guarda caso H1N1 [5]), agli inizi del secolo scorso ha causato una vera e propria pandemia, provocando 40 milioni di morti in giro per il mondo (fonte OMS).
Secondo la testimonianza di un sopravvissuto si poteva morire in un giorno, ma la cosa più interessante che ha detto è che tale pandemia “colpì solo le persone vaccinate; quelli che rifiutarono le vaccinazioni non si ammalaronoâ€. (leggi la testimonianza)
Per quale motivo - se non quello batteriologico – oggi gli scienziati del Pentagono, sono così interessati al Dna di un virus così mortale?
Studiarlo per tenerlo dentro in laboratorio superprotetto, come il colabrodo Fort Detrick, oppure usarlo come arma batteriologica?
Dove collocare il "nuovissimo" virus messicano visto che si tratta, come nel caso della Spagnola, di un virus H1N1?
Ennesima bufala mediatica per vendere milioni di dosi e far vaccinare milioni di persone ignare? Far passare leggi ad hoc che violano i diritti civili, come in America? Si tratta di un test sulla popolazione?
O tutto questo assieme?

Esercitazione in Texas
Il sempre vigile e attento giornalista Maurizio Blondet segnala in un suo articolo (www.effedieffe.com) che a Seguin, una cittadina del Texas vicino a San Antonio e quasi confinante con il Messico, il quotidiano locale, "Seguin Gazette-Enterprise", del 19 aprile 2009 ha dato la notizia di una esercitazione (che avverrà il 2 maggio prossimo) che simulava una vaccinazione di massa! 
Tale esercitazione era la risposta ad una "eventuale" pandemia infettiva. Strana coincidenza, vero? 
Come strane sono quelle 500.000 bare di plastica pronte per l'uso (quale non si sa), che la F.E.M.A. (Federal Emergency Management Agency) conserva nei suoi depositi (vedi video, http://dailymotion.virgilio.it/video/x6ggje_500000-cercueils-prt-lemploi-aux-us_news o cerca su YouTube).
Gli americani conoscono molto bene le esercitazioni, per esempio l'11 settembre 2001 ne erano in corso diverse, e guarda caso proprio per "attacchi aerei"...

Qualcosa da sapere sui virus
A prescindere dalle risposte precedenti vediamo cosa potrebbero essere i virus.
Nonostante quello che ci vengono a raccontare, i virus non sono microrganismi perfidi e terribili, ma delle semplici “proteine a DNAâ€.
In pratica i virus sono dei pezzi di DNA avvolti da una capsula proteica.
Quindi non â€esseri†superintelligenti e subdoli pronti ad uccidere milioni di persone e/o animali, ma delle sostanze aggregate in molecole complesse (alle volte tossiche) racchiuse in una capside di materiale proteico.[6]

Il problema per tanto è sempre del terreno biologico, ed è in questo che va ricercata la causa fisiologica delle malattie.
La duplicazione dei virus avviene per opera delle cellule, quindi per opera del terreno!
Un terreno alterato (e tra poco capiremo in che modo) produce questi virus e non il contrario.

Secondo il biologo francese Gaston Naessen (ideatore del microscopio particolare chiamato Somatoscopio, che ingrandendo di 30 mila volte permette l’osservazione di organismi viventi piccolissimi senza ucciderli) i virus sono agenti utili alla ricostruzione delle zone ammalate dei tessuti, come spiegato anche dal dottor G.R. Hamer nelle cinque leggi biologiche della “Nuova Medicina Germanicaâ€.
Anche il virologo Stefan Lanka (il primo ad isolare un virus marino) è della stessa opinione.
In tutte le sue osservazioni scientifiche non ha mai visto un virus uccidere nessuno, per il semplice fatto che il virus si occupa di “trasportare informazioni†da una cellula all’altra.[7]
In pratica, secondo il prof. Lanka, il virus è una specie di “postino cellulare†che viaggia a bordo del DNA.
Informazione ricoperta da una proteina.

Ecco perché il biologo P. Medawar definisce “virus†come un “cattivo messaggio (informazione tossica) avvolto da una proteinaâ€[8]
Questa “cattiva informazione rivestita da proteina†in un organismo debilitato, il cui terreno biologico è pregno di tossine, inquinato da anni di alimentazione spazzatura (come la stragrande maggioranza di noi occidentali) è normale aspettarsi dei danni.
Il sistema immunitario è occupato a fagocitare gli scarti metabolici (tossine, metaboliti, metalli pesanti, ecc.) creati dal nostro stile di vita e quindi non è in grado di riconoscere questi agenti, che per questo trovano lo spazio per moltiplicarsi a dismisura senza alcun intoppo.
La Vis Medicratix Naturae, cioè la “forza risanatrice†che ogni essere vivente possiede, è totalmente esaurita dallo sforzo del corpo di espellere tali pericolosi rifiuti.

Il virus in un organismo sano, il cui terreno è in equilibrio, non crea alcun problema (moltissime persone nel 1918 sono venute a contatto con la “Spagnola†ma non sono morte e neppure ammalate. Come mai?).
In questo caso il virus non può creare alcun problema, perché verrà riconosciuto immediatamente e non replicato o addirittura fagocitato (se fosse necessario) da un sistema immunitario attivo e perfettamente funzionante.
La Vis Medicratix Naturae risanerà completamente il corpo.

Detto questo è sottinteso l’importanza dello stile di vita nella prevenzione e nella cura delle malattie infettive.
Ricordando che la prevenzione si fa quando si è sani e si sta bene, non quando si è malati, in questo caso si parla di cura.

Per esempio:
-         Mangiando cibi industriali morti pregni di additivi chimici (aromi, conservanti, coloranti, ecc.). Questi non vengono riconosciuti dall’organismo e dal sistema immunitario e creano tossiemia;
-         Mangiando (in eccedenza) proteine animali (carne, uova, pesce, latte e derivati) si aumenta il carico tossinico e l’acidità del terreno biologico. Il terreno della salute è alcalino e non acido.
-         Combinando gli alimenti in modo scorretto (amidi-proteine, grassi-proteine, zuccheri-proteine, zuccheri-amidi, acido-proteine, acido-amidi, ecc.) si provocano fermentazione e putrefazione intestinale aumentando l’acidificazione e dando origine a problematiche anche serie.

Questo insieme di fattori crea tossiemia (base per qualsiasi malattia) che blocca il sistema immunitario e svuota totalmente la Vis Medicratix Naturae.
Il tutto viene aggravato dal mondo dei sentimenti sempre più bersaglio da “operazioni†mirate ad aumentare nelle masse emozioni che bloccano e debilitano dall’energia vitale.
Una tensione – di qualsiasi tipo - prolungata nel tempo snerva il corpo (energia muscolare e funzionale che possiede ogni organo); mentre una paura costante paralizza le coscienze impedendo all’uomo di agire, diventando l’artefice della propria vita.
I giornali in generale e particolarmente la televisione, sono in prima linea nel creare e spedire “virus mediaticiâ€: “informazioni tossicheâ€, dannose e debilitanti per l’essere umano.
Per tanto una semplice chiave per potenziare l’organismo e proteggerlo da eventuali “attacchi†esterni e/o interni è alimentarsi correttamente, bloccando ogni mezzo “infettivo virulentoâ€: giornali e tivù.


[1] “L’OMS: ‘un virus ignoto, la situazione è seria’â€, Natalia Andreani, “Il Mattino di Padovaâ€, 26 aprile 2009
[2] “Noi non importiamo quella carneâ€, “Il Mattino di Padovaâ€, 26 aprile 2009
[3] Dichiarazione di Ferruccio Fazio, Sottosegretario alla Salute.
[4] “Laboratori e vaccini dei soldati: negli USA dilaga la psicosiâ€, Guido Olimpio, “Corriere della Seraâ€, 26 aprile 2009
[5] "La sorveglianza dell'influenza umana, aspetti epidemiologici" Azienda USL 4 Prato, 19 novembre 2004
[6] “Cosa è un virusâ€, tratto da www.mednat.org
[7] Idem
[8] Idem

www.disinformazione.it

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1° MAGGIO - FESTA DEI LAVORATORI - SAN PRECARIO

Giovani. Fannulloni. Apprendisti. Mal pagati. Precari.

Potete chiamarci come volete. Ormai giovane è sinonimo di precario. Il precariato è entrato stabilmente nella nostra società ed è diventato una tappa della vita di ogni giovane.

Lunghi anni di studi all'Università (per chi può permetterseli) per avere un pezzo di carta. Che ti garantirà un futuro buono, un lavoro dignitoso e un buon stipendio (così ti vogliono far credere).
Poi si entra nel mercato del lavoro e ti accorgi che quel pezzo di carta serve a poco, difficilmente troverai lavoro per ciò che hai studiato. Per andare avanti devi svenderti al primo offerente e al primo lavoro che trovi. La tua forza al servizio della produzione e la tua creatività al servizio dell'alienazione. Vengono cercati giovani con esperienza, già pronti per l'uso (come si può avere esperienza dopo aver appena concluso un percorso di studi?!). E ancor peggio quando è richiesta la bella presenza, con tanto di foto allegata al curriculum. Come dire, dovrai lavorare lunghe giornate ma sempre con il sorriso stampato in faccia! Come se il DIRITTO AL LAVORO fosse una questione di bella presenza. Come se le vendite fossero conseguenze di belle commesse.
Senza nessun tipo di formazione specifica, vieni messo al lavoro, per ore sulla macchina in catena o come cassiera al supermercato. Turni spezzati durante la giornata, sabati domeniche e festività. Sì, anche il 25 aprile ed il 1° maggio sono giorni lavorativi per molti giovani. Il consumismo non può fermarsi mai. Neanche per una giornata, per la Festa della Liberazione o per la Festa dei Lavoratori!
In caso di infortunio, malattia, maternità il contratto a progetto ti viene sospeso, senza retribuzione! Non hai diritti, hai solo il dovere di lavorare!

Il contratto di lavoro DETERMINATO dura pochi mesi, poi arriva il giorno della scadenza e ci si deve affidare a San Precario, sperando che venga rinnovato per altri mesi o trasformato in contratto a tempo indeterminato (impossibile!).
Al peggio devi ricominciare a cercare un altro lavoro. Altri mesi, colloqui, stesse risposte. E intanto passano i giorni ed il futuro è qualcosa che non ti appartiene. È già complicato pensare al presente. Progetti di famiglia, mutuo per la casa, indipendenza dalla famiglia vengono messi da parte.

Ragazzi laureati, pieni di energia e di nuove idee, costretti a cercar fortuna all’estero. In Italia questi giovani non sono una risorsa importante come negli altri Paesi, nei quali vengono subito assunti con contratti a tempo indeterminato e valorizzati per le loro notevoli capacità.

Bisogna saper dare fiducia ai giovani, investire in loro. Perché i giovani hanno voglia di fare e possono dare una spinta positiva ed importante allo sviluppo della società. Offrire loro la possibilità di realizzarsi per quello che hanno studiato, offrire loro un lavoro dignitoso. Investire nella ricerca e nelle Università perché tutti i giovani possano ricevere la formazione migliore possibile. Garantire un lavoro significa garantire loro una base sulla quale costruire il futuro.

DETERMINATO è di sicuro il nostro animo. DETERMINATI ad andare avanti. A non credere in questo modello di sviluppo. Il mondo che ci stanno lasciando non ci interessa. Vogliamo costruirne uno nuovo!

Collettivo Uscita di Sicurezza


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25 APRILE: OCCHIO NON VEDE, CUORE NON DUOLE

Sabato 25 aprile 2009, a distanza di 64 anni dalla liberazione dal regime fascista, molti centri commerciali resteranno aperti. Non ci sarebbe nient’altro da aggiungere, ma siccome "l’essenziale è invisibile agli occhi" è meglio spiegarsi. Mettendo subito in chiaro che il 25 aprile 1945 è stata vinta una battaglia ma non la guerra. O forse nemmeno questa battaglia è stata vinta. O forse ci è stata sottratta la vittoria. Nell’ultimo sessantennio abbiamo infatti assistito alla formazione di un impero ancora più vasto, capace di sgretolare tutti quei valori culturali e sociali capaci di distinguerci nel nostro essere uomini. Abbiamo assistito al proliferare di industrie, alla distruzione incontrollata di immensi territori naturali, all’importazione forzata del capitalismo nei paesi del terzo mondo in nome di un ipotetico sviluppo, all’omologazione sotto il simbolo del dollaro. Col proliferare dell’ultra-produzione e del consumismo sfrenato ci siamo lasciati lobotomizzare e persuadere che il modello capitalista sia l’unico attuabile e l’unico in grado di soddisfare i nostri bisogni. Cerchiamo di trovare un senso alla nostra esistenza comprando automobili, aprendo mutui, trascorrendo i fine settimana nei centri commerciali. E ci convinciamo che sia davvero la cosa giusta da fare, così come lavorare sfruttati, pagando col sangue tutto quello che consumiamo, facendo straordinari per permetterci il superfluo del superfluo e anche per sentirci soddisfatti, per sentirci a posto con noi stessi, contenti di avere fatto la nostra parte in questa società di merda. Una società incentrata sul PIL, su trasferimenti di capitale, sulla produzione incontrollata di "beni" . Banchieri, padroni, politici, servizi segreti e militari gestiscono questa rete criminale, un modello autodistruttivo che pesa sulle spalle di miliardi di persone. Paesi in via di sviluppo stuprati economicamente e culturalmente dall’occidente pseudo-civilizzato. Paesi le cui risorse naturali vengono saccheggiate (innumerevoli materie prime quali diamanti, oro, uranio, rame, petrolio, nichel, cobalto…). Paesi nei quali vengono sradicate culture e tradizioni millenarie, strutture sociali basate sulla solidarietà e sul mutuo soccorso infettate dal germe neo liberista. Davanti a tutto questo come possiamo trovare una differenza sostanziale tra il colonialismo fascista e il neoimperialismo capitalista? Come vedere una concreta differenza tra un regime che impiccava i dissidenti ai lampioni delle strade e una pseudo-democrazia che taglia le gambe ad ogni forma di antagonismo? Una democrazia che colpisce arrestando e picchiando, molto più spesso di quanto si possa credere anche uccidendo, una democrazia che si infiltra nei movimenti per distruggerli? Il fascismo è stato un modello gerarchico e classista capace di mantenere per vent’anni una sorta di "pace" grazie alla paura instaurata dalla violenza squadrista. Un movimento nato per reprimere le lotte di classe e sostenuto dai ceti medio-alti della borghesia, condito da una forte dose di populismo molto coreografico e spettacolare capace di rapire le menti di molti italiani. La parola e l’immagine avevano un peso notevole ma minore rispetto alla brutalità quotidiana, che non veniva nascosta ma era quasi motivo di orgoglio. Il capitalismo odierno ha imparato bene questa lezione, ha capito che la forza della parola e l’apparenza sono l’arma più forte. Si sviluppa una dittatura più subdola, imposta sottilmente e lentamente, che invade le menti e le manovra, un processo che si protrae per generazioni. Quando parliamo di "sviluppo" non parliamo della brutalità colonialista ma della necessità di aiutare quei poveri barbari morti di fame che (non si sa per quale motivo) hanno bisogno di noi. Quando parliamo di "terrorismo" non parliamo di forme di difesa contro invasori che bombardano a tappeto e si insediano nei territori occupati ma parliamo dell’arabo sanguinario che si fa esplodere in chiesa in nome di Allah. Questi non sono dettagli, sono esempi di come sia facile lasciarsi abbindolare dal nuovo regime. Più il tempo passa e più questa situazione andrà peggiorando, radicandosi sempre di più nelle nostre menti. è ora di riprendere in mano le nostre vite, dobbiamo ritrovare noi stessi e smetterla di farci sopraffare dal vuoto che ci viene imposto.

CHE IL FUOCO DELLA RIVOLTA TORNI A BRUCIARE, CHE LA GIOIA E LA NECESSITà DELLA LOTTA TORNINO AD ARDERE IN NOI! RIPRENDIAMOCI LE NOSTRE VITE, PER IL NOSTRO DOMANI! RIPRENDIAMOCI IL NOSTRO MONDO, IL NOSTRO TEMPO, TUTTO Ciò CHE CI è STATO SOTTRATTO DA POCHI INFAMI!

"Noi, noi rovesceremo l'orgoglio delle vostre automobili noi, noi distruggeremo la felicità delle vostre domeniche perché noi, noi vi abbiamo condannati a morte nel vostro quieto vivere voi, voi vi siete condannati a morte nel vostro quieto vivere... "

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Per la guerra i soldi non mancano mai

I nuovi caccia F-35 costeranno 13 miliardi

Mercoledì scorso, due giorni dopo il terremoto in Abruzzo, le Commissioni Difesa di Senato e Camera hanno espresso parere favorevole sul piano governativo per l'acquisto di 131 caccia-bombardieri F-35 e per l'ampliamento della base aerea di Cameri (Novara) dove i velivoli verranno assemblati.
Un piano di riarmo che in diciotto anni ci costerà oltre 17 miliardi di dollari, pari a 13 miliardi di euro.
Una spesa enorme - soprattutto se paragonata alle centinaia di milioni che il governo non trova per aiutare i terremotati abruzzesi - "a cui si faraÌ€ fronte - si legge nel documento della Commissione camerale - attraverso risorse giaÌ€ individuate nell'ambito delle disponibilitaÌ€ dello stato di previsione del Ministero della Difesa noncheÌ attingendo ad altre fonti di finanziamento". Ora al piano manca solo la formale approvazione in aula, dove si prevede un largo consenso 'bipartisan'.
Vi riproponiamo l'articolo che PeaceReporter aveva pubblicato appena appresa l'esistenza di questo piano.
26 marzo 2009 - Entro il 16 aprile le commissioni Difesa di Camera e Senato dovranno esprimersi sul programma di riarmo aeronautico presentato dal ministro della Difesa Ignazio La Russa, che prevede l'acquisto di 131 caccia-bombardieri da attacco F-35 Lightning II nell'arco dei prossimi diciotto anni. Spesa complessiva: oltre 13 miliardi di euro. Velivoli 'stealth' di quinta generazione che dal 2014 dovrebbero progressivamente sostituire tutta la flotta aerea d'attacco italiana, attualmente composta dai Tornado e dagli Amx dell'Aeronautica e dagli Harrier-II della Marina. Sessantanove F-35A a decollo convenzionale verrebbero destinati alle forze aeree, mentre sessantadue F-35B a decollo rapido o verticale andrebbero a finire sui ponti delle portaerei 'Gar baldi' e 'Cavour'.
Per le missioni all'estero. Nei mesi scorsi il capo di Stato Maggiore della Difesa, generale Vincenzo Camporini, aveva definito l'acquisizione degli F-35 "assolutamente vitale per la difesa" del nostro Paese. In realtà, per la 'difesa' propriamente detta dello spazio aereo italiano sono già stati spesi oltre 7 miliardi di euro per l'acquisto di 121 caccia Eurofighter in sostituzione dei vecchi F-104. Pur definendo il programma come "destinato alla difesa nazionale", il testo che il ministro La Russa ha sottoposto alle commissioni parlamentari - e di cui PeaceReporter ha ottenuto copia - enuncia chiaramente la destinazione d'impiego degli F-35 "nelle missioni internazionali a salvaguardia della pace" in virtù della loro "spiccata capacità di impiego fuori area".
Un affare per Finmeccanica. I caccia F-35 sono il frutto del programma di riarmo internazionale Joint Strike Fighter (Jsf) lanciato dagli Stati Uniti a metà degli anni '90, al quale hanno aderito molti Paesi alleati, tra cui l'Italia nel 1996 con il primo governo Prodi (adesione confermata nel 1998 dal governo D'Alema e nel 2002 dal secondo governo Berlusconi). Il nostro Paese partecipa al consorzio industriale Jsf - guidato dalla statunitense Lockheed Martin - tramite l'Alenia, l'azienda aeronautica del gruppo Finmeccanica. Lo stabilimento piemontese di Cameri (Novara) verrà attrezzato per diventare l'unica linea di montaggio finale del velivolo al di fuori fuori dagli Stati Uniti, dove verranno assemblati tutti gli F-35 destinati alle forze aeree del Vecchio Continente (per ora è certa l'Olanda). Secondo i piani, l'Alenia di Cameri si occuperà anche delle successive revisioni e aggiornamenti per tutta la vita operativa degli F-35, vale a dire per altri trentacinque anni circa.
Un riarmo contro la crisi. Secondo la Difesa, il super-bombardiere F-35 creerà almeno 10 mila posti di lavoro, genererà un forte sviluppo tecnologico dell'industria italiana e determinerà un incremento del Pil. Insomma, il riarmo come via d'uscita dalla crisi economica, come con la Grande Crisi degli anni '30 e con la Grande Depressione di fine '800. Peccato che in entrambi i casi questa strada abbia condotto a guerre mondiali. Di certo - questo il documento di La Russa non lo dice - l'impiego dei nuovi bombardieri nelle missioni "di pace" produrrà anche morti, mutilati e sofferenza. E se non dovessero mai venire usati - improbabile - risulteranno del tutto inutili. Forse questi 13 miliardi di euro di denaro pubblico - nostro - potrebbero essere investiti in qualcosa di più utile alla collettività. Spetta alle due commissioni parlamentari decidere nelle prossime settimane.

Clicca qui per scaricare l'atto governativo (.pdf)

Articolo tratto da PeaceReporter Torna al menù



Gazeta Romaneasca


LA ROMANIA RISPONDE ALLA DEMONIZZAZIONE MEDIATICA MESSA IN ATTO DAGLI PSEUDO-GIORNALISTI ITALIANI A DANNO DEGLI IMMIGRATI RUMENI. SBATTERE IN PRIMA PAGINA I CRIMINI COMMESSI DAGLI STRANIERI è UNA TATTICA CHIARAMENTE FINALIZZATA A CREARE AVVERSIONE VERSO L'IMMIGRATO. La cronaca nera fa sempre notizia, perché allora non sfruttare l'occasione per incanalare l'odio verso il diverso? ovviamente generalizzando, perchè se un rumeno ruba, uccide o stupra allora ogni rumeno diventa un potenziale ladro, assassino o stupratore. Ma a quanto pare anche gli italiani rubano, uccidono e stuprano, potrà sembrare incredibile ma è davvero così! Ed ecco che il direttore della gazzetta rumena decide di dedicare un numero del suo settimanale ai crimini commessi dagli italiani a danno di alcuni rumeni, DIMOSTRANDO QUANTO SIA PERICOLOSO FARE "GIORNALISMO" IN QUESTO MODO.

Roma - 7 marzo 2009 - Il numero in edicola di Gazeta Romaneasca, il settimanale dei romeni in Italia, ha una prima pagina diversa da tutti i numeri precedenti. L'apertura è dedicata al pedofilo italiano che a Napoli ha stuprato un bambino rumeno di 8 anni, sotto si parla dell'italiano ubriaco e drogato alla guida che ha ammazzato un romeno vicino a Capena, infine c'è la ladra italiana catturata da due rumeni a Trento.
"Abbiamo fatto un esperimento: sbattere in prima pagina il mostro italiano", dice il direttore editoriale del giornale, Sorin Cehan. "Farà capire ai nostri lettori il meccanismo perverso usato da alcuni giornali italiani che genera poi la rivolta dei cittadini contro un intero popolo".
Nell'editoriale, il direttore spiega la scelta: "Una volta, una sola volta proviamo a fare una prima pagina nello stile oramai consacrato della stampa italiana. Sono tutti fatti reali, ma estratti con la pinzetta dalla realtà. L'immagine degli italiani è filtrata dalle stesse lenti con le quali loro ci osservano tutti i giorni: la cronaca nera di quanti uccidono, stuprano e rubano".
"Il fatto di cronaca, si impara nelle scuole di giornalismo, è chiuso in se stesso. Per questo le pagine di cronaca nera di solito alla fine dei giornali, perche il loro significato è pari quasi a zero. – scrive Cehan - Se uno stupratore romeno aggredisce un'italiana, non significa che "i romeni violentano le italiane", cosi come l'italiano che abusa di un bambino romeno non rappresenta "gli italiani che stuprano i bambini romeni".
"Abbiamo avuto difficoltà a trovare i nomi degli accusati e le loro fotografie, perché la stampa italiana non ha dato loro importanza. La maggior parte dei giornali non dà i nomi degli arrestati italiani, al massimo le iniziali, e le fotografie sono una rarità. Una pratica corretta, visto la presunzione d'innocenza della quale gode chiunque, in uno stato democratico e moderno, per quanto odioso possa essere il fatto di cui è accusato.
"Con i romeni, è il contrario. Sono filmati in diretta, sbattuti in primo piano, condannati già dalla stampa. La manipolazione dell' opinione pubblica è diventata grossolana ed è dannosa. La prima pagina può essere fatta in tanti modi. Questo è il modo più sbagliato" conclude il direttore di Gazeta Romaneasca.

BASTA GUERRE TRA POVERI! NON ESISTONO RAZZE!

articolo tratto da www.stranieriinitalia.it

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ACQUA IN BOCCA!

La privatizzazione dell'acqua

Acqua in bocca...sì ma non nella nostra: il governo Berlusconi infatti, senza dire niente a nessuno, ha dato il via alla privatizzazione dell'acqua pubblica. Il Parlamento ha votato l'articolo 23bis del decreto legge 112 del ministro Tremonti, che afferma che la gestione dei servizi idrici deve essere sottomessa alle regole dell'economia capitalistica. Così il governo Berlusconi ha sancito che in Italia l'acqua non sarà più un bene pubblico ma una merce, e quindi sarà gestita da multinazionali (le stesse che possiedono l'acqua minerale). Già a Latina, la Veolia (multinazionale che gestisce l'acqua locale) ha deciso di aumentare le bollette del 300%. Ai consumatori che protestano, Veolia manda le sue squadre di vigilantes armati e carabinieri per staccare i contatori. La privatizzazione dell'acqua che sta avvenendo a livello mondiale provocherà, nei prossimi anni, milioni di morti per sete nei paesi più poveri. L'uomo è fatto per il 65% di acqua, ed è questo che il governo italiano sta mettendo in vendita. L'acqua che sgorga dalla terra non è una merce, è un diritto fondamentale umano e nessuno puo' appropriarsene per trarne illecito profitto. L'acqua è l'oro bianco per cui si combatteranno le prossime guerre. Guerre che saranno dirette dalle multinazionali alle quali oggi il governo, preoccupato per i grembiulini, sta vendendo il 65% del nostro corpo.
FATE GIRARE: METTETENE A CONOSCENZA PIU' GENTE CHE POTETE Anche se qualcuno ha già ricevuto questa mail non importa, essere consapevole di quel che accade nel nostro paese non è mai abbastanza. Per cominciare, mettiamone al corrente il maggior numero possibile di persone. Non sottovalutiamo questo tam-tam. Non tiriamoci indietro perchè "tanto è inutile". Si può perdere in tanti modi: il peggiore è far finta di niente.

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LA SOTTILE LINEA VERDE - POPULISMO ED IPOCRISIA

DATECI UNA MANO AD INCENDIARE IL PIANO PADANO

(SICCOME NOI NON PARLIAMO PER SLOGAN QUESTO VOLANTINO è ABBASTANZA LUNGO! SE SIETE INTERESSATI SOLO AGLI SPIETATI INSULTI CONTRO LA LEGA NORD LANCIATI DA PARTE DI NOI ANARCO-INSURREZIONALISTI-COMUNISTI-MANGIABAMBINI-STALINISTI-SESSANTOTTINI-MAOISTI PASSATE DIRETTAMENTE ALLA SECONDA FACCIATA MA SAPPIATE CHE PERDERETE IL FILO LOGICO!)

È chiaro da qualche settimana che il clima politico che si respira a Romano (così come a Bergamo e in molti altri paesi della bergamasca) è stato calibrato in funzione delle prossime elezioni. A livello nazionale la situazione non è affatto rosea: avanza l'ombra nefasta di una crisi economica che ha messo in ginocchio le principali potenze occidentali con migliaia di cassaintegrati e licenziati e artigiani indebitati fino al collo per cercare di salvare le proprie ditte. Tutto questo viene sapientemente occultato dalla forza lobotomizzante esercitata dal tubo catodico, che riesce a convincerci che sia più importante la costruzione del ponte sullo stretto di Messina, della Freccia Rossa o della TAV. Ma questa è solo la punta dell'iceberg, da più di due mesi infatti non fanno che bombardarci con due diversi tipi di notizie: l'allarme stupratori (ovviamente immigrati) e il problema dell'immigrazione (soprattutto clandestina).
È davvero ridicolo vedere come gli scimmieschi abitanti di questa triste repubblica delle banane si agitino e si infervorino all'improvviso, solo quando la violenza fa notizia. È da più di quarant'anni che movimenti (femministi e non) lottano per denunciare la violenza (non solo fisica) di una società ancora permeata di maschilismo, mettendo nero su bianco che gli abusi più frequenti sono quelli che avvengono tra le mura di casa, dove spesso la donna è vittima sia di percosse che di insulti e offese. Non solo, sono molto frequenti anche i casi di violenza su minori (bambini picchiati brutalmente, ragazzine stuprate dal padre) che sono molto più difficili da denunciare. Ma ovviamente l'interesse di giornalisti e governo non è quello di fare chiarezza, bensì incanalare l'odio e la frustrazione del cittadino medio, su cui gravano piccole ingiustizie quotidiane, verso qualcosa di fisico, verso qualcuno con cui si ha a che fare quotidianamente, qualcuno che magari sia anche diverso, in modo che l'istinto primordiale di diffidenza prenda il sopravvento. È chiaro che si tratta del cencioso immigrato con la pelle scura e i denti storti, che si veste un po' trasandato e frequenta il bar sotto casa, un'immagine in netto contrasto con quella del piccolo borghese…. della bassa lombarda.
Chi si ricorda dello stupro avvenuto a Roma la notte di capodanno? Forse molti, forse no, fatto sta che non se ne parla più da quando il colpevole (italiano) ha confessato. Eppure nessuno ha tentato di linciarlo, anzi, gli amici gli hanno pure fatto uno striscione per sostenerlo durante il buio periodo che stava attraversando. Per quanto riguarda il caso di Caffarella invece la situazione è degenerata, in puro stile CSI dei poveri, grazie alla solita "informazione alla pizza, spaghetti e mandolino". Sembra che non ci siano molte prove contro quelli che ormai sono additati come i due carnefici, ma la pubblica opinione si è ormai fatta una certa idea nei loro confronti, idea per niente positiva. Potranno avere i loro precedenti ed avere commesso altri reati in passato, e nessuno li discolpa per questo, ma non c'è stato alcun motivo di averli accusati di uno stupro che … non hanno commesso se non la campagna mediatica di cui sono stati vittime. C'è del macabro in tutto questo, una storia che ricorda vagamente quella di Sacco e Vanzetti. Si sbatte in galera e si butta via la chiave, il problema è così risolto, ci si sente in pace con sé stessi. Giustizia è stata fatta, in un modo o nell'altro. Non importa come, quello che importa è sentirsi liberati da un peso, sentirsi nucleo operativo di una struttura sociale efficiente in grado di migliorarsi costantemente eliminando i frutti marci…
Nel frattempo i licenziamenti continuano; la gente continua a morire sul posto di lavoro; la mafia agisce indisturbata; i banchieri ed i politici ingrassano; l'istruzione viene colpita duramente; il giornalismo agonizza ed obbedisce al padronato.
Nel frattempo le donne vengono ancora violentate, valgono ancora meno di un uomo, sono ancora vittime di violenze fisiche e psicologiche e la causa di tutto questo non è sicuramente l'immigrato stupratore che fa notizia sui tg e giornali. Come se l'immigrato possedesse il gene dell'abuso sessuale.

Ma veniamo alla situazione di Romano, denunciando in tre punti le ultime iniziative POPULISTE ed IPOCRITE della Lega Nord, notando come l'unico punto di forza sia come sempre cavalcare l'ondata di malcontento generale sorvolando i problemi concreti (leggasi appunto come POPULISMO, necessità di fare colpo sulla gente con slogan ed iniziative appariscenti solo al fine di assicurarsi voti).

  1. I MANIFESTI CONTRO LA CEMENTIFICAZIONE: FATE RIDERE BUFFONI! Il collettivo UDS, assieme ad altre realtà della bassa, è da anni che si impegna in una lotta contro il degrado urbano e sociale causato dalla costruzione di inutili palazzine e condomini, nuovi centri commerciali e rotonde, orbitanti attorno a gare d'appalti ed alla costruzione dell'autostrada BRE-BE-MI. Abbiamo presidiato alcune zone di Romano, volantinato e soprattutto fatto diverse assemblee per spiegare, con l'intervento di esperti (ingegneri e studiosi del fenomeno di espansione urbana), l'inutilità di queste opere. Chi si è sempre schierato a favore della cementificazione (sostenendo tutt'ora il progetto bre-be-mi) se non la Lega Nord? Chi inveiva contro i detrattori di questi progetti? Chi addirittura ha indetto assemblee per “spiegarne†(a modo suo…) l'effettiva utilità? LA LEGA NORD SIGNORI, sempre loro. Non fatevi fregare romanesi! State bene attenti!
  2. LA RACCOLTA FIRME PER LA CASTRAZIONE CHIMICA: iniziativa che si ricollega a quanto già detto circa il bombardamento mediatico contro l'immigrato stupratore. Cosa fanno questi signori in occasione della giornata della donna? Raccolgono firme per la castrazione chimica. Oltre a denunciarne l'inutilità poiché la violenza fisica non è mai stata un utile deterrente; oltre a far notare che, come per la pena di morte, la certezza della pena non è sempre valida, ovvero castrare un innocente, anche se una volta su 100, è eticamente inaccettabile (e chi non è d'accordo si metta in fila per farsi castrare, si renderà conto che per lui non si tratta più di uno su cento ma del cento per cento). Oltre a questi due aspetti fondamentali contro, ribadiamo ancora il fatto che la violenza domestica è quella più diffusa e se la giustizia è uguale per tutti dovrebbe essere applicata allo stesso modo per chiunque, non solo con il lurido immigrato ma anche con il benpensante che ne ha fatte passare di tutte alla moglie e la domenica mattina esce da messa sgargiante e sorridente. Inutile dire che una pena del genere sarebbe applicata solo agli strati sociali più bassi, diventando inoltre l'ennesimo specchio per le allodole volto a distrarre dai problemi reali e finalizzato a sfogare la rabbia repressa delle masse.
  3. LA DISTRIBUZIONE DELLE MIMOSE CON TANTO DI STEMMA PADANO: QUI SI TOCCA IL FONDO, FATE DAVVERO SCHIFO! Non solo il gesto intrinsecamente POPULISTA (sì populista è un termine che ricorre spesso, chiedetevi perché) di distribuire mimose l'8 Marzo, passando di casa in casa la mattina … I signori leghisti hanno avuto il coraggio di fare propaganda IN OSPEDALE, distribuendo mimose alle malate. Oltre al fatto che è ILLEGALE, giudicate voi quanto possa fare schifo un gesto del genere, tentare di accaparrarsi voti consegnando mimose-padane a gente malata, della serie “il cavaliere crociato non solo ti salva dagli stupratori ma anche dai tumoriâ€.

Detto questo ci chiediamo come sia possibile sostenere un partito del genere, capace solo di cavalcare l'isteria di massa e sostenitore di iniziative e progetti incivili, anti-etici e menzogneri (i manifesti contro la cementificazione sono una delle mosse più ipocrite che potessero fare).

ROMANO ALZA LA TESTA! LA LEGA NORD NON FA PER TE!
LA LEGA NORD NON FA PER L'ITALIA!
FUORI IL LEGHISMO DALLE NOSTRE VITE!

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Sabato 28 Febbraio 2009, Bergamo: una riflessione dovuta

Sono indignato. Sono indignato per chi, con lo scopo compiere gesti fini a se stessi (scrivere sui muri, cercare rissa con sbirri armati di manganello/scudo/coperture varie, spaccare vetrine) si intrufola in un movimento, rovinandone la faccia e distorcendone le buone intenzioni permettendo così ai "benpensanti" (giornali, siti internet, opinione pubblica in genere) di avere carta bianca per sparare a zero su tutto e tutti. Perchè la classe dirigente e la gente comune a presentare proposte costruttive e sensate fanno molta fatica...ma quando si tratta di sparare a zero sono tutti dei geni. Stamattina infatti, essendo una persona molto curiosa, mi sono messo a spulciare la rete per vedere che reazione avesse avuto l'opinione pubblica bergamasca e non, di fronte ai fatti di ieri, Sabato 28 Febbraio 2009. E per l'ennesima volta mi sono trovato di fronte ad una dimostrazione di ignoranza e superficialità da far rabbrividire, ma allo stesso tempo, specchio di un'Italia in cui la situazione poltico-culturale sembra ormai ferma ad un punto morto se non addirittura stia regredendo. Commenti come i seguenti dicono molto (tralascio gli appunti di ortografia e grammatica altrimenti non finirei più):

su bergamonews.it (http://www.bergamonews.it/bergamo/articolo_commenti.php? id=7702&start=1):

"gli anarchici contro le regole mai? ricordo contro i savoia fuori dal san marco con striscione che era contro la costituzione, ad ogni modo chi ha fatto casino sono i rossi FN ha fatto tutto secondo la legge, e i bastoni li entrambi se per legge possono farsi una sede non capisco tutte le supposizioni. L'odio razziale? bhe! ricordo anni fa qualcuno che si diceva che odiava i meridionali, ma poi? ora sta al governo quindi okkio a cosa fate, più date importanza e più crescono!!" arcierebergamasco

"Meglio cento volte Fn agli anarchici, almeno i primi lavorano, i secondi sono tutti dei mantenuti" M.C.

"i facinorosi stavolta mi pare siano da una sola parte sindaco Bruni..." un bergamasco

su ilmessaggero.it (http://www.ilmessaggero.it/articolo.php?id=48659&sez=HOME_INITALIA#IDX):

"Questa sinistra ci porterà ad una guerra civile, come hanno sempre fatto nella loro storia. Gli manca il rispetto elementare, e cioè il rispetto delle idee altrui." Piero

"viva il tricolore italiano,non siamo venduti come la six (sinistra, ndr),dove hanno governato hanno finito per sempreeee." vincenzo

"Non ho alcuna simpatia per Forza nuova, ma non mi sfiora neanche il pensiero di sentirmi legittimato a impedire che abbiano una loro sede, se:, ripeto: se, ed ancora: se, sono in possesso di tutti i titoli autorizzativi. E neanche mi sognerei di dire alcunchè se i "democratici custodi della democrazia" dei centri sociali aprissero, anche loro, una sede, pagandosela, però, anziché occuparla con prepotenza. E allora, chi è che si deve vergognare? Debbono vergognarsi quelli come te, che si sentono depositari della verità assoluta e del diritto di impedire ad altri, fossero anche "forzanosvisti", di scegliersi un luogo dove riunirsi dopo aver richiesto i necessari permessi. Bei custodi della democrazia, che siete! E lascia stare la polizia: se una colpa ha, è quello di permettere a voi, pseudo custodi della costituzione, di calpestarla sempre e comunque!" Marco50

su Indymedia:

"io non son di FN ma vi diro' che una loro sede vicino alla via "fogna" quarenghi mi fa felice....anche se poi certo bisognera' aspettar giugno con l'avvento della Lega a Bergamo per vederla ripulita e riconsegnata a i Bergamaschi.." Anonimo

non vado oltre.

Sono soprattutto indignato e per l'ennesima volta deluso da un governo che da tempo ormai sembra essere occupato solo a farsi leggi ad personam mentre sembra dimenticarsi, ad esempio, di un importante articolo della Costituzione conosciuta come Legge Scelba. Mi chiedo come possa esistere ancora gente che crede l'Italia un paese libero e democratico (libertà e democrazia: le parole più abusate degli ultimi anni dai partitelli di massa che ancora controllano questo paese), quando intanto viene permesso ad un partito FASCISTA come Forza Nuova di aprire sedi ovunque o quando viene permesso ad un partito altrettanto razzista e xenofobo come la Lega Nord di occuparsi di questioni cruciali come l'immigrazione. Stiamo parlando di Forza Nuova, un partito che dietro la maschera del buonismo nazionalitario ("ognuno deve poter vivere armoniosamente nella propria terra") nasconde il volto di tutte quelle teste rasate (è un eufemismo, non portano tutti necessariamente quest'acconciatura) che volente o nolente sono lo specchio dell'ideologia portata avanti dal partito stesso. Riduttivo? No, semplicemente la realtà. E qui non si tratta di "negazione della libertà di espressione" come molti vanno urlando appena vedono sventolare una bandiera rossa, perchè a questo punto io, che non mi identifico in alcuna particolare ideologia estremista ma preferisco ragionare con la mia testa, potrei a mia volta puntare il dito contro il partito del caro Roberto Fiore (ex-terrorista nero, ricordiamocelo). Tutto questo è il comportamento tipico di una popolazione vissuta per anni con lo spauracchio del comunismo, mentre la dittatura democristiana poneva le basi per quello che sarebbe stato il pessimo governo attuale; così com'è tipico dei destrorsi, revisionare la storia raccontandone solo una parte: i fascisti di ieri e di oggi dovrebbero ringraziare Togliatti (che molti ora sulla rete citano in maniera critica assieme ad altri esponenti della sinistra storica) per l'amnistia che porta il suo nome, che nel 22 giugno 1946 diede un colpo di spugna sui tutti crimini fascisti anche se, come è evidente, ancora ne paghiamo le conseguenze. Il fatto che dei comunisti abbiano ucciso altri comunisti non vi fa venire il dubbio che non si possa parlare di comunismo come di un'ideologia assolutistica ma che ci sono state sempre lotte interne, anche cruente, tra i vari movimenti?
Inoltre, me la prendo, in particolare, con chi fin dall'inizio non ha fatto che puntare il dito contro i centri sociali, criticandoli in tutto e per tutto (magari senza averci mai messo piede). Qualche commento a caso trovato sul sito internet del ilmessaggero.it:

"non se ne puo più non sono loro che devono decidere chi puo manifestare e chi no,sono solo figli di papa che per qualche anno si ammazzano di canne fanno feste e quando capita distruggono le citta.andassero tutti in cantiere o a zappare la terra ma tanto sanno che tra qualche anno il papino gli troverà un lavoro"

"per quanto tempo ancora rimarranno aperti i centri sociali?"

etc.

Il fatto che possano girare droghe non opportune soprattutto in momenti come rave party etc.; quei pochi che per problemi personali cercano di riversare le proprie frustrazioni nella "lotta politica" il più delle volte cercando uno scontro fisico fine a se stesso; il fatto che tuttavia, ovunque vai può capitare il testa di cazzo di turno...sono dei difetti che si potrebbero trovare nei centri sociali; è vero, ci sono...ma per quanti difetti possano avere non si può negare che in essi "lavori" (nessuno percepisce un euro) gente sempre disposta al dialogo costruttivo, all'apertura nei confronti della diversità (molto spesso vedendola come momento di crescita personale) e molto più aperta mentalmente di un forzanuovino capace il più delle volte di menare le mani contro chi non gli vada a genio. Mi chiedo come possa esistere ancora gente che nonostante tutto riponga la propria fiducia in una classe dirigente sporca e corrotta, che vede al suo interno molti esponenti collusi con la mafia o comunque con processi pendenti o semplicemente con la fedina penale non particolarmente pulita; una classe dirigente che nonostante tutto è tale e ci governa! Permettendo che partiti neofascisti, cavalcando l'onda della disinformazione e dell'indignazione popolare di fronte a spiacevoli fatti di cronaca, acquisiscano sempre più consensi da un'Italia sempre più anestetizzata da un'informazione distorta, corrotta e preda di continue censure; nello stesso modo con cui Mussolini stesso acquisì consensi cavalcando l'ondata antisocialista che ai tempi si riversò su tutta la penisola.."divertenti" analogie. Nemico diverso, stessa metodologia. C'è bisogno che l'Italia si svegli dal sonno e si dia una mossa prima di ritrovarci in una situazione politica degna della dittatura "comunista" cinese, che tanto la nostra gente va temendo. Questa classe dirigente è la stessa che ieri ha permesso che a Bergamo venisse inaugurata la sede del partito neofascista Forza Nuova, impedendo a gente come me (quindi escludendo i "facinorosi") di manifestare il proprio dissenso nei confronti di una scelta anticostituzionale, permettendo ancora una volta, alle forze dell'ordine di menare manganellate a profusione, schedare e, in alcuni casi, arrestare ragazzi/e innocenti come si può evincere da alcuni video di seguito pubblicati. Quando finirà tutto questo?

Dario
attivista e curatore del sito internet del collettivo


Video riassuntivo della giornata:
Corteo antifa 28 febbraio bergamo from armadiettopaciana on Vimeo

Disordini in via Quarenghi:

Video dei disordini con la polizia senza tagli:

I fermi indiscriminati della polizia (attenzione al ragazzo col giubbotto blu, in primo piano):

Il corteo fascista (non autorizzato) con caschi e spranghe "per legittima difesa":


CONTRO FASCISTI E RIFORMISTI PER UNA NUOVA RESISTENZA
comunicato della Rete Antifascista


«Se tutti, a destra e a sinistra, si atterranno a quanto preannunciato, senza forzature e provocazioni, la cosa può svolgersi serenamente e senza problemi, come mi auspico. Spero anche che possano essere contenuti i disagi per la cittadinanza, e che quindi siano poche le strade che dovranno essere chiuse al traffico e per il minor tempo possibile». Queste le dichiarazioni del sindaco Roberto Bruni in merito all'apertura della sede di forza nuova riportate da Dnews del 26/02/09.

Ricordiamo che forza nuova è un'organizzazione neonazista che si richiama apertamente al regime hitleriano e a quello della repubblica sociale di Salò, utilizza i simboli della croce celtica e delle ss, nega l'olocausto ed esalta il razzismo, il sessismo, l'omofobia e l'antisemitismo. Ridurre le giuste manifestazioni di dissenso dei bergamaschi antifascisti ad un banale intralcio del traffico è veramente vergognoso. Ma da un personaggio che vanta discendenze partigiane il 25 aprile e che di fatto è parte attiva nel propagandare il revisionismo storico sostenendo attivamente la menzogna dei martiri delle foibe, non ci si aspettava altro. Un'ulteriore dimostrazione di come il razzismo e il fascismo siano legittimati dalle istituzioni, a partire dal pacchetto sicurezza del governo Berlusconi-Bossi-Fini fino alle politiche locali avvallate dai sindaci sceriffi del centro sinistra (anche a Bergamo) fatte di blitz quotidiani della polizia locale contro gli immigrati e di ordinanze razziste come quella antiaccattonaggio. È in questo contesto politico che si alimenta l'odio razziale e contro il “diversoâ€, che trova radicamento anche in parte delle masse esasperate da una profonda crisi economica e sociale, sfruttate e senza futuro in questa società, le quali puntualmente vengono indotte dal potere, dalla borghesia, a rivolgere la propria rabbia contro il “nemico comuneâ€: l'immigrato. Aspettare le sterili e vuote reazioni dei partiti parlamentari, della sinistra di palazzo, (che tale rimane anche se fuori), è quanto mai inopportuno dato che fino a ieri dal governo di cui erano parte sono nate le politiche dei cpt, reazionarie, securitarie, revisioniste e razziste che hanno spianato la strada all'attuale situazione di razzismo dilagante. Bisogna reagire e contrastare con l'antifascismo e l'antirazzismo militante l'orda nera, assediando i mandanti politici istituzionali, creatori del clima che alimenta e rende impunita la violenza omicida di fascisti e razzisti. Che oggi non significa solamente contrastare i fascisti di strada ma soprattutto combattere l'attuale politica reazionaria e revisionista storica dei governi della borghesia di destra e di falsa sinistra sviluppando una mobilitazione dal basso permanente, unitaria e di massa.

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Forza Nuova e leggi fasciste: meno libertà e sicurezza per tutti


Sabato 28 febbraio Forza Nuova, partito neofascista, tenterà di aprire una sede a Bergamo, in via Bonomelli 13.
Dopo la mobilitazione cittadina che li ha costretti a rimandare l'inaugurazione, prevista originariamente il 7 febbraio, i fascisti hanno richesto l'aiuto di tutti i loro camerati presenti sul territorio nazionale, guidati dal segretario nazionale ed ex terrorista nero Roberto Fiore.
Numerosi sono i delitti e le aggressioni riconducibili a membri di questo partito: nel 2004 a Bari 14 militanti vengono arrestati per una decina di aggressioni, nel 2007 a Rimini tutti i militanti della locale sezione vengono arrestati con l'accusa di terrorismo ed eversione dell'ordine democratico, nel 2008 a Treviso 11 militanti vengono arrestati per associazione sovvervisa. Non ultimo, nell'omicidio di Nicola Tommasoli, uno dei 4 accusati è risultato essere militante di Forza Nuova.
Inoltre questo partito si ispira dichiaratamente alla figura di Corneliu Codreanu, basta vedere il sito che ospita il forum di Forza Nuova Bergamo che ne utilizza il volto come sfondo. Codreanu filonazista romeno degli anni 30, fondò la Guardia di Ferro, i cui membri furono i responsabili del pogrom di Bucarest in cui morirono centinaia di ebrei, nei modi più atroci: alcuni di essi vennero ammassati nel macello cittadino, squartati e appesi ai ganci con al collo il cartello "carne ebrea".
Sappiamo che Forza Nuova è solo l'espressione più becera e ridicola di un fascismo divenuto normalità, in una società dove la libertà è sempre più minacciata dalla paura e la parola "sicurezza" è divenuta sinonimo di "stato di polizia".
Con l'approvazione da parte del Senato del disegno di legge 733, noto come "pacchetto sicurezza", la politica dell'emergenza e dell'allarme sociale ha ricevuto la propria consacrazione.
Le nuove norme prevedono la legalizzazione delle ronde, a fianco della polizia e delle forze armate; consentono ai medici di denunciare i pazienti che si rivolgono a loro per farsi curare, se non in regola con il permesso di soggiorno; rendono quasi impossibile per un migrante ricongiungersi con la propria famiglia, ottenere la residenza nel comune in cui vive, farsi riconoscere lo status di rifugiato politico; permettono ai sindaci di chiudere locali pubblici in modo arbitrario, e di avere poteri di polizia; cancellano la libertà di espressione sul web tramite la chiusura di siti per presunti reati d'opinione, anche non provati.
Forza Nuova può esistere solo grazie a questo stato di cose, essendo strumentale ad un disegno che prevede la repressione del dissenso e la trasformazione dei migranti in capri espiatori che devino la rabbia della gente dai responsabili della crisi economica e del crollo di un intero sistema finanziario e politico.
Riteniamo che l'intera cittadinanza debba essere coinvolta nella risposta alla presenza a Bergamo di questi squallidi personaggi.
Per questo indiciamo una mobilitazione antifascista per sabato 28 febbraio. Rivolgiamo l'appello alla cittadinanza, alle realtà, ai soggetti, anche da fuori città.
Bergamo è antifascista.

Antifasciste/e Bergamasche/i

"Non occorre essere forti per affrontare il fascismo nelle sue forme pazzesche e ridicole: occorre essere fortissimi per affrontare il fascismo come normalità, come codificazione, direi allegra, mondana, socialmente eletta, del fondo brutalmente egoista di una società".

Pier Paolo Pasolini


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CONTRO RAZZISTI E FASCISTI: RIPRENDIAMOCI LA CITTÀ!

BERGAMO - Sabato 7 Febbraio il partito neofascista Forza Nuova vuole inaugurare una sede nel centro della nostra città: nel 2009 siamo costretti di nuovo a vedere agibilità politica concessa a chi si dichiara apertamente fascista. Forza Nuova vuole provare a trovare consensi a Bergamo e lo vuole fare sabato radunando la peggior feccia nazifascista del Nord Italia, nel totale silenzio delle istituzioni. Un insulto a tutti i bergamaschi che si ritengono antifascisti. Forza Nuova è infatti un movimento fascista ed integralista cattolico, fondato nel 1997 da due ex terroristi neri, Roberto Fiore e Massimo Morsello. Negli anni i suoi esponenti hanno compiuto aggressioni ed atti di violenza contro migranti, rom, omosessuali, persone di sinistra o semplicemente di aspetto non gradito. Tra i più efferati, l'omicidio a Verona di Nicola Tommasoli, ucciso a calci in testa perchè aveva un look troppo "alternativo". In un paese dove sempre più si invoca la "sicurezza" come paravento alla repressione violenta di ogni forma di diversità, i fascisti provano a rialzare la testa, sdoganati da un governo che non si vergogna, unico caso in Europa, di allearsi con forze politiche dichiaratamente nazifasciste.
A Bergamo per loro non c'è e non ci sarà mai spazio.
Invitiamo tutti gli antifascisti a far sentire la propria voce:

Sabato 7 febbraio ore 14:30
presidio Antifascista - concentramento sul fondo di via Quarenghi

*Si consiglia di non parcheggiare in malpensata*

Antifascisti/e bergamaschi/e


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1/2/2009 Muore Giuseppe Gatì

Scorrendo i vari articoli di rilievo pubblicati su questa homepage, potrete notare che poco tempo fa pubblicammo una sequenza di tre video (Qualche perla dal Grillo). Il primo di questi video testimonia la contestazione di Vittorio Sgarbi da parte di un ragazzo molto giovane ad un convegno organizzato in un piccolo paesino in provincia di Agrigento. Molto pesanti le accuse - vere, peraltro - tra cui spiccava quella relativa alla collusione con la mafia.
Quel ragazzo si chiamava Giuseppe Gatì e nella mattina del 1° Febbraio mentre lavorava, ci ha lasciati. Morte accidentale o omicidio? Voi cosa pensate? È stato riportato che la sua morte è dovuta a un incidente e che è stata aperta un'inchiesta.
Di seguito il commento di un utente sul blog di Beppe Grillo (uno dei pochi ad essersi occupato della storia e ad aver divulgato la notizia, dal momento che nemmeno le televisioni di stato se ne saranno fregate minimamente..chissà perchè...):

Stamattina Giuseppe Gatì è morto. Incredibile, vero? Noi l’abbiamo visto con i nostri occhi e ancora non ci crediamo. Giuseppe è morto mentre lavorava: era andato a prendere il latte da un pastore ed è morto fulminato mentre apriva il rubinetto della vasca refrigerante del latte. E’ morto dentro una bettola di legno, sporca. E’ morto un amico, una persona pulita, con sani principi. Chi ha avuto modo di conoscerlo sa che raro fiore fosse. Voleva difendere la sua terra, non voleva abbandonarla, era rimasto a Campobello di Licata, un paesino nella provincia di Agrigento che offre poco e dal quale è facile scappare. Lavorava nel caseificio di suo padre, con le sue "signorine", le sue capre girgentane, che portava al pascolo. Era un ragazzo ONESTO, con saldi principi volti alla legalità e alla giustizia. Aveva fatto di tutto per coinvolgere i dormienti giovani Campobellesi, affinchè si ribellassero contro questa società sporca e meschina. Era troppo pulito per vivere in mezzo a questo fetore e a questo schifo. Aveva urlato "VIVA CASELLI! VIVA IL POOL ANTIMAFIA!" era stato anche criticato per questo, ma aveva smosso queste acque putride e stagnanti che ci stanno soffocando. Era un ragazzo dolcissimo, dava amore, desiderava amore. Suo padre oggi ha detto, distrutto dal dolore, in lacrime: "Sono sempre stato orgoglioso di mio figlio, anche se a volte ho dovuto rimproverarlo, solo perchè mi preoccupavo per lui. Ma sono orgoglioso di lui per tutto quello che ha fatto." Giuseppe questo lo sapeva. Anche noi, Alessia, Alice e tutti i suoi amici siamo orgogliosi di lui. Non sappiamo come esprimere il nostro dolore. Ancora non riusciamo a crederci.

Vi lasciamo con le sue parole:
"È arrivato il nostro momento, il momento dei siciliani onesti, che vogliono lottare per un cambiamento vero, contro chi ha ridotto e continua a ridurre la nostra terra in un deserto, abbiamo l’obbligo morale di ribellarci."


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IO SO.

Il 29 Gennaio tutti a Roma a manifestare contro la distruzione della giustizia!


Salvatore Borsellino
fratello di Paolo Borsellino

Tratto dal blog di Beppe Grillo



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22/1/09 Sgombero CSO COX 18 (Milano): illegale?

Sgomberato il centro sociale «Cox 18»
Tensioni e blocco stradale. Era occupato dal 1989.
Il blitz delle forze dell'ordine all'alba, quando era deserto, poi gli scontri

NOTIZIE CORRELATE
Audio: la cronaca della mattinata Il collettivo Cox 18: «Atto illegale, c'è una vertenza in atto» MILANO - Il centro sociale «Cox 18» di via Conchetta, zona Navigli, uno dei più noti della città, è stato sgomberato nelle prime ore del mattino dalle forze dell'ordine. Secondo quanto riferito dalla questura non si sono verificati problemi anche perché al momento del blitz, avvenuto intorno alle 7, nel complesso non c'era nessuno. Dalle 9 in poi, all'esterno dello stabile, hanno cominciato a radunarsi esponenti dei centri sociali, raggiunti dal tam tam su Internet: «Non permettiamo l’ennesimo sgombero a Milano. Proviamo a opporci. Venite tutti». Ci sono state urla, spintoni e lancio di fumogeni contro polizia e carabinieri che, in tenuta antisommossa, hanno formato un cordone all'esterno del centro sociale. Poi circa 70 persone hanno bloccato una parte della circonvallazione esterna all’altezza del Naviglio, fermando il traffico (ascolta la cronaca audio di Gianni Santucci).

LO SGOMBERO - è in corso una trattativa tra i rappresentanti legali del centro sociale e le Forze dell’ordine. L’operazione di sgombero, iniziata intorno alle 6.30, è quindi al momento ferma, anche se buona parte dei materiali rinvenuti all’interno del centro sono già stati sgomberati. Il problema più rilevante per lo sgombero del centro sociale riguarda i locali dello storica libreria Calusca, che contengono il prezioso materiale d’archivio dell’intellettuale Primo Moroni. In via Conchetta, chiusa all’inizio e alla fine da un ingente cordone di polizia e carabinieri, sono arrivati anche il consigliere regionale del Prc, Luciano Muhlbauer, e il consigliere provinciale di Sinistra critica, Piero Maestri.


LA STORIA - Il «Cox 18» è uno dei luoghi di riferimento della cosiddetta sinistra antagonista e dell'anarchia milanese. Occupato nel 1989, ha una lunga storia di episodi, politici e di cronaca, tra sgomberi e rioccupazioni. Il 7 agosto 2004 fu teatro di una gigantesca rissa, che coinvolse circa un centinaio di persone per l'aggressione di un folto gruppo di naziskin. Nello scontro venne gravemente ferito a coltellate un giovane dei centri sociali. Per questo episodio vennero poi arrestati tre esponenti dell'estrema destra cittadina. Il centro sociale, comunemente chiamato «Conchetta», è noto tra l'altro per la nascita al suo interno di uno dei primi gruppi di hacker conosciuti in città. La Questura ha precisato che tutti gli oggetti che appartengono agli attivisti del centro sociale verranno tenuti da parte e messi nuovamente a loro disposizione. I locali verranno poi riconsegnati alla proprietà, il Comune di Milano.

L'APPELLO DI PERGOLA TRIBE - In coincidenza con lo sgombero del Cox 18, arriva l'appello del centro sociale Pergola Tribe, che il 30 Gennaio 2009 perderà lo stabile di via Angelo della Pergola. Lo stabile, occupato da un gruppo di ragazze nel 1990, è di proprietà di un privato, che tentò di rientrarne in possesso subito dopo l'occupazione ma alla fine stipulò un contratto di affitto. Il contratto è scaduto nel dicembre del 2006; da quel momento il centro sociale ha intrapreso una battaglia legale per resistere il più a lungo possibile allo sfratto, e contemporaneamente cercare un finanziamento per acquisire lo stabile. «Abbiamo trovato un finanziatore privato, che era disponibile a fare questo grosso investimento, con la garanzia di mantenere la destinazione d'uso a centro di aggregazione e culturale per il quartiere», scrive Pergola Tribe in una nota. «Ma anche davanti a questa nuova offerta, la proprietà ci ha detto picche, forte anche della sentenza di appello del tribunale, che non solo ribadiva che dovevamo abbandonare l'immobile, ma ci imponeva anche di pagare tutti i canoni d'affitto, anche se il contratto era scaduto, per tutto il tempo in cui eravamo rimasti nello stabile, un debito di quasi 100 mila euro (...). Per questa ragione non abbiamo potuto fare altro che accettare la proposta della proprietà, che azzera i debiti e tutte le pendenze legali a carico dei garanti, in cambio del rilascio dell'immobile, che avverrà il prossimo 30 gennaio. Un'altra vittoria per chi ha da anni messo le mani sulla città». Pergola Tribe organizza un ultimo open party, in tutti gli spazi della casa, per salutare tutti i suoi sostenitori.


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Altre perle...

Qualche video per riflettere...

Contestazione Sgarbi - Agrigento

vuoi saperne di più? Visita il sito www.lamiaterraladifendo.it



Perchè non scoppia la rivoluzione in Italia?

Da una conferenza del filosofo Umberto Galimberti



Gli anni del risveglio...



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La protesta dei pendolari di Treviglio (Bg)

Lunedì 15 dicembre, il nuovo orario di Trenitalia ha dato i suoi frutti.
Nelle stazioni di Treviglio erano previste le soppressioni dei treni diretti a Bergamo, sostituiti da bus in grado, secondo trenitalia, di compiere il tragitto Treviglio-Bergamo con fermata a Verdello in 22 minuti. I pendolari sanno benissimo che solo la coda al semaforo di Verdello tiene impegnati dai 10 ai 20 minuti. Inoltre i treni diretti a Milano sono stati drasticamente ridotti.
In stazione erano presenti polizia, carabinieri e digos (perchè non si sa mai), in una buona decina, per evitare "colpi di testa" da parte dei pendolari.
Solo la presenza del sindaco di Treviglio, assessori comunali e consiglieri regionali ha permesso l'avvio di una trattativa che ha portato, in via del tutto eccezionale, alla fermata di un treno diretto a Bergamo. Domani boh, tutti a piedi che fa bene alla salute. Anzi no, ve lo lasciamo fino al 12 gennaio. Vale a dire: appena riapriranno le scuole e se ne sentirà davvero il bisogno, lo sopprimeremo di nuovo. In questi giorni non si contano i treni soppressi e i ritardi superiori ai 30 minuti che sono diventati ormai la norma.
Intanto parte l'alta velocità, costata 16 milioni di euro al chilometro e dall'utilità assai dubbia.
è carino, ma non sorprendente (remember treni speciali?), l'atteggiamento di trenitalia, che manda preventivamente le forze dell'ordine nel momento in cui i pendolari rivendicano la possiblità di muoversi; non chiedono di arrivare in orario, ormai si sono ridotti a chiedere di arrivare.
Come ha giustamente detto un agente della Polfer: "Ma che cazzo ci faccio io qui".




Grazie a Ceru di Rete*Bassa & La Bassa

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Qualche perla dal Grillo...

Il signoraggio



* Nota (agg. 23/12/08) : per una questione di obiettività ci teniamo a rendere pubblico QUESTO documento tratto dal sito Disinformazione.it.

Canapa & energia



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Dopo tante stucchevoli storielle della stampa sulla "generosità" con cui era stata trattata la famiglia di un clandestino boliviano morto mentre si recava al suo porto di sfruttamento quotidiano, ecco un esempio della realtà quotidiana della Bassa bergamasca:


La proprietaria di un bar di viale Ortigara aveva donato 5mila euro a un marocchino che voleva uccidersi

EVITA UN SUICIDIO E VIENE CRITICATA

Lo sconcerto della donna: «Mi hanno addirittura detto che dovevo lasciare che Jamal si buttasse dalla gru»

Treviglio - Per convincere un marocchino a non uccidersi, gli aveva donato 5mila euro. Un gesto caritatevole che non è piaciuto a molti che non hanno esitato a rimproverla di aver voluto solo mettersi in mostra. La donna, Lucia Santoro, proprietaria del bar tabaccheria «Tiffany» di viale Ortigara, non ci sta però a passare per una esibizionista. Nel pomeriggio di giovedì della scorsa settimana un operaio edile marocchino Jamal El Zatun, 45 anni, con regolare permesso di soggiorno, era salito su una gru posta in un cantiere di viale Ortigara e aveva minacciato il suicidio. Un gesto disperato dettato dalla sua situazione economica, aggravata dal fatto che da oltre quattro mesi non percepiva lo stipendio dall'impresa edile per cui lavorava. Per convincere il marocchino a scendere da quella gru, era intervenuta Lucia Santoro, proprietaria del bar dove l'operaio si recava ogni giorno durante la pausa pranzo. La barista aveva quindi consegnato al marocchino un assegno da 5 mila euro, convincendo così l'extracomunitario a desistere dal tragico gesto. «E' stata un'azione istintiva e irrazionale, dettata dal cuore più che dalla ragione - ha spiegato la barista a mente fredda ricordando quei drammatici momenti - Conoscendo bene quella persona, ho pensato ai suoi tre figli piccoli e alla condizione in cui si trovano». ll dono della barista, al momento accolto tra gli applausi della gente presente in viale Ortigara, nei giorni successivi è stato fortemente criticato dai clienti del suo locale. «Dopo le lodi iniziali - ha spiegato la Santoro La vicenda si è conclusa poi con la restituzione dell'assegno a Luigia Santoro da parte del marocchino, che nel frattempo è stato licenziato dall'impresa edile per cui lavorava. « Alla fine sono quasi dispiaciuta di aver compiuto quel gesto - ha concluso tristemente - Adesso quel povero operaio si ritrova senza lavoro e con tre figli da mantenere. Inoltre l'indifferenza e la poca sensibilità della gente mi ha ferito profondamente, perchè sono la rappresentazione l'infelice società in cui viviamo». quasi in lacrime - ho iniziato a ricevere giudizi negativi, e anche piuttosto pesanti. Non ci tenevo assolutamente ad apparire come una benefattrice, volevo solo evitare che quella situazione si concludesse tragicamente. Sono arrivati addirittura a dirmi che potevo anche lasciare che Jamal si buttasse da quella gru, visto che si tratta di una persona che conosco appena ed è un extracomunitario».

Il Giornale di Treviglio, 14/11/08
Grazie a La Bassa

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Barak Obama, Il presidente dell'imperialismo USA in crisi

L'elezione di Obama rappresenta la risposta della classe dominante USA alla crisi economica (crack finanziario-recessione, ma anche lunga e prolungata crisi del paese scaricata sui proletari e le masse povere all'interno e all'esterno), alla crisi politico-militare - i colpi inflitti dalla resistenza antimperialista dei popoli Irak, Afganistan... etc. - al cui interno esiste l'elemento di qualità delle guerre popolari - alla crisi di egemonia geostrategica verso gli imperialismi vecchi e nuovi europa urss cina, alla crisi morale e culturale all'interno del paese: la crisi del sogno americano, l'impoverimento delle classi medie, distacco e ostilità profonda delle classi popolari. Ma essa non ha futuro, e sicuramente non ne avrà se i proletari e i popoli del mondo non si fanno ingannare o coinvolgere in essa e cogliendo l'elemento di debolezza e non di forza che questa elezione esprime, intensifichino la loro lotta di liberazione antimperialista per un mondo senza imperialismo e guerra. L'elezione di Obama non è un fattore di pace, perchè gli imperialismi vecchi e nuovi (Russia, Europa, Giappone) in collusione/contesa cercheranno di cogliere l'occasione per far avanzare i propri interessi nell'assetto multipolare del sistema imperialista globale. All'interno degli USA la profondità della crisi richiede soluzioni radicali e Obama come tutti i politici del suo stampo non è in grado di soddisfare le masse ma è sufficientemente in grado e percepito come nemico da una parte consistente dell'establishment USA e dai settori reazionari della media piccola borghesia, aristocrazia operaia per cui non la pace sociale ma la lotta sociale e politica, lo attende una lotta di classe crogiuolo e arena della costruzione del partito rivoluzionario proletario, multinazionale e internazionalista negli USA.

comunicato rilasciato dai Proletari Comunisti - novembre2008

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Pubblichiamo il comunicato stampa lanciato ieri sera da Genova, subito dopo la lettura della sentenza del processo Diaz:

«Nessuna giustizia per le vittime. A Genova Costituzione sospesa per la seconda volta. Condannati solo I più bassi in grado»

Genova, 13 novembre 2008 - D'ora in poi i dirigenti di polizia che lasciano che i loro uomini spacchino la testa e la schiena a chi dorme tranquillamente hanno la certezza dell'impunità e la garanzia di una grande carriera.
Ci sono le vittime, c'è una verità che più nessuno mette in discussione, quella notte vi fu una vera e propria mattanza cilena, ma non vi sono colpevoli: la patria del diritto, di Beccaria, diventa la patria dell'impunità.
Da oggi in poi la sentenza stabilisce la totale impunità per le forze dell'ordine.
I magistrati non hanno avuto il coraggio di rivendicare la loro autonomia dalla linea del governo: l'Avvocatura dello Stato, infatti, anzichè chiedere giustizia per le vittime, aveva chiesto l'assoluzione per tutti gli imputati.
Dopo la sentenza di questa sera e la totale assenza di scuse da parte dello Stato verso le vittime, la Diaz diventa una macchia indelebile nel nostro futuro.



Vittorio Agnoletto, ex portavoce del Genoa Social Forum

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VENERDÌ 14 NOVEMBRE: TUTTI A ROMA PER DIRE NO ALLA RIFORMA GELMINI!!!

Sciopero generale dei comparti Università, Ricerca e Alta Formazione Artistica e Musicale

Le organizzazioni sindacali di FLC CGIL, CISL Università e Innovazione Ricerca, UIL P.A. Coordinamento Settore Università e Ricerca AFAM hanno indetto per la giornata del 14 novembre '08 lo sciopero generale dell'intera giornata del personale docente e tecnico amministrativo contro le politiche sbagliate del Governo tese a minare il futuro istituzionale e pubblico dell'Università, degli Enti di Ricerca e dell'Alta Formazione Artistica e Musicale.

Nella stessa giornata anche a Milano la FLC CGIL Lombardia, CISL Università Ricerca e UIL P.A. Lombardia organizzano un'iniziativa di mobilitazione a sostegno e a integrazione della manifestazione nazionale di Roma.

VENERDI 14 NOVEMBRE tutti in piazza a ROMA per dire NO! alla legge 133:

  1. che smantella il sistema pubblico di formazione e istruzione superiore con una politica tutta incentrata sul taglio di risorse, del personale e del Fondo di Finanziamento Ordinario;
  2. che limita ogni possibilità di ricambio generazionale con il blocco del turn over;
  3. che ipotizza la trasformazione delle istituzioni di alta formazione in fondazioni per il ridisegno in modo riduttivo di questi poli formativi;
  4. che azzera ogni soluzione di stabilizzazione del personale docente precario;
  5. che limita il diritto allo studio degli studenti e delle nuove generazioni;
  6. che non si decide a dar luogo al rinnovo contrattuale dei comparti Ricerca e AFAM;
  7. che continua ad alimentare ingerenze contrattuali unilaterali delegittimando le relazioni sindacali tra le parti sociali.

Per la partecipazione FLC CGIL Lombardia organizza il viaggio a Roma in pullman con partenza da : Stazione Centrale FS , piazza Duca D'AOSTA (di fianco HOTEL GALLIA)
Ritrovo: ore 23.00 di giovedì 13 Novembre
Partenza: ore 23.30
Ritorno con partenza da Roma ore 14.30 circa e rientro verso le ore 22.00 di venerdì 14 Novembre presso la Stazione Centrale MI FF.SS.
More info on www.flcgil.it e www.flccgil.lombardia.it

Inoltre, anche noi del collettivo Uscita di Sicurezza auspichiamo all'organizzazione di un pullman al più presto, ma finchè non riusciremo a raggiungere un numero di partecipanti tale da poterlo riempire completamente non potremo garantire la riuscita dell'iniziativa, quindi invitiamo chiunque fosse interessato, a contattarci tramite email all'indirizzo urliamolo@gmail.com !!! Grazie.

Fonti: www.flcgil.it e www.flccgil.lombardia.it

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4 NOVEMBRE, LUTTO NAZIONALE

Nel novantesimo anniversario della fine della prima guerra mondiale, il governo italiano si appresta a festeggiare in grande stile il militarismo e le forze armate rilanciando la ricorrenza del 4 novembre con uno sperpero di denaro pubblico (750mila euro!) alla faccia della crisi economica e del caro-vita. Concerti, parate militari, propaganda e soldati nelle scuole: con questa ricetta reazionaria si vorrebbe celebrare in tutto il paese uno dei più grandi massacri della storia contemporanea. La cosiddetta "Grande Guerra" non fu una pagina gloriosa della storia nazionale, ma un lutto devastante per milioni di persone in tutto il mondo. Solo in Italia si contarono 680mila morti e più di un milione di feriti. Nell'Austria-Ungheria si ebbero quasi cinque milioni tra morti e mutilati. I morti in tutti i paesi furono quasi 10 milioni. Tutti giovani, contadini, operai, povera gente mandata al macello per gli interessi delle caste politiche e militari che volevano spartirsi l'Europa per il dominio internazionale. La prima guerra mondiale è stata, così come tutte le guerre, il modo con cui i ricchi e i potenti vollero risolvere i propri conflitti sulla pelle delle popolazioni. Oggi, a novant'anni da quei tragici eventi, la classe dirigente del paese torna alla carica con l'insopportabile esaltazione del militarismo, spacciando le missioni di guerra come missioni di pace e legittimando le politiche di guerra permanente che da anni devastano il mondo. Invitiamo la cittadinanza, gli studenti, i lavoratori a rifiutare questa propaganda militarista: rende vero onore alle vittime soltanto chi lavora tenacemente per rendere illegittima ogni guerra ed escluderla per sempre dalla storia dell'umanità.

dal Coordinamento per la Pace di Trapani

Scarica il comunicato sul 4 Novembre, del comitato Via le Atomiche di Ghedi (BS)

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L'intervista di Cossiga per il quotidiano Il Giorno: quando la violenza viene dall'alto

scarica l'intervista



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Travaglio condannato a 8 mesi

da Il Corriere della Sera

Marco Travaglio - Informazione Nord-Coreana



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BERGAMO

di razzismo e securitarismo non se ne può più

IL 20 OTTOBRE TUTTI A BERGAMO PER VOLTARE PAGINA!


Pensando di fare qualcosa di originale, i partiti della minoranza al Comune di Bergamo hanno voluto porre all'ordine del giorno ancora una volta la "sicurezza", intesa non come sicurezza sul lavoro o sicurezza sociale (ce ne sarebbe tanto bisogno col mondo ultimamente sconvolto per colpa del capitale finanziario e dei banchieri!), ma come securitarismo contro i poveracci e gli immigrati (per i quali servono invece adeguate politiche sociali oppure leggi sull'immigrazione meno indecenti). Non se ne può davvero più, ed è proprio il caso di dare una risposta ferma, civile, plurale e in tanti, per voltare pagina e poter tornare a ragionare di cose serie, come il futuro e i diritti per tutte e tutti.
LUNEDÌ 20 OTTOBRE TUTTI A BERGAMO, Piazza Matteotti (davanti al comune) - PRESIDIO-FESTA in occasione del consiglio comunale!




Per la cronaca...
un comunicato dal Collettivo Antifascista Valcalepio



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MAXI BLITZ A ZINGONIA (BG)

notizia dall'Eco di Bergamo
notizia da Bergamonews

Per ora solo alcune note:

  1. In questi brutti palazzoni scelti da politici e media locali come simbolo del “degrado†vivono circa 500 persone. Di queste, solo 30 (il 6%!) saranno sottoposte ad accertamenti. Per cercare 30 ipotetici criminali, centinaia di persone sono state rese oggetto di uno spropositato spiegamento di forze (elicotteri! gruppi elettrogeni per illuminare con i riflettori l’intera zona!); non proprio un grande successo.
  2. L’orario scelto è molto significativo. Chi volevano trovare alle 7 del mattino? Bambini che si preparavano ad andare a scuola? Nella zona c’è una piazza di spaccio, ma sicuramente non attiva alle 7 del mattino. Dunque, è stata una caccia al clandestino, non al criminale. Oppure una mera operazione di facciata, una “prova di efficienza†a beneficio esclusivo della stampa.
  3. Che le condizioni dei palazzi e degli appartamenti siano pessime non è certo un mistero per nessuno, da anni. Questi blitz non sono certo mai serviti a migliorarle. Ma chi sono i proprietari degli appartamenti in questione? Ne parla un recente articolo di Bergamonews: “(…)un piccolo uomo bergamasco, sulla settantina, rinsecchito e con la faccia di chi sa il fatto suo. Si è stupito quando il sindaco l'ha convocato in qualità di “proprietario di unità immobiliari nei palazzi Athenaâ€. “Come ha fatto a trovarmi?â€. Il primo cittadino l'ha trovato spulciando gli archivi catastali, consapevole che ci sono proprietari di case, nella grande periferia, ai quali non interessa nulla delle condizioni degli immobili o delle bollette che non vengono pagate. L'importante è che a loro venga versato l'affitto a fine mese. Finché si può spremere chi cerca casa si va avanti a spremere(…)Qualcuno, ad esempio qualche agenzia immobiliare, non c'è perché non vuole che certi problemi si risolvanoâ€.
  4. Nel video realizzato da Bergamo tv si nota che le persone fermate vengono condotte via su un autobus di linea SAI (Società Autolinee Interprovinciali). Incapaci di garantire un servizio dignitoso a studenti e pendolari della Bassa, hanno forse deciso di dedicarsi ad una nuova attività ?


La testimonianza

Parla un testimone del blitz compiuto ieri da carabinieri e polizia locale a Zingonia, molto lodato da esponenti del PD e del Pdl; si tratta di un giovane operaio migrante che ha voluto raccontarci cosa è successo agli abitanti dei condomini Athena, la cui voce è stata ignorata da tutti i media locali.

«Mi trovavo in uno dei palazzi Athena di Zingonia, ospite di un amico. Alle 5 del mattino, siamo stati bruscamente svegliati dall'irruzione di cinque carabinieri, che hanno sfondato la porta dell'appartamento con un ariete, senza prima bussare né annunciarsi. Ci hanno chiesto il permesso di soggiorno, ma i controlli che hanno effettuato sono stati molto frettolosi, sembrava che i documenti non gli interessassero troppo. Io ero spaventato. La stessa scena si è ripetuta in tutto il palazzo, le famiglie sono state svegliate dai colpi di ariete in tutti i 32 appartamenti. C'erano cinque carabinieri per ogni appartamento, quindi dovevano essere più di cento. Nel frattempo ci siamo accorti che un elicottero stava sorvolando la zona.
I carabinieri hanno fermato anche alcune persone che conoscevo, non in regola con i documenti, operai in una piccola fabbrica della zona. In un appartamento devono aver trovato della droga, perché hanno appeso alla porta un foglio con un avviso di sequestro.
Non credo proprio che abbiano trovato degli spacciatori, forse qualche sprovveduto, perché gran parte degli spacciatori non vivono nei palazzi. Inoltre la sera prima i carabinieri si erano presentati per togliere acqua e gas al condominio, quindi molti avevano capito che sarebbe successo qualcosa.
Il palazzo poi non era totalmente isolato, rimanevano delle vie di fuga. Io penso che gli spacciatori non se ne andranno mai, finchè non li controllano sul serio.
Per strada ho visto che i carabinieri fermavano un autobus di linea della S.A.I., facendo scendere tutte le persone a bordo. Molti erano studenti e lavoratori di Zingonia. Hanno poi accompagnato queste persone al lavoro sulle auto di servizio.
Ho visto che caricavano a bordo dell'autobus queste persone fermate, con le mani legate dietro la schiena con fascette di plastica. Ho visto anche sette o otto bambini dei palazzi Athena che guardavano tutto, con lo zaino in spalla, ma non credo siano poi andati a scuola perché nel frattempo si erano fatte le otto.
Il mio amico si è messo a filmare la scena con il cellulare, i carabinieri volevano che la smettesse e l'hanno preso a male parole. Lui però ha detto loro che l'avevano già controllato, era in regola e dunque poteva fare ciò che voleva. L'hanno lasciato stare.
Ho poi saputo che i fermati sono stati portati nella caserma dei carabinieri di Treviglio, non in questura come ha scritto il giornale. Non sappiamo ancora cosa sarà di loro.
Già la sera stessa gli spacciatori sono ricomparsi, io lo sapevo che loro non erano stati arrestati.
Qualcuno voleva sporgere denuncia per la porta sfondata, ma poi hanno pensato che i carabinieri avrebbero detto "l'abbiamo fatto perché voi non aprivate". La gente si è spaventata perché i carabinieri erano tantissimi, sono arrivati mentre tutti dormivano, e per l'elicottero. Io stesso ormai non vado molto in giro, per la mia sicurezza.»

Comunicato finale sul blitz di Zingonia



(grazie a http://bassa2.noblogs.org)



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PER NON DIMENTICARE...


QUESTE sono alcune foto "proibite" pubblicate da un sito internet americano per ricordare le stragi e gli orrori della guerra coloniale in Iraq. Astenersi deboli di stomaco.


No trade with death
No trade with arms
Dispense the war
Learn from the past.

Ausgebombt - Sodom

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Nuove news dal fronte "spazi sociali"

A Romano di Lombardia, paesone-quasi-città della Bassa, c'è un gruppo di giovani che si occupa di politica e aggregazione. Lo fa in modo indipendente, spesso schierandosi contro scelte molto discutibili del'aministrazione comunale. A Romano c'è anche un sindaco del PD, il quale a volte si lascia andare ad affermazioni un pochetto deliranti. Il sindaco non ama questi ragazzi, e spesso si oppone alle loro (legali) richieste, ad esempio chiedendo loro cifre assurde per poter usufruire di strutture pubbliche.
Nella zona opera anche un giornale, il mitico Giornale di Treviglio, che da sempre fa dell'obiettività e dell'attenta ricerca del Vero al proprio missione (Ah-ah).
Insomma, a Romano di Lombardia viene organizzata una T.A.Z. Qualcuno non gradisce l'idea, perchè l'area scelta viene bloccata con blocchi di cemento. La T.A.Z. viene realizzata lo stesso, in piena tranquillità.
Al sindaco forse lo smacco brucia, quindi contatta il giornale e detta questo articolo:



STOP AL RAVE NEL PARCO, SINDACO INSULTATO

Romano di Lombardia - Boia, fascista, attento al cranio. La Polizia locale ha impedito il rave nel parco del Serio e loro, i ragazzi gabbati, hanno reagito nella maniera più dura che potevano: coprendo i blocchi di cemento che impedivano l'accesso all'area della festa e alcuni muri della città di scritte ingiuriose e minacciose contro il sindaco e gli agenti . Tutto è iniziato un venerdì pomeriggio di metà luglio, quando una pattuglia di agenti della Polizia locale in perlustrazione ha notato alcuni volantini non autorizzati che segnalavano una festa in un'area del parco del Serio. Agli agenti è bastato un rapido controllo per capire che l'happening, organizzato da gruppi giovanili della zona, non era stato autorizzato: nessuna richiesta di concessione dell'area, né di comunicazione dello svolgimento della festa, come prevede invece la normativa. Dopo un rapido consulto con il sindaco, responsabile dell'ordine pubblico, e con le altre forze dell'ordine, la Polizia locale ha deciso di giocare d'anticipo e ha collocato alcuni blocchi in cemento sul viottolo sterrato che porta all'area indicata dal volantino, in modo da impedire l'accesso ad eventuali furgoni con gruppi elettrogeni. Quando il sabato pomeriggio gli organizzatori si sono trovati la strada sbarrata hanno cercato di vendicarsi nel modo più incisivo che sapessero fare. «Armati» di bombolette, hanno coperto di insulti e minacce gli stessi manufatti di cemento, simbolo dell'ostacolo che «il potere costituito» ha posto al loro anarchico raduno. Scoperte le scritte, i destinatari hanno segnalato il fatto alla Procura, che ha aperto un'indagine. «Sono rammaricato - ha commentato il sindaco Tognoli - ma con chi agisce fuori dalla legalità non è possibile alcun confronto, nè alcun riconoscimento».

Giornale di Treviglio, 29 Agosto 2008

Ah, ecco chi era stato ad impedire l'accesso ad un'area pubblica con blocchi di cemento!
Il gruppo degli organizzatori risponde, indirizzando questa lettera al giornale:

ALCUNE PRECISAZIONI...

Avendo letto l'articolo apparso a pag. 23 del Giornale di Treviglio in data 29 Agosto 2008, ci sentiamo in dovere di evidenziare alcune, per non dire molte, inesattezze che sono state divulgate.

Queste ultime compaiono già nel titolo, "Stop al rave nel parco". Ci teniamo ad evidenziare che nessun rave è stato impedito perché nessun rave è stato organizzato: sabato 27 Luglio al Parco del Serio è stata organizzata, e si è svolta (nonostante fonti giornalistiche sostengano il contrario) una semplice festa, che nulla ha a che fare con un rave. Come è noto i rave, oltre a differenti caratteristiche musicali e stilistiche, comprendono spesso un uso più o meno largo di droghe pesanti, cosa che nelle nostre feste non accade e non vogliamo che accada.
In secondo luogo ci sentiamo in dovere di smentire le accuse che ci sono state rivolte riguardo ad alcune scritte comparse vicino al Comune di Romano di Lombardia, delle quali è riportata una fotografia nell'articolo precedentemente menzionato. Anche un non acuto osservatore avrà sicuramente notato che le scritte sono di due colori diversi. è il caso di informare i lettori che quelle nere sono apparse diversi mesi fa, oltretutto non solo in quel luogo, e sono opera di un trio di estrema destra, mentre quelle rosse sono apparse successivamente in risposta alle prime. Si tratta dunque di un "botta e risposta" (che per di più non ci vede protagonisti e nulla ha a che fare con la festa) politico e non, come la giornalista ha sostenuto, di insulti o minacce nei confronti del "!potere costituito".
Relativamente alla dichiarazione del Sindaco di Romano di Lombardia secondo la quale "con chi agisce fuori dalla legalità non è possibile alcun confronto né alcun riconoscimento", replichiamo che per un gruppo di ragazzi, in gran parte studenti, è impossibile sostenere le spese per l'occupazione del suolo pubblico richieste dal Comune e quindi agire nella legalità. Per quanto riguarda la seconda parte della frase riportata crediamo che la massima "nihil novum sub solis" sia chiarificatrice: né il confronto né il riconoscimento, nonostante i nostri tentativi, ci sono mai stati consentiti.
Per concludere saremmo grati al Giornale e ai giornalisti se, prima di rivolgere accuse ingiustificate, venisse appurata la veridicità dei fatti.

Gli organizzatori della festa.

La foto incriminata:


Pensate che il Giornale di Treviglio abbia pubblicato la smentita? Se sì, vi sbagliate. Qualcuno avrà agito al di fuori della legalità, ma altri sono proprio al di fuori di ogni decenza.

autore: Rete bassa (http://bassa2.noblogs.org)



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ALCOOL-GIOVANI-PREVENZIONE.

È in corso la 16esima festa della birra a Trescore

Splendidamente gestita da 150 ragazzi/e dell'oratorio ("Tutti AMIAMO LA BIRRA!!!", scritto proprio così nel loro blog), l'iniziativa - ormai la principale manifestazione della cittadina termale, con gruppi musicali di primissimo ordine - ha come mission quella di sostenere con gli introiti "realtà con scopi benefici operanti localmente, ONG, cooperative sociali e missioni". Negli spazi rigorosamente asettici della festa dominano però sovrani gli striscioni delle marche e degli sponsor nonchè gli arredi improntati accuratamente al kitch basso-bavarese, compresa la monumentale botte Eku che fa bella mostra di sè nell'ordinatissimo e amplissimo spazio mescite. Ben otto sono le qualità di birra a disposizione ("la scelta della deliziosa bevanda non può essere compiuta con leggerezza"). Qua e là negli stand sono disseminati alcuni scarni ma buoni consigli a non eccedere nelle libagioni, alle quali però tutto il contesto - frequentato massicciamente da giovanissimi - è univocamente indirizzato, o per lo meno tale a noi è apparso. Si ti abboni a 10 birre - avverte poi lo striscione dei prezzi - paghi solo 30 euro (invece di 35), e in più ti porti a casa un gadget. Non c'è male per chi gli antiproibizionisti come noi non li può nemmeno vedere! In tema di "feste della birra" locali rimandiamo alle nostre osservazioni datate all'agosto 2007, ma rimaste sostanzialmente attuali: qui.

Foto 2008. I prezzi: qui; la botte Eku: qui; i buoni consigli: qui; il lampionicino: qui.



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VIA I FASCISTI DA GHEDI

Un grave fatto sta accadendo in questi giorni a Ghedi: un gruppetto di fascisti xenofobi e razzisti hanno occupato illegalmente la cascina Martinenga.Anche se le forze dell’ordine hanno già avviato la procedura di sgombero, vogliamo ugualmente denunciare l’incostituzionalità di ogni forma di nazifascismo e la nostra totale contrarietà e vogliamo dare un avvertimento a questi individui: far capire loro che qui, come del resto ovunque vadano, non sono accolti ed accettati.

Siamo pronti a tutto per fermare questa onda reazionaria che si sta allargando in modo preoccupante, grazie anche all’aiuto dato loro da chi ci governa, i quali con le loro leggi securitarie, con le loro norme atte a colpire l’immigrazione ed il dissenso, hanno legittimato la rinascita di questi gruppi.

Siamo fortemente preoccupati delle sempre più continue azioni di attacco confronti di cittadini della provincia di Brescia e soprattutto degli abitanti nella zona della Franciacorta. E’ storia recente una lettera minatoria ad una cittadina di Rovato;, lo sparo di alcuni proiettili rivolti ad una vetrina di una libreria gestita da un altra persona della franciacorta e più recentemente l’incendio di uno striscione durante una festa organizzata a Cologne da alcuni cittadini, gesto che poteva avere conseguenze gravi vista la presenza di alcuni bambini che giocavano nelle vicinanze. Non dimentichiamo anche tutti gli episodi di intimidazione contro i centri sociali bresciani ed organi di informazione alternativi, e tutti i preoccupanti gesti xenofobi e razzisti degli ultimi mesi dei quali le cronache sono piene ma ai quali non viene dato giusto risalto dalla stampa.

Vogliamo dire a tutti questi individui definitisi dal loro portavoce Silvio Olivetti "Fascisti del terzo millennio" che noi siamo gli ANTIFASCISTI DA SEMPRE e che in questa zona non c’è posto per personaggi che inneggiano l’odio razziale, sessuale e politico!

Vigileremo costantemente ed in modo capillare sul territorio e se questi fascisti non verranno respinti in modo legale dalle autorità competenti, ci sentiremo legittimati a respingerli con una mobilitazione collettiva di tutte le forze e le realtà antagoniste ed antifasciste presenti sul territorio!

CHIEDIAMO A TUTTI I CITTADINI DI SOSTENERCI IN QUESTA LOTTA CONTRO COLORO CHE VOGLIONO RISCRIVERE LA STORIA, COLORO CHE HANNO DIMENTICATO CIò CHE CON IL SACRIFICIO DELLA RESISTENZA SI è DURAMENTE OTTENUTO:

LIBERTÀ UGUAGLIANZA SOLIDARIETÀ

dalla rete antifascista locale di Ghedi



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Bolzaneto, giustizia negata: nessuna tortura nella caserma

Quindici condannati e 30 assolti dopo 11 ore di Camera di consiglio Quando il giudice Delucchi legge la lunga sentenza sono in molti a scuotere la testa nei banchi occupati dalle parti civili e dai loro legali. Un calcolo sommario arriva a contare 24 anni complessivi comminati a un terzo dei 45 imputati, pene quasi tutte condonate, aggravanti tutte escluse. E nessuno è stato condannato per falso ideologico, l'unico reato che avrebbe resistito alla prescrizione. Una sentenza che nei fatti non riconosce le torture ma soltanto alcuni maltrattamenti specifici. «Ma le torture ci sono state - spiega Sara Busoli, uno dei legali di parte civile - lo dimostra il fatto che sono stati trasmessi alla Procura gli atti delle testimonianze di alcuni poliziotti e di alcuni sanitari dell'Amministrazione penitenziaria». Insomma le torture ci furono, le polizie e il Dap hanno provato a coprirle. La concessione delle provvisionali, ossia l'anticipo del risarcimento danni che dovrà essere deciso in separato giudizio, stanno a significare che questa è una sentenza complessa da leggere a vari livelli. Il primo è certamente legato alla lunghezza della Camera di consiglio. Per molti osservatori è stato un modo per eludere i Tg di prima serata. Il Tribunale era sorvegliato da decine di poliziotti e carabinieri con i blindati posteggiati in maniera discreta, ma pronti a fronteggiare ogni evenienza. Poche le parti civili presenti visto che la sentenza è stata repentinamente anticipata - era prevista per lunedì prossimo - per scampare all'emendamento ammazzaprocessi in aula, tra il pubblico, molti genovesi che hanno preso parte alle iniziative di questi anni per verità e giustizia. Tra gli altri il consigliere comunale Prc Antonio Bruno, il neosegretario Paolo Scarabelli e l'eurodeputato Vittorio Agnoletto all'epoca portavoce del Genoa Social Forum. La lettura della sentenza è stata seguita in assoluto silenzio e senza reazioni da parte del pubblico. Se il pubblico ministero, sostiene a denti stretti che l'accusa principale, comunque, ha retto, per Agnoletto è un passo avanti «ma non sufficiente: un tipico caso che al secondo grado di giudizio avrebbe permesso di scavare meglio». Naturalmente nessuno degli imputati avrebbe mai fatto un giorno di carcere, grazie all'indulto, e la prescrizione, all'inizio del 2009, gli avrebbe perfino tolto il disturbo di ulteriori gradi di giudizio. Ma la sentenza penale apre la porta alle cause civili per i risarcimenti. Per questo l'avvocatura dello Stato aveva provato a defilarsi dalle responsabilità dei singoli, come a dire che avrebbero agito spontaneamente. Una mossa che non ha convinto né i legali delle parti civili, né il tribunale e neppure la politica, almeno quella minoranza che segue le vicende genovesi. «Comportamento vergognoso», quello dell'Avvocatura, per Agnoletto: «Lo Stato poteva costituirsi parte civile oppure venire incontro alle vittime con un meccanismo risarcitorio perché, se non ti dissoci costituendoti parte civile, o hai garantito l'impunità o, addirittura, hai ordinato certe condotte». «Di fatto - osserva Emaunele Tambuscio, avvocato del legal forum - il segnale è chiarissimo: s'è puntato alla prescrizione e non è stato attuato alcun procedimento disciplinare». Ricapitolando, dall'ottobre del 2005, sono state oltre 180 le udienze di questo processo. I testi sfilati sono stati circa 360 e 155 le parti civili. Circa 50 sono gli avvocati di parte civile ed una sessantina i difensori degli imputati. 45 gli imputati tra generali, ufficiali, funzionari e guardie di polizia, carabinieri e polizia penitenziaria, più un drappello di medici e operatori sanitari dell'amministrazione penitanziaria. La richiesta di pene a marzo scorso, al termine di una requisitoria durata cinque udienze e dopo le testimonianze delle oltre 209 vittime su un totale di 252 arrestati, gran parte illegalmente. I pm Patrizia Petruziello e Vittorio Ranieri Miniati avevano chiesto complessivamente 76 anni, 4 mesi e 20 giorni di reclusione. Le richieste di condanna erano contenute in 23 pagine e per leggerle il pm ha impiegato circa un'ora. La pena più alta (5 anni, 8 mesi e 5 giorni) era stata chiesta per Antonio Biagio Gugliotta, ispettore della polizia penitenziaria, responsabile della sicurezza del centro di detenzione provvisorio. Era il responsabile della sicurezza, ossia il capo delle guardie carcerarie, stesso mestiere che continua a svolgere a Taranto. E' stato condannato a 5 anni. Non avrebbe avuto nulla da ridire che i detenuti fossero costretti dai suoi uomini faccia al muro, in piedi: la cosiddetta posizione del cigno. Di suo si sarebbe pure levato lo sfizio di prendere a calci, pugni e manganellate alcuni degli arrestati nel corso dell'identificazione. Tra gli imputati figura, tra gli altri, Alessandro Perugini, all'epoca dei fatti vice capo della Digos di Genova, per il quale i pm avevano chiesto 3 anni e 6 mesi. E' stato condannato a 2 anni e 4 mesi. Perugini è più famoso per il cortometraggio di cui è protagonista assoluto: lui, in borghese, che prende un paio di volte la rincorsa per sfigurare meglio un minorenne di Ostia tenuto fermo da alcuni robocop travisati. Nel carcere provvisorio, Perugini, nel frattempo promosso vicequestore, era responsabile della polizia di Stato. Assolto Oronzo Doria, che era colonnello della polizia penitenziaria, ora generale. 3 anni e 2 mesi ( i pm aveva chiesto 9 mesi in più) per Massimo Luigi Pigozzi, assistente capo della polizia di Stato, accusato di aver lacerato la mano a Giuseppe Azzolina, uno degli arrestati. I medici Giacomo Toccafondi e Anna Poggi sono stati condannati rispettivamente a 1 anno e due mesi e 2 anni e 4 mesi. Nella richiesta di pene erano stati definiti «degradanti e inumani» i trattamenti per gli ospiti di Bolzaneto nei giorni del G8 del 2001. Si sbattevano teste contro i muri, si spezzavano dita, s'infilava la testa di detenuti nel buco del water, si manganellavano persone inermi, si minacciavano le ragazze di stupro. Nella caserma della Celere di Genova, tramutata in carcere provvisorio per le retate di no global con un decreto del Guardasigilli Castelli, furono adoperati almeno quattro dei cinque trattamenti considerati inumani e degradanti, ossia tortura, dalla Corte europea di giustizia che s'è occupata della repressione britannica nell'Ulster. Toccafondi, coordinatore dei medici, era accusato di abuso di atti d'ufficio e di diversi episodi di percosse, ingiurie e violenza privata. Se fosse passato in Senato un disegno di legge varato a Montecitorio, per il reato di tortura e per il trattamento inumano e degradante sarebbe prevista l'imprescrittibilità e le pene varierebbero da 4 a 10 anni.

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Comunicato sulla festa del 1° giugno per la liberazione e costruzione degli spazi sociali

A Romano, il primo giugno un centinaio di ragazze e ragazzi, di uomini e di donne si sono incontrati e hanno costruito insieme una domenica diversa. Una domenica di festa sulle sponde del Serio, dal primo pomeriggio fino a sera. Si poteva giocare a calcetto, ascoltare buona musica, guardare banchetti informativi, sdraiarsi a prendere il sole, bere e mangiare con 2 soldi. Capita allora che per una volta, la differenza tra chi è dentro la festa e chi ne è fuori, non sta nei soldi che ha da buttare ma nella voglia di aprirsi agli altri. Capita allora che un torneo di calcetto faccia incontrare in una partita, magutti bergamaschi e pericolosi immigrati clandestini, fornendo il pretesto per trasformare la diffidenza in curiosità e quindi in dialogo.

Sappiamo di vivere in un momento in cui parlare di tolleranza e di dialogo può voler dire ricevere nel migliore dei casi l’intolleranza di chi crede di risolvere ogni problema individuando un capro espiatorio. Ma noi sappiamo che è solo parlando e incontrando la diversità che i problemi e le paure possono trovare un nome e forse una soluzione.
Ciò che oggi possiamo (e dobbiamo) fare davanti alle campagne xenofobe, ai nuovi pacchetti sicurezza, ai nuovi fascismi che avanzano, è promuovere e consolidare spazi di partecipazione, costruire reti di solidarietà anche in questa difficile fase. Dobbiamo continuare a costruire opportunità di incontro e conoscenza per tutti, italiani, migranti e rom, perché solo la conoscenza reciproca, la vicinanza tra le persone e i nostri problemi può far superare paure e diffidenza. Dobbiamo parlare anche a quei giovani, a quelle famiglie, a quegli anziani che soffrono una condizione di vita precaria, senza nessuna certezza di futuro e che ricostruiscono un senso di comunità attorno all'individuazione di un nemico, in carne ed ossa, facilmente contrastabile.

In un momento di estrema frammentazione sociale bisogna impegnarsi per ricostruire coesione, momenti come la festa di domenica e non fossati ideologici. BISOGNA IMPEGNARSI PER COSTRUIRE NUOVI E SEMPRE PIU’ AMPI ORIZZONTI DI LIBERTA’, costruendo e liberando spazi sociali. C'è bisogno di segnali forti, di essere presenti, proprio lì dove il senso di solitudine o il conflitto sono più acuti. Per evitare che le nostre città diventino fortezze chiuse e insicure. C'è bisogno di lanciare una grande campagna culturale contro fascismo, razzismo e xenofobia, ognuno deve fare la sua parte perché nella barbarie che si è scatenata siamo tutti coinvolti.

PER FARE QUESTO SERVONO FATTI E SPAZI.
NOI CONTINUEREMO A PRENDERLI.
ORA E SEMPRE RESISTENZA

Un grazie particolare a tutti i compagni che si sono sbattuti nell'organizzazione e nella preparazione della festa. Senza di voi sarebbe impossibile parlare di tutto questo.



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CALCI E PUGNI

comunicato degli antifascisti milanesi sull'omicidio di Nicola

La morte di Nicola a Verona è ormai un fatto noto che ha avuto un grande risalto su tutti i mezzi di informazione. Mezzi di comunicazione che inizialmente hanno avuto un approccio tiepido riflesso della gestione tenuta dalle forze dell’ordine, carabinieri e digos, che hanno impiegato quattro giorni per individuare gli assassini, già segnalati per pestaggi simili nella tele sorvegliata Verona e non sono “riusciti†ad arrestarli, infatti ben 3 su 5 si sono costituiti beneficiando così in prospettiva di sconti di pena.


Immediata invece tra noi la sensazione di avere chiaro cosa era successo: IL 1 MAGGIO 2008 A VERONA 5 NEOFASCISTI HANNO AMMAZZATO UN RAGAZZO

È chiaro che si tratta di un OMICIDIO POLITICO.
Non è una morte procurata da un violento pestaggio del cosiddetto branco di 5 ragazzi ventenni della “Verona bene†scaturito da "futili" motivi come si cerca di fare credere. Ma è il risultato di un clima alimentato da veri e propri imprenditori politici dell’intolleranza e della violenza. Le orchestrate campagne sulla sicurezza che spacciano insicurezza per limitare le libertà personali e collettive hanno come pilastro la lotta contro chi è diverso, qualunque sia la differenza. Allora aggredire un ragazzo per strada per il suo abbigliamento o assaltare sedi politiche e centri sociali o fare raid ai concerti o ai campi nomadi è la pratica tollerata e legittimata per frange sempre più estese. Il problema di Verona non è se i componenti siano organici ad organizzazioni neo fasciste o naziste ma che con esse condividano lo stesso terreno politico, gli stessi luoghi e le stesse pratiche. Anche se emerge come uno degli assassini si è presentato alle elezioni comunali per Forza Nuova con candidato sindaco quello stesso Roberto Bussinello che ora li difende come avvocato, oggi vergognosamente attivo nel difendere i neofascisti insistendo sui risultati dell’autopsia che renderebbe, secondo lui, meno gravi le loro responsabilità . Per l’omicidio hanno arrestato cinque infami che alle spalle hanno aggredito tre ragazzi. Sono giovani neo fascisti veronesi riconosciuti. Probabilmente per questo assassinio “pagheranno†con qualche anno di carcere, al di là dei proclami del sindaco Tosi, messo alle strette per le sue vicinanze politiche con ambienti della destra veronese e costretto a fuga in avanti invocando condanne esemplari, mentre tace su anni di connivenza con gli ambienti xenofobi e fascisti. I magnaccia e protettori politici che hanno legittimato e difeso negli anni la destra veronese, in tutte le sue componenti, non saliranno sul banco degli imputati. Accusare loro, inchiodarli alle loro responsabilità è un nostro dovere. Esistono infatti zone grigie dove si confondono e si incontrano soggetti apparentemente diversi tra loro: pezzi delle istituzioni, personalità politiche, gruppi neofascisti, che condividono un orizzonte comune di discriminazione ed intolleranza. Zone grigie che si rispecchiano in alleanze politiche e in cartelli elettorali dove forze fasciste trovano posto, nel più totale silenzio e nell’indifferenza. Indifferenza anche delle forze della sinistra (?) istituzionale. Allora schifo ci fanno anche le dichiarazioni di Veltroni che nella Roma, di cui è stato a lungo sindaco, teatro di ripetute aggressioni squadriste dopo avere coltivato una politica di equidistanza e quindi di connivenza oggi vorrebbe condannare i neofascisti. Ipocrita il suo atteggiamento che specula sulla morte di un ragazzo. Schifo anche le parole del neo Presidente della Camera Fini che definisce più grave il bruciare una bandiera in nome di un dissenso politico rispetto l’assassinio di un ragazzo.

Tra tutte le infamie che vengono alimentate la peggiore è che si cerca di spoliticizzare e minimizzare i fatti. E’ un OMICIDIO POLITICO per natura e per matrice, non è stata una rissa o un episodio casuale.
È una storia che si ripete tristemente. Per Dax a Milano è stata una rissa tra balordi e noi, i suoi compagni, dei barbari che volevano sottrarre la salma all’ospedale. A Focene, Roma, per Renato … e oggi a Verona per Nicola. Ma anche nel resto dell’Europa, a Madrid per l’omicidio di Carlos, giovane antifascista accoltellato a morte l’11 novembre 2007, la motivazione propagandata dai media era di “bullismo†poi smentita dall’esplicita vicinanza delle formazioni neofascista spagnole con l’assassino. Un riferimento internazionale che mostra lo stesso clima, le stesse dinamiche, le stesse coperture.

I ragazzi uccisi sono ragazzi come noi. Colpiti in nome di un’ideologia e di una cultura volta all’eliminazione del diverso. Una mentalità fondata sulla xenofobia e sull’insicurezza diffusa. Una mentalità frutto di una crisi sociale che invece di ri-saldare i legami di solidarietà e di unità vuole dividere, individuando responsabilità in fantomatici nemici da eliminare. Una mentalità in cui l’ideologia fascista trova un terreno fertile per crescere e riprodursi.

Questo è un OMICIDIO POLITICO.
Perché è da fascisti picchiare con “ CALCI E PUGNI†o “NEL DUBBIO MENA†o “ DIFENDI IL TUO SIMILE DISTRUGGI TUTTO IL RESTO†come recitano le magliette diffuse anche a Milano dagli esponenti di Cuore Nero. Colpire il diverso tanto si gode della sostanziale impunità e anche dell’appoggio/silenzio vigliacco e ipocrita di chi assiste alle violenze.
L’omicidio di Verona non è un fatto isolato, è la punta più tragica di un iceberg fatto migliaia di aggressioni, di attentati e di intimidazioni diffuse in tutto il territorio nazionale.
Il problema è nostro e nostra deve essere la soluzione del problema.
Aumentando la presenza nella città e nell’intervento politico. Continuando a coltivare la memoria necessaria per contrastare il riemergere di spinte discriminatorie e razziste. Costruendo percorsi di partecipazione e reti di solidarietà .

Per questo siamo vicini alla famiglia e agli amici di Nicola noi che a Milano abbiamo vissuto come loro un omicidio da parte di fascisti.
Per questo saremo al corteo a Verona il 17 maggio partendo da Milano in treno con appuntamento alla Stazione Centrale alle 10 30.

Per combattere il fascismo di strada e il fascismo di regime.

Con Nicola nel cuore
Antifascisti Milanesi



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Immagina...

Immagina di fuggire dal tuo paese, ad esempio l’Eritrea, e di dover lasciare il posto dove sei cresciuto e dove hai vissuto per trent’anni. Immagina di aver costruito in quel posto una famiglia, di aver cresciuto sette figli con la donna che ami. Immagina di fuggire da tutto questo.

Adesso impegnati per credere che tu abbia attraversato, percorrendo trecento chilometri, uno stato in guerra col tuo, per esempio l’Etiopia, per poter sperare in un futuro migliore. Immagina, adesso, di esser salito su di un camion con altre decine di persone a di aver viaggiato per venti giorni in mezzo a un deserto per arrivare in Libia. Sforzati di credere che ti portavi dietro solo un litro d’acqua.

Pensa che ora, per essere al sicuro dal tuo paese, ti resta solo da attraversare un braccio di mare che separa la Libia dall’Italia e, poi, finalmente la vita potrà ricominciare. Per il viaggio in mare ti servono ancora tremila euro e allora ti fai aiutare da qualche tuo connazionale per fare qualche lavoretto, con la paura che l’esercito ti trovi e ti rispedisca nel tuo paese.
Sei mesi di lavoro e riesci a trovare i soldi per partire. La tua barca per la salvezza parte con te sopra e, finalmente, arrivi in un paese che ti può garantire la sicurezza che cerchi. In questo paese potrai lavorare e ricostruirti una vita con la tua famiglia.

Immagina, ora, di non conoscere la lingua di questo paese, di non avere né amici né parenti che ti possano aiutare. Vieni portato in un campo dove ti viene chiesto chi sei e perché sei lì. Alcuni giorni dopo, ti viene dato un foglio di cartoncino, un permesso di soggiorno per motivi umanitari, e ti viene detto che da quel momento sei libero di andare dove ti pare. Ti viene consigliato da alcuni militari di andare a Milano perché lì sapranno aiutarti. Ti insegneranno a parlare la lingua nuova… dicono… ti daranno un posto dove dormire e ti aiuteranno a cercare un lavoro.
Fiducioso, sali sul primo treno per Milano mentre il tuo biglietto, anche se non puoi saperlo, dice Salerno. Arrivi in stazione Centrale a Milano che sei distrutto e frastornato. In Inglese, provi a chiedere informazioni alle persone che incontri senza ottenere risposte. Quando finalmente incontri un tuo connazionale, questo ti accompagna nel posto in cui abita, dicendoti che potrai restare lì anche tu se lo vorrai. La sistemazione non è quello che ti immaginavi, ma ti adatti. Così, per qualche mese, inizi ad abituarti a dormire per terra in stanze senza luce. Non c’è nemmeno l’acqua per lavarti e mancano anche i bagni. Ti abitui anche ai topi e ai quintali di rifiuti e agli odori nauseabondi.
Dopo qualche giorno, ti viene suggerito di andare allo sportello rifugiati del comune, ma lì ti dicono che non possono far nulla per te, perché non hai la residenza a Milano ma a Crotone. Un po’più confuso di prima, te ne torni in viale Forlanini dove dormi, passando prima dalla Caritas dove puoi mangiare gratuitamente.
Immagina di andare avanti così per mesi: dividendo la giornata tra la mensa, il corso di italiano e gli sportelli del comune o della questura,ma non riuscendo davvero mai a realizzare con precisione che cosa ti stia accadendo.
Decidi allora di dare una svolta alla situazione e cercare un futuro in un paese come la Svezia, dove sai che abita un tuo parente. Una volta in Svezia, riesci anche a trovare un lavoro e a metterti in contatto con la tua famiglia.
Tutto sembra migliorare fino a quando un giorno vieni fermato per un controllo dalla polizia. Ti viene detto che, secondo la Convenzione di Dublino, tu devi tornare nel primo paese in cui sei stato che abbia sottoscritto la Convenzione di Ginevra. Mentre le tue idee si fanno sempre meno chiare vieni accompagnato all’aeroporto e fatto salire su un aereo che ti porta a Genova. Appena tocchi il suolo a Genova, incontri dei militari che ti danno un foglio di carta che dice che devi andare nella questura di Crotone per regolarizzare la tua posizione in Italia.
Senza soldi e sempre più disorientato prendi un treno per Milano, unica città di cui conosci qualcosa.
Dopo poche settimane di permanenza a Milano, nella storica ex-caserma di viale Forlanini, cessi di esistere anche fuori oltre che dentro.
Così, come la tua esistenza era stata sospesa ed aggrappata ad un filo, così rimane il tuo corpo senza vita.

Ora impegnati davvero a credere che questa è una storia realmente accaduta nell’anno 2007, in un paese che è l’ottava potenza mondiale, in una delle metropoli più ricche del mondo.
Sforzati di credere che in condizioni simili vivono, solo a Milano, un migliaio di persone e che le istituzioni non vogliono affrontare il problema.



di Mattia Avigo - volontario NAGA e portavoce del collettivo Uscita di Sicurezza.



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Gioved� 27 marzo 2008 la sezione Lega Nord di Romano di Lombardia ha organizzato un "dibattito pubblico" sul DIRITTO ALLA SICUREZZA Erano invitati all'incontro:

Visto che la cittadinanza era stata invitata a partecipare, una trentina di baldi giovini della Bassa si sono detti: perch� no? Con l'intenzione di esporre le proprie idee a proposito della "sicurezza", si sono recati all'incontro. Prima dell'arrivo degli ospiti sono stati esposti due striscioni sul muro della Rocca di Romano, al cui interno era stata organizzata l'assemblea: "Sicurezza? Con Brebemi e Tav, da morire!" e "La violenza e l'intolleranza non generano sicurezza". Viste le reazioni dei leghisti presenti, � stato subito chiaro che di intolleranza se ne sarebbe vista parecchia durante la serata. Dopo aver schivato un'auto che, bella decisa, stava passando sui manifestanti per entrare nella Rocca, e dopo aver salutato Castelli al suo arrivo, i giuovini della Bassa sono entrati in sala. I presenti, circa 100-150, erano in larghissima maggioranza militanti leghisti, molti sindaci, consiglieri comunali e dirigenti locali del partito. A questo punto � iniziato il delirio. Il sindaco di Romano, Tognoli, del PD, ha esordito con un discorso sugli "Extracomunitari che si ANNIDANO nei nostri paesi, ed � difficile andarli a SCOVARE... poi questi hanno i minori, e non ne hanno uno, ma quando va bene tre, e questi vengono nelle nostre ASL, nelle scuole...poi se li togli a madre e padre hai l'impressione che a loro stia bene cos�, che gli vada bene, come se non fossero figli loro ma ce ne dovessimo occupare noi..." Castelli � stato stupefacente: "Fondi per l'istruzione o per la sicurezza? Io dico, meglio avere la bambina un po'pi� ignorante che il marocchino che la stupra!" Una donna tra il pubblico gridava "Sparargli, bisogna sparagli subito quando arrivano!" E' poi arrivato finalmente il momento delle domande. Uno dei ragazzi che si erano sistemati in sala ha chiesto al sindaco leghista di Caravaggio, Prevedini, per quale motivo fosse cos� fiero di aver speso 500000 euro per fare installare telecamere di videosorveglianza nel suo paese, dato che sindaci appartenenti allo stesso consorzio di polizia locale si lamentano per la totale inefficienza di questo sistema. La risposta si � basata sul fatto che ora, a Caravaggio, quando viene rubata una gru (!!!) se ne accorgono subito, grazie alle telecamere. Sulle lamentele degli altri sindaci Prevedini ha detto di non potersi esprimere, poich� in quel periodo si trovava in Messico (!!!). La serata � continuata tra innumerevoli segni di nervosismo dei leghisti, assolutamente non abituati ad essere contestati in una zona che considerano loro. A molti bruciava ancora il ricordo recente dei fatti di Zingonia. Un consiglio spassionato: per il bene delle vostre coronarie, leghisti, fatevene una ragione; la Bassa bergamasca non � zona vostra.






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CONTRO LA CRISI DELLA POLITICA, RILANCIARE LA PARTECIPAZIONE DEI TERRITORI E DELLE COMUNITÀ LOCALI

La crisi della democrazia e della rappresentanza Le lotte di Vicenza contro la base militare del Dal Molin, della Val di Susa contro la TAV, di Scanzano contro la discarica radioattiva sono esperienze innovative perch� in grado di ricostruire nuove forme di comunit� e di partecipazione, in controtendenza rispetto alla autoreferenzialit� della politica rispetto alle domande provenienti dalla societ�. Il governo di centro-sinistra potrebbe rappresentare una discontinuit� se fosse in grado di ascoltare questa partecipazione che proviene dai territori e dalle comunit� locali. Fino ad ora non � ancora avvenuto e il pericolo � che si confermi e si allarghi nella societ� delusione, rassegnazione. Da un altro versante vediamo come il modello economico e sociale neoliberista genera continue disuguaglianze e conflitti (sul lavoro, tra comunit�, tra generi). I movimenti che crescono in risposta a questa crisi hanno difficolt� a sedimentare conquiste; quando vincono riescono ad �impedire� ma non sono ancora in grado di costruire democrazia e alternativa. Dal globale al locale: Gli stessi meccanismi di crisi della politica agiscono sul territorio bergamasco e nella realt� del paese di Romano di Lombardia. Le istituzioni di governo tendono a negare spazi di socialit� e di partecipazione alternativi alla logica del consumo. Quando i cittadini riescono a prendere la parola per denunciare problemi o proporre soluzioni vengono ignorati o respinti. L�amministrazione dei beni pubblici e del territorio si risolve in una gestione privatistica e a beneficio dei poteri economici forti. Questi sono solo alcuni esempi di esclusione che verifichiamo a Romano di Lomb.dia e in altri comuni della bassa bergamasca. Vogliamo contrastare questi fenomeni attraverso la ripresa della iniziativa politiche dal basso.

Un 25 aprile di revisione A CARAVAGGIO: Il 25 aprile � la festa nazionale che ricorda la Resistenza, la Liberazione dalla occupazione nazifascista e la nascita della nuova Italia con la Costituzione. Commemorare il 25 aprile � importante, per riaffermare l�impegno comune per i principi e i valori - di libert�, pace, eguaglianza, democrazia, solidariet�, rispetto dei diritti civili e sociali - che guidarono la lotta di Liberazione. Il Sindaco leghista di Caravaggio, esponente di un partito apertamente razzista, ha snaturato in questi anni il significato della festa del 25 aprile con forme ambigue e mistificanti come le parate militariste e revisioniste. Per il quinto anno consecutivo viene organizzata una sfilata di mezzi militari e soldati in divisa americana della seconda guerra mondiale, con il tentativo di mistificare la storia sminuendo il contributo della lotta partigiana e di introdurre una cultura dedita alla pratica bellicistica e militarista dove le forze armate servano per portare la democrazia. Inoltre, in un�epoca in cui la guerra e il terrorismo rischiano di trascinare il mondo in una spirale distruttiva, la parata militare propone una legittimazione della strategia americana della guerra globale come strumento per �esportare la democrazia�. Attraverso gli stessi ideali che guidarono migliaia di giovani a lottare per liberare il paese, dobbiamo ribadire il nostro ripudio alla guerra come � sancito dall�art. 11 della costituzione e continuare a far nostri i valori della resistenza. Per questi motivi proponiamo di organizzare per il 25 Aprile una iniziativa alternativa a quella della amministrazione di Caravaggio. Chiediamo ai compagni di Caravaggio, ai collettivi giovanili e al movimento pacifista di pensare e organizzare insieme i contenuti e le forme di questa iniziativa.

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PATTO NAZIONALE DI SOLIDARIETA� E MUTUO SOCCORSO TRA COMITATI, RETI, MOVIMENTI e GRUPPI

Sala della Protomoteca, Campidoglio, ROMA 14 Luglio 2006

I Comitati, le Reti, i Movimenti, i Gruppi a conclusione della Carovana NO TAV Venaus-Roma, qui riuniti, presso la sala della Protomoteca del Comune di Roma, il giorno 14 luglio 2006, di comune accordo, stabiliscono di creare una RETE NAZIONALE PERMANENTE E UN PATTO NAZIONALE DI SOLIDARIETA� E MUTUO SOCCORSO per affermare nel nostro paese:
Su queste basi, diamo vita a un Coordinamento Nazionale (con sito Web ed e-mail), costituito da un rappresentante per ogni organizzazione partecipante, e invitiamo tutti gli altri Comitati, Reti, Movimenti e Gruppi ad unirsi in questo Patto Nazionale di Solidariet� e Mutuo Soccorso.
Il Coordinamento Nazionale si riunir� periodicamente in una sede a rotazione. Il prossimo appuntamento � a Roma in occasione dell�Assemblea Nazionale del 30 settembre.
Roma, 14 luglio 2006

PRIMI FIRMATARI: NO TAV, NO MOSE, NO PONTE, NO PAV, NO COKE Civitavecchia, NO Gassificatore Malagrotta (Roma), NO Rigassificatore OFFSHORE Livorno-Pisa, Rete Nazionale Rifiuti Zero, Coordinamento Ambientalista Lago di Bracciano, Associazione Culturale Ardinia (in difesa Altopiano di Navelli) (AQ), Associazione Italiana Esposti Amianto, III Municipio (Roma), Associazione Radici, Coordinamento Comitati Ambientalisti Lombardia, Movimento Contro il Terzo Traforo, Comitato per la Difesa dell�Acqua Pubblica di Rieti, Comitati per la salute della piana Firenze, Prato, Pistoia, Coordinameno dei Comitati Popolari Toscani e Liguri per la Difesa dell�Ambiente, Foro Contadino Toscano.

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